Vaccinisti e non-vaccinisti: le differenze di fondo

Chi non vuole vaccinarsi, o almeno diffida di questo vaccino anti-Covid, non si sogna neanche di pretendere di impedire al prossimo che vuole vaccinarsi di farlo. Semplicemente chiede che la cosa non venga imposta a lui.

Insomma, chiede la libertà di cura e ribadisce la propria piena potestà sul proprio corpo. Soprattutto tenendo conto del fatto che il vaccino serve (o meglio! dovrebbe servire, si spera o presume - meglio ancora... - che serva) proprio a impedire di essere contagiati dal prossimo e quindi di per sé garantisce dal contagio. Perché altrimenti, se il vaccino non garantisse dal contagio... a cosa servirebbe inocularsi un liquido misterioso nel proprio corpo?

Pertanto, chi non vuole vaccinarsi rivendica semplicemente il proprio diritto alla libertà di cura e alla gestione del proprio corpo, nella consapevolezza di non nuocere al prossimo che si vaccina, proprio perché si vaccina.

Viceversa, il vaccinista non solo pretende di poter avere il vaccino, ma pretende che tutti lo debbano avere, con tanto di sanzioni punitive per i disobbedienti.

Pertanto, chi non vuole vaccinarsi invoca la libertà, il vaccinista invoca il diritto dello Stato sui corpi dei cittadini.

Questo vuol dire che oggi siamo in estremo pericolo: non per il Covid, ma per la presunta soluzione al Covid.

Ovvero, il reale pericolo consiste nella fine della nostra libertà fisica e del nostro stesso diritto sul nostro corpo e su quello dei nostri cari.

Il che dimostra la veridicità di quanto dicemmo fin da marzo scorso: il Covid serve a creare le condizioni di un totalitarismo sanitario mondiale atto alla realizzazione - insieme ad altri fattori contemporanei, come il Grande Reset con l'abolizione della proprietà privata e del contante o l'inquietante processo di controllo a distanza dei nostri corpi e quindi delle nostre azioni - del Nuovo Ordine Mondiale e della rivoluzione antropologica che questo richiede.

I vaccinisti, in pratica, si rendono servi di una forma di totalitarismo statal-sanitario che è l'anticamera ai più mostruosi utilizzi del nostro corpo e di noi stessi da parte della "gaia scienza".

Chi vuole imporre il vaccino con la forza a tutti, per paura di un'influenza sta sacrificando l'essere umano al Moloch genetista del Nuovo Ordine Mondiale. E lo fa in nome del totalitarismo statalista sanitario, nuovo vitello d'oro da adorare senza discussione.

Gli anti-vaccinisti chiedono libertà nella sicurezza; i vaccinisti sicurezza nella schiavitù e nell'idolatria, che se ne rendano conto o meno.

Oggi siamo in estremo pericolo: e la radice di questo pericolo risiede nell'abdicazione di molti alla propria libertà in nome di una chimerica sicurezza fisica.

Oggi siamo cioè alla svolta della storia umana, tra schiavitù e libertà, tra trans-umanità e creaturalità, divina e naturale.

Ma chi lo capisce?

Una cosa è certissima oltre ogni evidenza: i primi hanno tutto il mondo dalla loro parte (politica, finanza, informazione, cultura, cinema, gerarchie ecclesiastiche e preti compresi, perfino alcuni intellettuali cattolici piegatisi alla gaia scienza, che è la vera gnosi); gli altri sono soli.

Ma non sono pochi. Spetta a loro unirsi e combattere per salvare la creaturalità umana come Dio l'ha voluta.

Perché la partita in gioco non si basa sul Covid attuale e sui virus che faranno immancabilmente venire, e nemmeno sul vaccino in sé: ma sulla trans-umanizzazione o meno di ciascuno di noi.

Il nemico è la "gaia scienza" del Nuovo Ordine Mondiale: la salvezza risiede nel nemico della gaia scienza e della gnosi, ovvero nell'ordine naturale del creato come Dio lo ha voluto. Nella libera umanità di ciascuno di noi.

Doveroso è richiedere e ricevere cure mediche lecite moralmente nel rispetto della libertà personale e della sicurezza generale; immorale e suicida à piegarsi alla gaia scienza e alla gnosi mondialista e totalitaria.

Chi vuole vaccinarsi lo faccia liberamente (a proprio rischio e pericolo), ma non imponga al prossimo misure sanitarie coercitive per di più non avallate da nessuna certezza scientifica né morale sul prodotto in questione e neanche sui fini reali di chi lo produce.

Ecco cosa c'è in gioco e ognuno sta prendendo la propria posizione in questa vera e propria guerra per la civiltà e la salvezza dell'umanità.

Prof. Massimo Viglione

 

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