Il Bacio di Giuda: Il pensiero complesso di Ingrid Levavasseur ( Terza ed ultima parte)

  • Cronache Lodigiane

Per chi guarda, tutto quello che passa davanti allo schermo di una TV diventa vero, perché nella nostra era pixelata, dove si confonde il reale con il virtuale, il vero esiste solo se viene mostrato in uno schermo. La follia dei selfie fatti davanti ai monumenti lo testimonia: IO e le piramidi, IO e il Partenone, IO-me stesso e il Colosseo, IO e le noci di cocco … il mondo esiste solo se serve come sfondo per ritrarre la mia persona – le piramidi mi stavano aspettando –  … Lo schermo è il rivelatore fotografico dell’essere qualcosa che, altrimenti, IO non sarei o che, almeno,  IO credo di non essere.

L’obiettivo della macchina fotografica che fotografa o filma trasfigura l’essere che, una volta uscito dal proprio corpo in modo virtuale, potrebbe benissimo non riconoscersi mai nel suo vero corpo, se non dovesse comprendere la natura fittizia della sua immagine che vede proiettata, della sua parola che è stata montata o strumentalizzata.

Ma questa televisione può anche prendere i gilet-gialli per metterli su un  vassoio: come? In che modo? Chi è il produttore è responsabile del casting? Secondo quali criteri li sceglie e perché? Perché proprio  questo qui, che è si un gilet-giallo ma che, per tutta la trasmissione, non si leverà quel passamontagna che tiene abbassato fino agli occhi, anche se sta dentro uno studio televisivo, o perché quello studentello che è andato da Hanouna e che,  a quattordici anni, portava un cravattino a farfalla, con la stessa disinvoltura con cui io oggi porto una tuta da jogging?

Questa televisione fa lo stesso lavoro con tutti i gilet gialli quando li intervista per strada, quando passano davanti a un microfono-aperto falso: sappiamo molto bene che, per per scegliere chi andrà in onda, si prende almeno un gruppo di quindici persone per trovare chi sarà quello che porterà il messaggio che il capo vuol sentire – perché questo Capo non sta lì, scelto da chi lo paga, per il suo bel modo di pensare, non sta lì così ben pagato e con tanti vantaggi, per concedere la parola a chiunque! Così i giornalisti – sulle  rotatorie, sulle strade, nelle manifestazioni, nei punti di blocco – stanno a caccia di quel piccione che farà buon gioco per sostentare sia il giornalista che tutti i dipendenti che dipendono dal potere. Quale giornalista ci farà vedere come fanno, dietro le quinte, a creare opinione con la televisione?

Succede che, su queste famose reti televisive, all’inizio avevamo visto apparire Ingrid Levavasseur. Una giovane piuttosto carina che parla bene, occhi blu-verdi e capelli rossi, madre single con due figli, che fa la badante in provincia nell’Eure, in Normandia. Se ci si attiene solo alla registrazione della moralina, fa impressione per come parla sul set di David Pujadas, “La Grande Spiegazione, la voce di tutta la (sic) Francia” di fine novembre. Dice di non seguire particolarmente la politica,  e non non essere una come quelle che vanno in televisione da Karine Le Marchand per cercare gloria raccontando la sofferenza di una donna con un gilet-giallo che, tra l’altro – ha  divorziato, ha due bambini, vive da sola, ha un lavoro tanto mal pagato, che quasi sarebbe meglio l’assistenza pubblica, ma che per questo ha rifiutato,  che arriva fatica a fine mese e che riesce a tener testa al “capo dell’EDF”: è il trionfo della moralina e del grado zero della genealogia. Ecco quello che basta concettualmente ai media che vivono (non di principi morali ma) solo di infusi di moralina, soprattutto perché quello che dice non si basa su nessuna analisi politica. Con lei, non si  rischia una prospettiva che potrebbe mettere la sua miseria in relazione con l’abbandono della classe politica, con le responsabilità dello stato di Maastricht,  con l’indottrinamento fatto di collusione della stampa e del liberalismo europeo, lei è perfetta. Da allora, i media se la stanno contendendo, è apparsa su un incredibile numero di articoli sulla stampa e, ciliegina sulla torta, la  BFM-TV le ha proposto di diventare una delle sue croniste!  Abbiamo il sospetto che la stessa proposta non sia stata presentata anche al citoyen Drouet ( il capo dei gilet-gialli) … Ci chiediamo perché!

Al citoyen Drouet o al citoyen Cauchy. Perché un dibattito sulla rete LCI ha messo di fronte i due gilet-gialli : Ingrid Levavasseur, che ha votato alle presidenziali Macron, e Benjamin Cauchy, che è uno strutturato politicamente – Aphatie sicuramente riuscirà a creare ancora una volta qualche fake-news che racconterà che lui ha votato Le Pen  …  comunque in diretta Benjamin Cauchy fa sapere che Tapie – quello  che sostiene l’iniziativa della signora Levavasseur di presentare una lista per l’Europa e che, le ha messo a disposizione dei locali per la sua sensibilità politica dimostrata, – è stato condannato per corruzione, evasione fiscale, abuso di beni aziendali e avrebbe potuto aggiungere anche per corruzione di testimoni, contraffazione, ricettazione e falso, per abuso di fiducia e che è attualmente è sotto inchiesta per frode organizzata e appropriazione indebita di fondi pubblici …  Crediamo che Madame Levavasseur non lo sapesse prima, così Benjamin Cauchy glielo dice in diretta, sul set. E cosa gli risponde lei? “Monsieur Tapie è un supporto morale (sic)”! E uno …

