" 313 anni di schiavitù… ora basta! " di Pierluigi Paoletti

http://www.ilconsapevole.it/imgart/potere_banche_G.gifOggi prendiamo spunto da una domanda che ci è arrivata da Federico che chiede come mai l'INPS abbia difficoltà finanziarie anche se appare fra gli azionisti della banca d' italia e come tale, per le note questioni del signoraggio, non dovrebbe avere particolari problemi di bilancio, creando il denaro dal nulla...

La domanda è legittima e merita di essere approfondita. Come mai un azionista della banca centrale che stampa il denaro dal nulla versa in cattive acque? La risposta, tralasciando il commento sui motivi che hanno portato nei decenni ad una situazione così deficitaria dell’istituto di previdenza italiana, sta nella particolare modalità con la quale vengono redatti i bilanci della banca centrale. Se andiamo a vedere i bilanci della bc, o sono in pareggio oppure in perdita pertanto i dividendi che si spartiscono gli azionisti sono minimi. Ma come può accadere se il denaro viene creato dal nulla e se lo Stato paga ricchezza reale per quella carta? Semplicemente perché ogni banconota emessa, viene messa anche al passivo al valore facciale come se la banconota avesse ancora una riserva aurea o la banca centrale si “privasse” di una uguale quantità di ricchezza per emettere queste banconote. I sostenitori della “purezza” della banca centrale asseriscono che quando alla banca rientrano i soldi della vendita dei titoli di debito emessi dallo Stato per l’acquisizione delle banconote, questi importi vengono distrutti, ma di questa “distruzione” nessuno ha mai trovato traccia. I maligni dicono che la ricchezza vera viene “smaterializzata” per apparire nei conti alle Cayman intestati alla bc. Il mistero comunque è fitto e fino a quando un banchiere centrale pentito non ci spiega esattamente quello che accade difficilmente avremo risposte certe ai nostri dubbi più che fondati. Rimane comunque insoluta l’assurdità di un sistema che indebita lo Stato per ottenere solo quello che dovrebbe essere un metro della ricchezza che circola in un paese: la moneta.

Ai fini del guadagno essere azionisti della banc(d)a centrale non è importante, mentre è importante per l’attività di controllo che anche per un fatto di buon senso non può essere delegata agli stessi controllati, ma questo dovrebbe avvenire senza alcun costo da parte dello stato vista l’illegittimità in cui versa la quasi totalità dell’azionariato della bc.

 

Poi riceviamo da Godot questo quesito sull’immobiliare:

Per pararsi dal crack imminente e cercare di limitare i danni vorrei sapere se la casa, a vostro giudizio, possa ancora essere una riserva di valore o meno.

In questi ultimi anni sugli immobili si è scaricata tutta l’inflazione che è di gran lunga superiore a quella che ci offrono le statistiche “addomesticate”.

Dopo la mazzata del 1999 quando 1 euro diventò magicamente 1000 lire (nessuno sa, ma sarebbe interessante conoscere il reale quantitativo di euro immesso) si è proseguito ad un ritmo di crescita della massa monetaria del 10% medio annuo contro una crescita che solo in quest’ultimo anno ha superato il 2%, il differenziale ovviamente è tutta inflazione.

I prezzi degli immobili sono ad un livello ovviamente abnorme degno di una vera e propria bolla speculativa e anche se i prezzi non potranno andare mai a 0, come nelle azioni e nelle obbligazioni, avranno sicuramente un sostanzioso ridimensionamento. Da notare anche che sulla casa si sono riversati gli appettiti di un fisco iniquo e insaziabile che aggrava la posizione di coloro i quali per ripararsi dai danni della bolla speculativa sui mercati finanziari, sono finiti…in un'altra bolla speculativa.

 

Da tutto ciò non resta che trarre un insegnamento: non esistono vere riserve di valore, esistono solo degli investimenti che a fasi alterne (cicliche) fanno perdere meno potere di acquisto di quanto non facciano le autorità stampando moneta a go go. I ritmi tra l’altro sono diventati molto serrati per il semplice motivo che siamo nell’ultima fase dove non ci sono più regole e vige solo quella del più forte, di colui o coloro che riescono ad imporre le proprie regole ai più deboli. Dobbiamo renderci conto che questa ricerca quasi ossessiva della riserva di valore a cui ci costringe il mercato, per non perdere quello che abbiamo accumulato con fatica, è solo un palliativo che allevia, ma non cura il male: è uno dei metodi usati dal nostro “carceriere” per prendere forza. Più si accumula ricchezza reale più il sistema, che è come un vapiro economico, si aggira e elabora strategie per soddisfare la sua fame insaziabile (l’ultima trovata in ordine di tempo è la previdenza complementare).

