12 anni schiavo - La recensione di Sara Michelucci

http://ftv01.stbm.it/imgbank/LOC/R201312/locandina_12annischiavo.jpgHollywood sceglie ancora una volta di parlare di schiavitù. Dopo il ramake Django Unchained, in cui Quentin Tarantino racconta le vicende di un giovane afroamericano che sfida chiunque pur di liberare la sua amata dalle grinfie del suo schiavista, in 12 anni schiavo il regista Steve McQueen prende spunto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup per raccontare una storia di ingiustizia e vessazione.

Solomon Northup è un talentuoso violinista che vive libero nella contea di Saratoga, stato di New York, insieme alla moglie Anne e ai figli Margaret e Alonzo. La storia è ambientata nel 1841, prima della guerra di secessione. L’uomo, ingannato da due falsi agenti di spettacolo, viene rapito, privato dei documenti e portato in Louisiana, dove rimarrà in schiavitù fino al 1853, cambiando per tre volte padrone e lavorando principalmente nella piantagione di cotone del crudele schiavista Edwin Epps. La sua vita diventa una lotta per la sopravvivenza, ma anche per conservare la propria dignità.

Dodici anni di un’odissea piena di ingiustizie e crudeltà, alternati solo da rari atti di bontà, che si concludono con l’incontro casuale con l’abolizionista canadese Samuel Bass, il quale sarà una svolta insperata per la sua esistenza. Bass, infatti, riesce a rintracciare la famiglia di Northup e così l’uomo potrà riconquistare la sua libertà, riabbracciando moglie e figli, ormai adulti. Purtroppo, però, la giustizia sarà fatta solo a metà, dato che la battaglia legale contro i suoi rapitori sarà piuttosto inutile. Il regista mette in luce non solo e non tanto il tema del razzismo, quanto quello dello schiavismo come affare economico.

L’uomo diventa merce di scambio, perdendo totalmente la sua essenza. Ma in questo caso Solomon si trova quasi ad essere nel mezzo: è uno schiavo, ma sa scrivere e suonare il violino, quindi ha una formazione dotta, all’epoca consentita solo all’uomo bianco. La sua è una figura a metà, sicuramente meno delineata e forte rispetto al protagonista di Django. Il film, che ha commosso Obama, è candidato a 9 premi Oscar.

Fonte: www.altrenotizie.org

12 anni schiavo (Usa 2013)

REGIA: Steve McQueen
SOGGETTO: Solomon Northup (libro)
SCENEGGIATURA: John Ridley
CASA DI PRODUZIONE: Plan B Entertainment, New Regency Pictures, River Road Entertainment
DISTRIBUZIONE: BiM Distribuzione
FOTOGRAFIA: Sean Bobbitt
MONTAGGIO: Joe Walker

 

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