Le finte onlus italiane in Kenya ( Parte seconda)

“Popi e La Karibu”

Istruzioni per una perfetta gestione di una onlus di successo 

PARTE SECONDA

Di Popi Fabrizio non ne voglio più parlare, stia lontano anni luce da me… e ho detto tutto!“. Questa è stata la risposta via mail di Riccardo Vitanza ad una richiesta circa qualche informazione sul suo amico Salvatore Fabrizio, più noto come Popi Fabrizio.

Riccardo Vitanza è l’ideatore e Fondatore della famosa Agenzia di comunicazioni “Parole e dintorni” che cura la promozione di spettacoli e discografia di famosi artisti, tanto per citarne alcuni, come “Laura Pausini, Luciano Ligabue, Francesco de Gregori, Zucchero, Claudio Baglioni e molti altri”.

Cosa c’entra Vitanza con Popi Fabrizio visto che sul sito di “Parole e dintorni” non si trova alcun nesso con il Presidente de “La Karibu”? Questo lo vedremo in seguito, ma prima di tutto che cos’è “La Karibu”?

Mettetevi comodi, questo non è un articolo ma una storia che merita essere raccontata per intero.

Nella prima parte pubblicata l’8 aprile scorso, sull’‘editoriale 30 (click su link), sono stati citati i risultati di una ricerca dall’archivio web dove appariva il sito www.karibuvillage.com che conduceva ad un sito cinese di vendita di articoli per adulti. In realtà quel sito del karibu village non esiste più, ma proprio grazie a Popi Fabrizio e alle sue minacce di querele e denunce è stato possibile scoprire l’esistenza di un altro sito web con la denominazione www.lakaribu.com.

Cosa hanno in comune questi due siti? Di sicuro che il Presidente è sempre lo stesso: un certo Salvatore Fabrizio, più noto come Popi Fabrizio. I bambini del Kenya, come dichiarato da lui stesso, lo chiamano Papa Popi, lasciando presupporre che sarà il prossimo candidato al pontificato dopo Papa Bergoglio.

L’altro punto in comune tra i due siti web facenti riferimento a Popi è il luogo dove operava prima e dove opera oggi: Chakama, in Kenya, quel luogo ormai famoso alle cronache dove è stata rapita la volontaria di Africa Milele, la Silvia Romano di cui non si hanno ancora notizie.

Silvia Romano

Di Silvia Romano però, è necessario aprire una parentesi. Nel giorno di Pasqua appena trascorso erano trascorsi esattamente 5 mesi dal suo rapimento, ma stranamente a differenza di quanto avvenuto nel recente passato, la stampa in generale non si è scatenata riportando gli stessi articoli già pubblicati allo scoccare di ogni mese. Quei pochi che l’hanno fatto hanno scritto le solite baggianate, tanto più gravi quanto più se riportate da organi di stampa di rilevante importanza quali ad esempio “Il sole 24 ore” e “AGI.it” una delle maggiori agenzie di stampa italiane, le quali, entrambi, parlano di Silvia come una “giovane cooperante” mentre “Il sole 24 ore” cita addirittura Africa Milele come una “Ong che si occupa di cooperazione internazionale”. 

A Milano, il 18 Maggio, nella scuola frequentata da Silvia si è organizzato un “girotondo”, con tanto di locandina per ricordare, probabilmente, il suo rapimento e la mancanza di notizie, dove Silvia viene definita “Cooperante impegnata con una associazione italiana in un progetto di cooperazione internazionale”. E proprio mentre  a Roma il 16 e il 17 Maggio si svolgerà la Prima fiera della Cooperazione internazionale riservata a operatori profit e no profit interessati al business nel mondo della cooperazione.

 

INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE.