Esiste una soluzione? Secondo noi si ed è quella di uscire ogni giorno sempre di più dalla logica che questo sistema ci impone. Cercare in maniera non traumatica di fare una cura disintossicante da tutto ciò che ci lega e ci costringe a vivere come schiavi, ridurre i legami e le dipendenze che ci costringono a rispettare le assurde leggi del consuma e getta e della sopraffazione di qualcuno a danno di qualcun altro. In questo gioco, così come è stato concepito esiste solo un vincitore e tutti gli altri perdono e tra questi alcuni perdono di più e altri di meno.

Perché allora non costruire piano piano un qualcosa dove riescono a vincere tutti? Nessuno escluso? L’assurdo meccanismo di creazione del denaro in questa eterna lotta per la sopravvivenza, ci ha fatto dimenticare la solidarietà, la condivisione, la comunità. Stiamo per essere travolti da una superproduzione di merci senza avere i soldi per comprare, la cosa strana è che questo è già successo esattamente 78 anni fa e nessuno da allora ha imparato niente da quella lezione… corsi e ricorsi della storia.

Liberare la moneta dal debito alla quale è indissolubilmente legata da 313 lunghi anni, restituirebbe alle persone la tranquillità e la gioia di vivere. Oggi non riusciamo a renderci conto, ma una moneta senza il debito ci toglierebbe tutta quell’ansia di perdere il frutto del nostro lavoro, questo senso opprimente di carenza continua ed infinita che è necessaria al sistema per continuare questo assurdo e iniquo gioco al massacro. Che necessità avremmo di risparmiare se ogni giorno abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno? Se non avessimo la paura del domani, ma ci avviassimo fiduciosi verso il nuovo che ci viene incontro? Lo sappiamo che oggi è impossibile anche solo da immaginare, ma le cifre vengono in nostro aiuto: 1500 miliardi di euro di debito statale, 70 miliardi di euro all’anno pagati per interessi, tutti i proventi che vengono occultati al fisco dalle banche commerciali che pagano una parte infinitesimale di quello che dovrebbero (calcolabili in svariate centinaia di miliardi di euro). Non credete che questa immensa ricchezza basterebbe per pagare servizi, pensioni, assistenza e tanto altro ancora? Dobbiamo cominciare ad aprire gli occhi e capire che non abbiamo bisogno di una politica come questa che non ha a cuore gli interessi della comunità; che non abbiamo bisogno di una moneta che è piena del sudore e del sangue delle persone che porta con se la sofferenza di chi non è riuscito ad accaparrarsi la sua parte di interessi da restituire al padrone, in un’impari lotta perché i soldi degli interessi con fine sadismo non sono stati creati.

Oggi il sistema ci da un’opportunità unica che non va assolutamente sprecata, la sua prossimità al punto di rottura ha esasperato talmente le sue logiche che sono diventate manifeste anche per chi non è dentro la materia e per questo possiamo capire e organizzarci per non soccombere a questa allucinazione collettiva. Lui, il sistema, lo sa che la sua fine è vicina e in questo periodo sta mettendo in atto tutte le contromisure per rimandare la sua resa: far sparire il denaro cartaceo per usare solo denaro elettronico in modo da nascondere per sempre i suoi misfatti; usare tutte le forme di controllo possibile per far sentire il fiato sul nostro collo; creare paura - sua fedele alleata - con attentati e guerre all’insegna del vecchio motto, nessuno è al sicuro il nemico può colpire ovunque.

I suoi complici sono i media e i politici, ma si stanno scoprendo ogni giorno di più e la loro azione sta diventando sempre più goffa e prevedibile. “Disintossicandosi” e lasciando sempre di più la visione del mondo che ci propinano in tutte le salse da mattina a sera, la nostra capacità di discernimento si sta rinforzando, grazie alla rete e alla controinformazione e la consapevolezza di poter aprire senza fatica la porta di questa prigione mentale si fa sempre più forte. Questo però, deve essere chiaro, è un lavoro che spetta a ciascuno di noi e che nessuno può fare al nostro posto, la pigrizia è un punto a favore del vecchio, il nuovo che sta chiamando è dinamico, informato e consapevole e soprattutto libero.

That’s all folks

( Fonte: centrofondi.it.)

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