Appello al buon senso

  • Eugenio Capozzi

Come era prevedibile, la demenza è contagiosa.

Una classe politica di inetti e incapaci senza cultura della libertà ( a sinistra e a destra, in sede nazionale e locale), cerca di scaricarsi da dosso le proprie responsabilità per i problemi sociali creati da un virus para-influenzale non più pericoloso di tanti altri ( leggi insufficienza delle strutture sanitarie e rsa), dando la colpa ai comportamenti dei cittadini, criminalizzando lo sport, lo svago, la socialità, la cultura, persino gli affetti familiari.

Molti cittadini, vittime di psicosi, ci cascano come allocchi.

La classe politica inetta ringrazia, e rincara la dose.

L'idea demenziale del " coprifuoco" partita da Macron viene ripresa da Fontana in Lombardia, e subito si accoda ( e poteva mai mancare?) De Luca in Campania.

Nei paesini delle prealpi bresciane come nell'Irpinia tutti in libertà vigilata, di notte non si può andare manco in farmacia, perché altrimenti " gli assembramenti ...!".

Requiem definitivo per la vita sociale, per ristoranti e bar, per il turismo. Prevedibile, visto il contagio mentale, che domani sarà così dappertutto, dalla Val D'Ultimo a Capo Passero.

Anticamera di una nuova prigionia collettiva, come e peggio di quella della primavera scorsa.

Per un virus che ha una letalità dello 0,3%.

Invece di attrezzare gli ospedali, ripensare le residenze per anziani, riorganizzare la medicina di base, potenziare i trasporti, ci danno una bella dose di mortificazione collettiva, di senso di colpa, di libertà calpestate, di Costituzione sotto i piedi, di miseria e di disoccupazione.

E gli allocchi tutti zitti, anzi qualcuno ( più di qualcuno) applaude.

Ce lo meritiamo.

E ci meriteremo le conseguenze economiche che si abbatteranno anche su chi oggi crede scioccamente di essere garantito.

Intanto, cosa aspettano commercianti, operatori del turismo, dei bar, della ristorazione, dello sport, palestre, piscine, istituti di cultura e case editrici, aziende della grande distribuzione - tutti quegli attori economici che vengono feriti a morte da questa follia - a unirsi in un comitato civico nazionale, a elevare ricorsi in ogni sede giudiziaria possibile, ad organizzare manifestazioni di protesta e azioni di disobbedienza civile collettiva?

Questi provvedimenti sono tutti legalmente " difettosi".

Si fondano su uno stato di emergenza già non previsto dalla Carta, e tanto i DPCM quanto le ordinanze regionali non possono avere valore di legge.

Ci sono innumerevoli appigli per metterli in discussione. Se togli una carta, tutto il castello di carte può crollare.

Non bisogna arrendersi, non bisogna subire la logica della mortificazione.

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