Mentre Italietta Infetta chiariva la questione fin dal primo articolo del 30 Novembre 2018, l’informazione tutta continua a pubblicare definizioni errate quali “cooperante e “ONG”, contribuendo a creare confusione in chi non sa niente a proposito né dell’uno né dell’altro. Soprattutto questi grandi organi di stampa, ai loro collaboratori, allo stesso Governo, agli operatori di settore, alle onlus e perfino il Papa dovrebbero chiarire ad un popolo intero che SILVIA ROMANO NON E’ UNA COOPERANTE E AFRICA MILELE NON E’ UNA ONG che corrisponde esattamente al titolo dell’articolo del 30 Novembre 2018

Fare informazione è soprattutto utilizzare le giuste definizioni. Come potrebbe essere Silvia una cooperante dopo un mese trascorso a fare volontariato in un orfanotrofio di una associazione il cui Presidente è stato condannato a 6 anni per aver strappato a morsi un orecchio ad un ragazzo durante una serata in discoteca a Milano? Come potrebbe definirsi “cooperante impegnata in un progetto di cooperazione internazionale” a Chakama in una ludoteca, all’aperto, costata € 630,00 e dormendo in un  tugurio senza acqua corrente e senza corrente? Possiamo immaginare la biancheria e l’igiene del tugurio!

Come potrebbe definirsi ONG un’associazione di volontariato con la cosa più importante di cui si è occupata è forse di sostenere qualche bambino a scuola, sport praticato da tutti i residenti italiani di Malindi, e far giocare i bambini nella famosa ludoteca della giungla di Simba e Pumba?

Come è possibile che nessuno abbia ancora scritto che “le ONG” non esistono più? La legge voluta da Renzi, la 125/2014 le ha cancellate; ora ci sono gli ETS, gli Enti del Terzo Settore di cui solo 210 associazioni sono registrate e autorizzate dall’AICS, l’altra Agenzia voluta da Renzi, che si occupa di Cooperazione Internazionale, “quella Agenzia famosa per i fagiolini prodotti in un paese a regime dittatoriale come il Sudan, con denaro della popolazione italiana, al costo di € 75.800,00 al chilogrammo”. 

Silvia Romano in realtà non è neanche una volontaria, ma una villeggiante, come tanti altri che l’hanno preceduta, armata di tanta solidarietà, certamente di uno spirito di altruismo, di amore verso i poveri e i bambini ma non offendiamo i cooperanti, che sono professionisti pagati profumatamente per salvare il mondo, impegnati in tanti inutili progetti di cooperazione internazionale dove il luogo comune è soprattutto lo sperpero di denaro.

L’informazione che fa disinformazione non è più un luogo comune ma un dato di fatto. E quando si legge che “Il Corriere della sera e “Libero, e chissà chi altri, che a ruota hanno cavalcato l’ennesima voce di corridoio, pubblicano a lettere cubitali che “Silvia è viva”  c’è da restare sgomenti e senza speranze, leggendo il contenuto degli stessi articoli dove passa inosservato che si tratta non di certezze ma di dichiarazioni delle autorità di polizia keniote; quelle stesse che avevano rilasciato dichiarazioni a TV nazionali locali che in alcuni servizi mandati in onda a febbraio, prima l’hanno definita “trafficante di avorio multimilionaria” e poi la davano “morta in uno scontro a fuoco con i terroristi di Al Shebaab”. 

Il titolo del quotidiano il “Kenyans” che definisce Silvia “una trafficante di avorio”

E’ giusto sperare che Silvia sia ancora viva, e tutti ce lo auguriamo, ma mistificare la realtà inducendo l’opinione pubblica all’errore, alimentando non le speranze ma le illusioni è profondamente scorretto, irresponsabile e rientra in quella disinformazione di cui sopra.

La verità è che di Silvia Romano, ad oltre 5 mesi dal suo rapimento, non ne sa niente nessuno, né la polizia locale e tanto meno quella italiana. Al momento l’articolo del Kenians.co.ke è un esempio di ciò che viene pubblicato in Kenya e che in Italia non un solo quotidiano, un giornalista, un organo di polizia o di Governo ha smentito, semplicemente perché nessuno sa la verità.

