" 20 parole da non dimenticare" di Carolina Cenni

http://new.caffe.ch/media/2012/12/19063_9_medium.jpgIl 2013 in dieci parole: da serendipità a inversione, da speranza a curiosità. Dieci parole chiave che segneranno l'anno che verrà, scelte da altrettanti personaggi selezionati dal Caffè. E  ancora altre dieci parole che hanno marcato il 2012. Ma cominciamo dal futuro che sembra ipotecato da un senso d'inadeguatezza, ecco perché il termine che meglio sintetizza questo sentimento è serendipità a cui ha pensato Marco Jermini, direttore del Laboratorio cantonale: "È la sensazione positiva che si prova scoprendo una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Vorrei che tutti si lasciassero sorprendere dagli eventi". Serendipità come antidoto alla frustrazione per le cose che non vanno come dovrebbero andare, in un cantone che a volte pare condannato dalla legge di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.  
Ma per cambiare bisogna essere  coraggiosi e, perché no, pure un po' matti. Ecco perché la parola scelta dalla giornalista e produttore Rsi Aldina Crespi è "il matto",  o meglio, la carta dei Tarocchi che rappresenta quel pizzico di sana follia necessaria per reinventarsi la vita. E alla follia,  Bruno Balestra, ex procuratore generale, aggiunge la curiosità: "Imparare a vedere le cose di ogni giorno in modo diverso. Ci vuole motivazione ed energia". Progetti per dare un senso alle nostre vite, sostiene Giovanna Masoni , municipale di Lugano: "Modelliamo il futuro secondo i nostri convincimenti, desideri e speranze. Tracciamo una strada per i nostri figli".
Ma per farlo è necessaria la motivazione, altra parola chiave del 2013 nota Nicolas Gilliet, direttore artistico di JazzAscona. Il filosofo Fabio Merlini si chiede, invece, se sapremo trasformare il  futuro  nella dolce utopia di un avvenire. Utopia che per Marco Solari, presidente del Festival del film di Locarno e di Ticino Turismo, non può prescindere dalla speranza: "Perché, come insegna il mito di Pandora, senza di essa l'umanità sarebbe persa". Ma c'è anche chi, come lo studente Stefano Lappe, punta su "inversione" guardando alla situazione dei Paesi arabi e chi, come Jacky Marti, direttore Estival Lugano,  sulla "tempestività".  Alla "credibilità" delle istituzioni monetarie e politiche per raccogliere i frutti dei sacrifici del 2012 si  affida invece  l'economista Amalia Mirante.
Già, il 2012. Anch'esso riassunto da dieci parole. Un "Andato" shakespeariano, ciò che è stato è stato per  Jürg Stamm, direttore del Centro cantonale della fertilità. Pierluigi Tami, allenatore della nazionale Under 21, riassume l'anno con un "intenso", mentre l'imprenditrice Giorgia Tarchini  sceglie un "complicato" per le contestate aperture domenicali. La redattrice Rsi Julie Arlin opta per "caleidoscopio", sintesi ideale degli elementi della sua vita. "Cuore" è la parola del giornalista Andrea Leoni: "Perché irrequieta, fragile e abusata". Giovanni Ventimiglia, filosofo, segnala competenza come termine che ha contrassegnato l'anno passato, mentre l'artista Masha Dimitri ha optato per sfida. Cambiamento, invece, per il direttore sanitario della Carità di Locarno Luca Gabutti, con un chiaro riferimento a tutto ciò che sta succedendo in ambito ospedaliero. Laura Regazzoni Meli, segretaria generale Associazione consumatrici, dice spreco, alimentare, ovviamente. Per l'attore Jor Milano è stato un anno sfortunato, perché come recita il titolo della sua ultima commedia "Possibil che i ma capita tucc a mi?".  ( Fonte: www.caffe.ch)
ccenni@caffe.ch
@simplypeperosa

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog