11 maggio 2011, terremoto a Roma: la paura fa clic

http://www.ilsalvagente.it/immagini/copertine/araffabenda.gifCirca 400 utenti al giorno hanno consultato il dossier pubblicato sul sito della Protezione civile sul terremoto previsto a Roma per l’11 maggio da Raffaele Bendandi, on line dal 21 aprile. E quasi 2000 (per la precisione, 1.685), hanno messo alla prova le loro conoscenze sul rischio sismico nel test allegato.

Dati che confermano quanto il “fenomeno” sia sentito e diffuso in rete, nonostante gli esperti ripetano da giorni come la previsione (peraltro assente nelle carte dello studioso) non abbia alcun fondamento scientifico.

 

Il dossier

"Continua sul web e sui media - si legge sul sito della Protezione civile - il dibattito sulla possibilità che si verifichi un terremoto a Roma l’11 maggio 2011 o che sia possibile prevedere il luogo e la data esatti di un terremoto. Insieme alle risposte alle domande più frequenti, proponiamo un gioco per testare le vostre conoscenze sul rischio sismico. Troverete anche approfondimenti sulla classificazione sismica di Roma e sui terremoti storici che hanno avuto effetti nella Capitale".

 

Così la Protezione civile "smonta" la previsione

Senza mai usare la parola "bufala" o "sciocchezza", la Protezione civile smonta di fatto punto per punto la previsione del sismologo autodidatta.

Iniziando dalla specificare che è impossibile scientificamente prevedere terremoti, si prosegue col dire che Paola Lagorio, Presidente dell'istituzione culturale “La Bendandiana” e custode di tutti i documenti del sismologo, ha puntualizzato in numerose interviste e dichiarazioni (come potrete leggere anche di seguito) che nei documenti di Bendandi relativi al 2011 non si trova alcun riferimento a luoghi o date precise, come quelli riportati in rete.

In risposta alla domanda "Roma è una città ad alto rischio sismico"? si legge poi che "il territorio della città di Roma è caratterizzato da una modesta sismicità, determinata soprattutto dai risentimenti dei terremoti con epicentro nell'area dei Castelli romani e di quelli più violenti con epicentro nell’Appennino abruzzese e umbro, caratterizzato da una sismicità alta o medio-alta".

 

11 maggio 2011: il terremoto bufala che spaventa Roma

Nelle carte di Raffaele Bendandi non esiste Roma e tantomeno la data dell’11 maggio. Ma la profezia dell’uomo dei terremoti - così veniva chiamato all’epoca - tiene banco in tutti i bar e i pub della Capitale. E se dici che non ne sai niente (perché magari negli ultimi mesi sei stato fuori città) ti guardano che neanche un extraterrestre. Negli ultimi giorni, poi, ne avrebbero anche ragione. Perché la notizia ha ormai travalicato i confini locali. Oggi in radio ne ha parlato perfino il direttore di Panorama Giorgio Mulè, rispondendo sulla “psicosi” che starebbe spingendo i romani a lasciare la città nella fatidica data (che per disgrazia cade pure di mercoledì). In tv se n’è occupato Voyager. Sulla stampa neanche a parlarne. Da l’Espresso a Repubblica, passando per Il Giornale, la categoria si è scatenata. D’altronde, una notizia è una notizia. E se è una bufala anche meglio: spazio agli esperti che smentiscono.

Chi è l’uomo che ha allarmato Roma

Facendo un passo indietro, ecco di che stiamo parlando. L’uomo che ha allarmato Roma si chiama Raffaele Bendandi (1893-1979, in foto accanto).

Originario di Faenza (Emilia Romagna), ha acquistato fama e notorietà con le sue profezie sui terremoti (all’epoca apparve perfino sulla prima pagina del Corriere della Sera).

La sua teoria si basa sull’idea che ci sia un diretto collegamento tra i terremoti e l'attività dei pianeti. In modo simile a quanto fa la Luna con le maree, l'allineamento planetario influenzerebbe quindi i fenomeni sismici.

È definito un autodidatta (titolo di studio quinta elementare), ed è arrivato alle cronache nostrane grazie alla profezia di un terribile terremoto che raserebbe al suolo la Capitale l’11 maggio 2011.

 

Nelle carte non ci sono date né luoghi

E qui è la grande bufala. Nelle carte dell’uomo non risulta niente di simile.

Parola di Paola Lagorio, fisica e direttrice dell'Osservatorio geofisico “Raffaele Bendandi”, località Faenza, che studia gli scritti lasciati da "l'uomo dei terremoti".

“Nelle carte ci sono giorni con riferimenti ad alcune possibili tempeste magnetiche, ma comunque non sono riportati nomi di luoghi. E, soprattutto, l'11 maggio non compare in alcun modo nelle date indicate”: chiarisce all’Espresso. Venerdì di Repubblica (oggi in edicola) manda la giornalista Brunella Schisa a controllare di persona: “Cerco la data… ci sono il 3, il 13, il 14… dell’11 maggio non c’è traccia”.

 

L’Ingv: “Una bufala”

Sempre su Venerdì, Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), viene descritto “furioso” per lo spazio che la bufala si è conquistato sui media.

“Roma non è una zona sismica”: chiarisce l’esperto. E sulle previsioni azzeccate da Bendandi è netto: “Ogni anno ci sono nel mondo 150.000 scosse di magnitudo superiore a 3 gradi della scala Richter e ogni giorno un paio superiore a 6. Indicando una vasta area - e molte date - scelte tra le più sismiche, non è così difficile”.

 

Le previsioni “azzeccate”

A Bendandi si rimprovera in effetti di non individuare mai un epicentro, ma solo una vasta area.

Azzeccò il sisma del 21 dicembre 1923 in centro America; quello del 2 gennaio 1924 nella penisola Balcanica. E infine avrebbe anche predetto il terremoto del Friuli nel 1976.

Tra i suoi appunti legati al 2011 c’è anche l’11 marzo. Sì, la data della terribile catastrofe in Giappone. Ma senza luogo.

 

Le superstizioni "collaterali"

Perché dunque “tanta fortuna” per la previsione di Roma (che non esiste neanche tra le sue carte)? C’è chi dice che in realtà quegli appunti furono bruciati (in effetti alcuni scritti andarono persi tra le fiamme).

E chi lega la data dell’11 maggio ad altre previsioni non meno “affascinanti”. Vedi la fine del mondo dei Maya (20 dicembre 2012); o l'interpretazione biblica secondo cui il 21 maggio sarebbe il Giorno del Giudizio. ( Fonte: www.ilsalvagente.it)

Autore: Michela Rossetti

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