Quindi un appello a tutti gli organi di stampa e giornalisti veri e presunti è doveroso chiedere di smetterla di scrivere notizie a vanvera nella speranza che prima o poi, come in una lotteria, azzeccheranno la notizia giusta.

A coloro che si chiederanno che cosa c’entra Silvia Romano in questa storia, è doveroso ricordare che Silvia è stata rapita a Chakama, lo stesso luogo dove Popi ci voleva costruire una fantascientifica città del futuro, nel niente della savana, e dove d’improvviso giunge a dargli manforte anche la Lilian Sora di Africa Milele. Niente illazioni, per carità, nessun nesso lega il rapimento della ragazza con gli altri personaggi citati, ma è curioso che a Chakama……

CHAKAMA IL CENTRO DEL MONDO NEL MEZZO DEL NIENTE

Karibu in lingua kishwahili significa “benvenuto”, anzi sarebbe più corretto dire “benvenuti” perchè da Chakama ci sono passate centinaia di persone tra turisti, onlus e loro volontari, forse migliaia. E’ del  16 Aprile scorso un’altro articolo pubblicato su “Cremona oggi” che parla di un’altra volontaria che era con la “cooperante Silvia Romano”, con tanto di foto insieme, e che era già la quinta volta che andava a Chakama per Africa Milele. A fare cosa? Far giocare le scimmiette alla ludoteca nella savana? E quanti erano coloro che mentre andavano a far giocare le scimmiette portavano anche bagagli da 23 Kg stracolmi di farmaci e salami all’andata e gadget e chissà cos’altro al ritorno?

Ma torniamo a Salvatore Fabrizio detto Popi, il Presidente di “Associazione La Karibu onlus”  di cui basta fare una ricerca su google per ottenere tutte le informazioni che servono. Di Popi merita però ricordare alcune opere e omissioni. Qui si citerà solo che è stato dapprima autore di canzoni e cantante in coppia con suo fratello Maurizio, famoso per aver scritto canzoni come “Gli anni più belli della nostra vita” eseguita da Renato Zero e “Almeno tu nell’Universo” cantata da Mia Martini, oltre a molte altre canzoni di successo. Ma anche Salvatore per anni si è distinto come autore scrivendo per esempio “L’ape Maja” e molte altre prima di dedicarsi alla scoperta di nuovi talenti e volgere il suo operato alla produzione discografica. La sua biografia è lunga come uno scontrino della spesa al sabato di una famiglia di 8 persone. “Lode a Papa Popi”  il quale in uno scatto di ira ha minacciato denunce e querele per “aver nominato il suo nome invano“.

Il Signore, quello vero, quello che è lassù e vigila, mi perdonerà se il suo nome è stato sostituito con quello del Popi, che mai nessuno può avere il diritto di pronunciare, chissà poi per quale recondita ragione, visto che trattandosi di un personaggio pubblico tutto ciò che viene citato è reperibile da semplici ricerche sul web. “Lode a Google”

Intanto accade che dopo la sua brillante carriera nel mondo della canzone, così come accade per tanti, anche Salvatore deve aver avuto un periodo di buio interiore, ed esteriore, o forse, al contrario invece che dal buio è stato fulminato da una luce mistica che deve averlo indotto a trasformarsi in benefattore, forse filantropo, o qualcosa nei paraggi, tanto da dare vita ad una onlus che avrebbe naturalmente usufruito di tutti i contatti con artisti noti e affermati, i quali avrebbero sicuramente dato visibilità al suo sogno, che è poi il sogno di tutti i filantropi: un villaggio globale a sua immagine e somiglianza, il Karibu Village. Un villaggio che avrebbe dovuto raggiungere la totale autonomia nell’arco di 5 anni. Luogo identificato, l’ormai tristemente famosa Chakama, in Kenya, una radura nella savana, dove il focus di tutto sarebbe stato l’unico albero nel raggio di centinaia di chilometri, quello della copertina dell’articolo meglio noto come l’Agorà.