” Come se questo non bastasse, mentre Benjamin Cauchy continua a parlare e le dice che lei sta raccontando solo affari suoi personali, senza portare in televisione nessuna delle rivendicazioni dei gilet gialli, lei ingenuamente confessa che in realtà lei non ha nessun programma e che avrebbe chiesto agli altri quali sono i punti da difendere! L’importante è andare in Europa, non importa per quale progetto. E due …

Benjamin Cauchy gli fa la domanda più importante, quella che uccide: dato che Ingrid Levavasseur si lancia alle Europee con una lista dei gilet-gialli, cosa che potrebbe portarla al Parlamento europeo, le chiede che tipo di Europa sarà, quella che lei difenderà, in quale gruppo siederà, quali saranno le sue proposte: sarà  una “Europa federalista” e liberale insieme a quelli di Maastricht, quella stessa che ha provocato tante disgrazie a Ingrid Levavasseur? O sarà una “Europa delle nazioni” che si riprendono la loro sovranità e che potrebbe quindi condurre a una politica come vorrebbero i gilet-gialli? Lei non lo sa. E’ Vero: lei non lo sa! Benjamin Cauchy le chiede: “Tu sei il Numero Uno nella lista per le europee 2019 e non hai una convinzione politica?” e lei risponde con un gran sorriso: “Assolutamente …” Dirà tutto quello che le diranno di dire, è questo il suo progetto. Tapie va in sollucchero e anche Macron. E tre …

Jean-Michel Aphatie che ha preso parte allo spettacolo, dove lo hanno invitano a venire qualsiasi giorno lo desideri, beveva un bicchiere di latte! Non avrebbe mai immaginato che gli avrebbero portato su un piatto d’argento la testa dei gilet-gialli! Con l’indulgenza di un gatto che tiene il sorcio tra i denti, ha gentilmente invitato Cauchy a passare alla Levavasseur qualcuna delle idee che le mancavano: questa televisione ha messo di fronte una donna dei gilet-gialli con un gran bel sorriso che non sa nulla di niente dell’Europa, ma che vuole fare una lista per le europee con i gilet-gialli, et un gilet-giallo che conosce a fondo il problema e che vuole mettere in relazione le miserie di cui parlano i gilet-gialli con i pieni poteri del regime di Maastricht. Per questo motivo, la Levavasseur e  Aphatie si ritrovano come un sol-uomo – non è che sorprendente questa cosa? – hanno rimesso Cauchy al posto suo:  in mezzo agli effluvi nausebondi del Rassemblement National, dei Debout La France et dei Républicains che hanno avuto la cattiva idea di avvicinarsi ai gileet-gialli … ( anche se è vero che sarebbe stato meglio se la Levavasseur non avesse detto di aver votato Macron qualche mese prima.) E quattro …

Poi Benjamin Cauchy ha parlato di una proposta che Ingrid Levavasseur aveva ricevuto in un altro programma, quando aveva detto e che era necessario “integrare il sistema”! Allora le avevano offerto di diventare lei stessa giornalista su quella rete – la BFM TV – in modo che non ci sarebbero state mal interpretazioni … Lei sostiene di aver rifiutato perché i gilet-gialli l’avrebbero dissuasa con le minacce. Con questa lista, si prende la sua vendetta – nel peggiore dei casi. E cinque.

Alla cellula delle comunicazioni con l’Eliseo, a quella del Ministero degli Interni, della residenza parigina di Bernard Tapie, in uno dei tanti appartamenti di BHL, a Parigi o a Tangeri, a Marrakech o a New York, ma anche a Libé, a Obs, a Le Monde o a France-Inter, da Jean-Claude Junker e Angela Merkel,  da Daniel Cohn-Bendit e da Giscard d’Estaing, c’è stata ovunque una grande esplosione di risa e di gente che si è sbellicata, a sentire Ingrid Levavasseur!  A Joffrin e Quatremer gli si sarà addirittura slogata la mascella! Macron ha cominciato a ballare facendo segno di Vittoria con le dita, mentre girava tutto intorno al tavolo del suo ufficio, alla BFM-TV avranno fatto saltare i tappi dello champagne! Certo che la aiuteranno tutti a mettere in piedi la sua lista!

Non è sicuro d’altro canto che i gilet-gialli  abbiano preso questa specie di carica della polizia contro una di loro, con la stessa esultanza: i cinque proiettili che gli hanno sparato contro da una macchina della rete LCI hanno ferito in modo significativo i Gilet-gialli che non volevano – loro – integrare il sistema, ma  cambiarlo. Con questa lista battezzata molto cinicamente RIC come Ralliement d’Initiative Citoyenne e non, dal momento che ora è contraria, Référendum d’Initiative Citoyenne, Macron ora è sicuro di arrivare primo e di distanziare nettamente tutti gli altri. Macron adesso può sognare con più legittimità di continuare a maltrattare i gilet-gialli – solo quelli veri però.

Questo pesciolino crede che riuscirà a entrare nella vasca degli squali di Maastricht e che ci sarà un posto per lei … Certo che ce ne sarà uno, un posto nello stomaco di uno di questi grandi squali! Nel primo dibattito televisivo della campagna elettorale europea, che si terrà sui programmi di  David Pujadas o di Léa Salame, di fronte a  Cohn-Bendit o a  Moscovici per esempio, squali della politica e della stampa le faranno la a pelle in un batter d’occhio. Un altro modo per far scorrere il sangue dei gilet-gialli.

( Fine)

[1]  Sarebbe utile leggere la lettera aperta di Guy Hocquenghem indirizzata a coloro che sono passati da Mao Pass al Rotary, (Seuil), un libro del 1986 che  avrebbe meritato merita di essere completato … Ma ahimè, Guy Hocquenghem non è più dal 1988
Fonte: https://michelonfray.com

Link : https://michelonfray.com/interventions-hebdomadaires/le-baiser-de-judas

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte  comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

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