Dal vecchio sito web la sede legale dell’associazione Karibu onlus, risulta a Stresa, in Via Roma 26, sito web, quello del sito dei dildo cinesi: www.karibuvillage.com; lo Statuto, e si presume anche l’Atto costitutivo (non pubblicato), viene firmato da un notaio in Arezzo, a testimonianza della diffusione territoriale sulla quale basava le origini la onlus del Popi.

   La scuola di Chakama in costruzione ai tempi del Karibu Village

Il villaggio fantascientifico da far invidia a Elon Musk

Il famoso Villaggio viene promosso tramite un progetto che si chiamerà “KARIBU CHAKAMA” che, come riporta testualmente il sito:

“prevede la realizzazione di un Comprensorio che si sviluppa su un terreno di 3 Acri e che sarà così costituito da:
– 2 Scuole,la PRE-PRIMARY e la PRIMARY (2 blocchi);
– 2 Dormitori, uno per accogliere 24 bambini orfani e l’altro per i volontari;
– un Centro di Formazione Professionale per l’insegnamento degli elementi di:
– Falegnameria
– Sartoria
– Cucina
– Ortobotanica
– Musica
– Pronto Soccorso con camera di degenza x 4 persone
– una sede amministrativa.
– L’AGORA’ KUBWA KAURI, 
(l’Agorà nella definizione greca rappresenta la piazza principale dove si raduna la popolazione, una specie di piazza del Popolo a Roma, ma più probabilmente rappresentata sempre dal fulcro universale del luogo: l’albero della copertina)
– Una piccola cappella come luogo di culto universale;(dove è facile immaginare fossero previsti incontri simultanei di musulmani, in prevalenza nell’area, cristiani cattolici, protestanti, ortodossi, copti, fors’anche buddisti e testimoni di Geova)
–  Altri 17 acri, sempre messi a disposizione dalla Comunità di Chakama, saranno invece interamente dedicati alle coltivazioni (mais, peperoni, pomodori, zucchine, patate e frutta tipo banane, mango, papaja e cocco) e all’allevamento (mucche, capre, pecore, galline, conigli).
Il progetto KARIBU VILLAGE – 
è scritto sul proclama del sito – è un progetto della Comunità di Chakama che ne affida la competenza al proprio Sindaco e ai notabili del Villaggio Chakama sotto la nostra diretta supervisione e collaborazione.
La nostra presenza infatti sarà di coordinamento, gestione ed amministrazione delle risorse, sostegno economico e professionale per garantire il raggiungimento dell’indipendenza alimentare ed economica nel giro di 8 anni.”

In realtà in un’altra pagina dell’archivio web l’indipendenza era prevista in 5 anni, che poi qui sono diventati 8, e che in realtà non saranno neanche 20, perché di tutto questo ambaradan sarà stata realizzata una sola costruzione adibita a scuola, dove d’incanto appare anche Africa Milele della Lilian Sora, che secondo Popi avrebbe dovuto costruire un orfanotrofio, secondo alcuni locali avrebbe partecipato alla costruzione della stessa scuola, secondo altri avrebbe fatto poco o niente.

Di seguito il comunicato ufficiale del 2013 dal sito cinese www.karibuvillage.com dove Papa Popi annuncia l’arrivo del Messia.

“Amici, eccoci ad un nuovo appuntamento con le News da Chakama.”
C’è una notizia bellissima, quasi incredibile. Per la prima volta, credo, due Associazioni uniscono i loro sforzi ed i loro progetti perché il sogno comune diventi realtà.
Infatti nel nostro progetto Karibu Chakama noi abbiamo da realizzare l’Orfanotrofio ma, per priorità, lo abbiamo previsto per il prossimo anno.
Ebbene, l’incontro con persone straordinarie a capo dell’Associazione Africa Milele, ci ha permesso di raggiungere un accordo bellissimo. Infatti questa associazione si prenderà carico della realizzazione dell’Orfanotrofio da subito e lo farà nel nostro comprensorio.
E saranno loro a gestirlo in toto all’interno di Chakama alla luce di una collaborazione straordinaria con la Karibu. Ripeto, è il primo grande esempio di collaborazione tra due associazioni per un’unica finalizzazione. Ovviamente noi forniremo tutto l’apporto necessario e saremo vicinissimi a loro in tutto, ma il progetto sarà un progetto Africa Milele.
Questa associazione è nata in Italia il 09/09/2012 ed i soci fondatori sono Sora LilianLombardi LucaSora Francesco e Giacomini Antonella. Scopo della Associazione è proprio la costruzione e la gestione, appunto, di un orfanotrofio.
A tutti, il nostro ringraziamento più sentito per aver reso possibile questa operazione davvero unica. Grazie soprattutto a Lilian che è stata insieme con noi a Chakama tra Natale e Capodanno sacrificando per questo scopo gli affetti più cari. Grazie di cuore, Lilian. E non me ne vogliano gli altri soci.
Per il resto continua l’operazione “Chakama nel cuore”. Piano piano arrivano le adesioni ed il gruppo cresce. Qui sono già al loro posto di lavoro i nostri responsabili Chiara Spampinati e Miro Moreschi, mentre Federico Ambrosioni arriverà da noi Domenica 27 Gennaio.
Inoltre da fine mese prenderanno il loro posto stabile Miriam per l’amministrazione e la burocrazia africana, Mohamed per la gestione dei campi e Jackson Kanai per la gestione dell’allevamento di animali.
Veronica D’Ambrosio ci seguirà da Londra insieme ad una nostra amica, Claudia Di Meo, mentre il gruppo Med Student without Borders ci seguirà dalla Polonia.
Infine avremo la collaborazione del primo gruppo indipendente, Uniti per Chakama, che fa capo a Federico Ambrosioni e che a breve definirà il suo piano di aiuto e collaborazione.
A Chakama non ci sono più i lavoratori precedenti eccetto Kimandi. E’ davvero partita una nuova gestione, più veloce, costantemente presente, piena di entusiasmo.
Grazie a Chiara abbiamo anche una rudimentale ma efficace connessione WI-FI!!
E anche la gente di Chakama è più contenta e pronta a collaborare.
Un’altra notizia esaltante è l’arrivo dei pannelli solari a Chakama. Fine del generatore e delle alte spese di gestione.
L’installazione è stata resa possibile grazie ad una donazione della Società Agusta e al grande lavoro dei Volontari appartenenti alla Croce Rossa di Stresa che hanno raccolto durante le feste natalizie la somma necessaria per l’acquisto di pannelli e batterie e quant’altro e della loro installazione. Non solo ma questa raccolta ha contribuito anche a supportare in parte il lavoro relativo alla coltivazione di aloe vera e tanto altro. Grazie immenso a Marco Pizzera in primis, Alessandra ed Anna Mattioni e tutti gli altri che hanno collaborato.
Sul fronte della Juventus Soccer School Kenya le novità riguardano:
Lo staff tecnico composto da elementi tutti proveninenti dall’ex team della Nazionale di Calcio del Kenya…….e blablabla.

A stare dietro a Popi c’è da farsi girare la testa, talmente è la sua inventiva, un fiume in piena è meno devastante del suo entusiasmo e della sua irruenza. Sul vecchio sito web si legge perfino di un progetto musicale e teatrale, denominato X-fighters, che presso il Teatro Cleopatra di non si sa dove, forse nella Piramide di Cheope, avrebbe dovuto occuparsi di un “talent” per scoprire artisti di musica e danze africane, con tanto di giuria internazionale, con selezioni-show che in 10 puntate avrebbe poi condotto a produrre dischi e video distribuiti in tutto il mondo.

E come poteva mancare la bancarella dove accedendo ai vari link sarebbe stato possibile acquistare prodotti casalinghi, ferramenta, banca, fattoria e campi, libreria e cartoleria. E come se non bastasse non si poteva evitare le immancabili adozioni a distanza e le bomboniere solidali. Poi naturalmente la tessera “amico Karibu” a € 75,00; l’adozione di una capra a € 20,00; una mucca a € 50,00; un mattone o una gallina a € 10,00; un maiale a € 30,00 e un coniglio a 25,00. I conigli costano quasi come un maiale perchè come noto facendo sesso come“conigli” appunto, mettono al mondo tanti coniglietti da meritarsi una posizione in classifica al fianco dei porci che non sono tanto bravi a fare sesso ma restano comunque porci.

Per il video ufficiale di Chakama servivano € 5,00+3,00 così come il CD delle foto mentre per le canzoni di Chakama ne servivano 8,00 + 3,00. Naturalmente non potevano essere dimenticate le famose T-Shirt di Chakama per uomo e donna a € 15,00 mentre in Sri Lanka le T-shirt Lacoste costano 3 dollari. E per finire ecco il 5 x mille, le varie donazioni, gli eventi di raccolta fondi a sostegno, sponsorizzazioni. Insomma più che il paroliere de “L’ape Maja” Popi deve essere stato l’autore di “Money” dei Pink Floyd, o dell’altra omonima canzone cantata da Liza Minnelli.

Una fabbrica di denaro così come doveva essere l’altra grande idea del:

SOCCER CLUB JUVENTUS

A Popi inoltre bisognerebbe spiegare che le collaborazioni tra due o più associazioni non le ha inventate nè La Karibu nè Africa Milele nè lui stesso, ma esistono da decenni e si chiamano comunemente “consorzi”. Ma questo ha poca importanza, come si può spezzare le ali dell’entusiasmo di persone che si sono prese in carico la salvezza del Kenya e naturalmente dei loro bambini?

Certo sarebbe anche interessante ascoltare tutti i collaboratori citati, incluse le collaborazioni internazionali da Londra alla Polonia, dal deserto dei Tartari all’Antartide, che avranno sicuramente qualcosa di interessante da raccontare. Ma nella realtà accadono cose strane in quel di Chakama e dintorni. Sembra che il titolo dell’Agenzia del suo amico Riccardo Vitanza sia più adatta a Popi che non ad altri; infatti a Chakama sembra proprio che viga il motto “Parole e dintorni”  intanto perchè come un pò tutto il resto citato, sarà veramente poco ciò che sarà andato a buon fine e tra i flop maggiori c’è stato proprio il business della Juventus Soccer Club.

Di fatto dal 2013 al 2017 non si hanno più notizie di Chakama e del Villaggio Karibu. Popi in una delle sue minacciose missive cita che hanno lavorato in silenzio, perchè come si suol dire, se vuoi fare del bene puoi farlo anche in silenzio, ma se ti avvali di una agenzia di marketing è meglio, e se cerchi fondi disperatamente, donazioni e investitori, farlo in silenzio diventa difficile.

E così fino a quando il vecchio sito promuoveva di tutto e di più c’era fermento intorno a Popi, ma poi d’un tratto, come sempre accade nella vita, spesso ci si trova di fronte a cicli, alle vacche grasse e a quelle magre, e d’un tratto quella famosa scuola di calcio con le maglie come le bande verticali della RAI TV degli anni ’50, quella non in technicolor del Cavaliere, sparisce. Quella scuola calcio che secondo fonti certe non era affatto mirata a lanciare giovani nel mondo del calcio ma solo a raccogliere sponsorizzazioni e alla rivendita della concessione. Tradotto e riferito alla “mission” significava reperire ancora denaro, sempre più denaro, tanto che all’arrivo di 2 allenatori dall’Italia era stata allestita una scuola calcio fittizia.

Questo quanto dichiarato da Antonella C. ex collaboratrice di Popi proprio nella creazione della famosa scuola di calcio:

La Juventus Soccer Club nello stadio olimpico di Chakama

A seguire un estratto della mail inviata da Antonella C. a Popi Fabrizio in copia a numerosi altri “sostenitori”. Per il rispetto della privacy sono stati oscurati gli indirizzi mail ad eccezione dei nominativi dei destinatari.

“La juventus Soccer School in contratto di franchising con la Juventus e la Nike, è un altro tentativo,  fallito, di fare un bel margine di guadagno tra quello che lui è riuscito a farsi scontare dalle cifre ufficiali a quelli a cui avrebbe voluto vendere la gestione del contratto stesso, ovvero circa 100.000 €. Nessun imprenditore è stato così stupido da accettare le condizioni. Popi ha millantato la solita scusa di aiutare i bambini africani (foto scattata agosto 2011) ma, a parte queste magliette, di Scuola Calcio Juventus non si è vista l’ombra, almeno a Kibora, mentre è stata confezionata una bella rappresentazione per il Maggio 2013 momento in cui c’è stata la prima visita del Dr Davide Fornaca (all’epoca coordinatore ufficiale del Progetto Juventus School promosso da Juventus calcio). Infatti sono stati reclutati due allenatori che non sono stati pagati, almeno non del tutto e, partito il dirigente, la scuola presso il College Brook House è stata chiusa. È stata fintamente riaperta a settembre quando in visita c’erano i due allenatori che sono andati per un tour di 3 settimane che avrebbero dovuto essere in 3 città diverse. Riporto la mia email che riassume anche le vicende.”

Da: Antonella XXXXXXXXXXXXXXXXXX
Inviato:  16/10/2013, 16:00
A: POPI FABRIZIO (popifabrizio@XXXXXXXXXX)
Cc: carlo-mastellone@XXXXXXXXXX; roberta.campogiani@XXXXXXXXXX; Salonik Ole Koyiet; Isnardi, Marco; Davide Fornaca; carla.tarlazzi@XXXXXXXXXXX; fiora.e@XXXXXXXXXXX; Riccardo Vitanza; jonny@XXXXXXXXXXX Enzo Corlito; francovitanza@XXXXXXXXXXXX; alexius77@XXXXXXXXX; ops@XXXXXXXXX; principal@XXXXXXXX; angela_salvo@XXXXXXX; Jackson Kanai

Oggetto: A proposito di Antonella XXXXXXXX

Caro Popi,
Ti accontento: in copia conoscenza, questa volta, ho messo tutte le persone di cui ho l’indirizzo e che sono state, a vario titolo e vario livello, coinvolte obtorto collo nella vicenda. La furbesca strategia di tentare di oscurare la mia reputazione personale e professionale non ti allontanerà dal fatto che mi hai maltolto denaro per ritirare i kit e i palloni dall’aeroporto e per pagare alcuni pranzi,  cene,  la benzina e la multa visto che mi hai lasciata sola con gli allenatori e io, per non farti fare brutta figura, mi sono sentita costretta ad anticipare. Certo che non eri presente!!! Ma ti sei anche assicurato di non lasciare un fondo cassa: “segna e poi ti restituisco”, mi hai detto.
Ricordo a sommi capi che ….. (
omesso per privacy). Peccato che poi, dopo essere partita a mie spese ed aver perso 4 mesi x questo progetto, emerge chiaro che non solo le 3 scuole di cui parlavi a giugno/luglio/agosto non ci sono, in effetti, ma non avresti neppure avuto la possibilità di permetterti la mia presenza visto che non hai mai pagato nemmeno gli allenatori e i tuoi collaboratori locali.
Sono i risultati misurabili a parlare e non le illazioni.
Nairobi c’è un accordo con una stretta di mano; a Nakuro non sanno cos’è la Juventus Soccer School e a Mombasa vorrebbero non saperlo dopo il bidone che gli hai fatto! Perché una scuola di calcio esiste quando c’è un contratto scritto e firmato che disciplina gli accordi per l’uso delle strutture sportive; le assicurazioni per bambini; gli orari e le date degli allenamenti; dove ci sono degli allenatori che si presentano perché ricevono il compenso stabilito; e così via.. E io a Mombasa ci ho messo pure la mia faccia per tentare, insieme agli altri, di costruire qualcosa che avremmo dovuto trovare!!!
Non c’è nulla di vero in Kenya: solo idee e voli pindarici.
Avresti dovuto solo ridarmi i miei soldi, da signore che onora i propri debiti … 
(omesso per privacy).
Quindi ti invito caldamente a chiudere qui la questione dandomi il denaro che mi spetta ovvero € 1.130,00, ADESSO! Per non parlare del direttore generale, Jackson Kanai Senteu che non è mai stato pagato e che, essendo un personaggio ben inserito nella comunità keniota, ha dato il suo sostanziale contributo al tentativo di realizzare gli obiettivi dell’associazione e della scuola di calcio.”

Questa che sembra una bega personale è una dimostrazione di come si possa circuire facilmente le persone usufruendo della notorietà. E quanto accaduto ad Antonella C. non è di sicuro un caso isolato alla luce della diffusione mediatica di cui ha usufruito il Karibu Village che poi nel tempo ha visto la definizione Village oscurata perchè non fosse confuso con uno dei tanti villaggi turistici della costa keniota.

Ora, accertato che la scuola calcio di fatto non è mai esistita, così come non sono mai stati costruiti la falegnameria, il pronto soccorso, l’orfanotrofio, la scuola professionale con la sartoria, la cucina, l’Agorà che esiste perchè la savana è di per sè uno spazio aperto, come non è mai stata eseguita la cappella, l’allevamento di banane e la coltivazione di conigli, e neanche la produzione dei famosi peperoni di Carmagnola kenioti ci si chiede:

“MA CHE NE E’ STATO DI TUTTI I FONDI RACCOLTI?” 

A parte una costruzione con 4 muri e un tetto di lamiere plastificate, come nella foto di cui sopra, che in Africa può costare fino ad un massimo di 10.000 euro, di che cosa si è occupata tutta la gente che ha partecipato? I volontari? I sostenitori? Gli sponsor? Le raccolte fondi? I concerti di Giorgia e di tutti i suoi amici artisti e produttori? La stessa Mediafriends che ha finanziato 30.000 € per fare cosa?

La donazione di € 30.000 di Mediaset. Sarà mai stato rendicontato com’è stata spesa la donazione?

E cosa ne è stato dei 27.000 euro raccolti dai Leo Club?

Come avrà fatto Popi a depositare un assegno di tali dimensioni?

Con tutto il rispetto verso coloro che hanno ancora bisogno di credere in qualcosa e qualcuno, per chi crede ancora alle fiabe e alla Fata Turchina, è doveroso ricordare che  Vanna Marchi affermò che loro in fondo “sono state punite per aver venduto sale a dei deficienti”.

Autore: 

Per oltre 20 anni ha operato come esperto di marketing, imprenditore, guida turistica d’avventura e per oltre 25 anni è stato impegnato in attività umanitarie. dapprima come volontario, poi come cooperante per diverse ONG italiane e internazionali. Infine come esperto del Ministero degli Affari Esteri e di Enti Pubblici ha operato in Asia e in Africa. Oggi con Italietta Infetta si occupa di abusi e denunce

Fonte:  https://www.italiettainfetta.it/le-finte-onlus-italiane-in-kenya/

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog