Grigori Perelman, il matematico del disincanto

Il matematico più affascinante del nostro tempo è un uomo piccolo, misterioso e ipocondriaco, Grigori Perelman. Perelman, 52 anni, vive in un piccolo appartamento nella periferia di San Pietroburgo. Non concede interviste e difficilmente incontra amici. Quando lo si incrocia per le strade della sua città si ha la sensazione di avere a che fare con un “ senza dimora” o un asceta secolarista ortodosso.

E' diventato famoso sedici anni fa quando annunciò di essere riuscito a risolvere la congettura di Poincaré, uno degli enigmi della matematica moderna. Il problema era stato sollevato nel 1904 da Henri Poincaré, matematico e fisico di straordinaria grandezza, padre della topologia. Quando nel novembre 2002, Perelman iniziò a pubblicare online il teorema che dava soluzione alla congettura, la comunità matematica internazionale non nascose un certo scetticismo.

Era la prima volta che qualcuno ne proponeva la soluzione. Per quattro anni la si è esaminata e sottoposta a verifica, constatandone alla fine l'assoluta correttezza. La stampa internazionale lo ha incoronato poi come l'uomo più intelligente del mondo. Nel 2006 è stato insignito della Medaglia Fields, l'equivalente del Nobel della matematica.

Ha rifiutato l'onorificenza. " Per me, un premio è del tutto irrilevante", ha detto. “ Se il teorema è corretto, non ho bisogno di alcun tipo di riconoscimento". Picasso aveva detto qualcosa di molto simile nel suo esilio parigino, durante la seconda guerra mondiale, quando fu costretto a bruciare le sue tele per combattere i rigori dell'inverno: " La cosa importante è averli dipinti, il resto è irrilevante ".

Non pago, il genio russo non ha nemmeno risposto al Clay Mathematics Institute di Boston, che intendeva assegnarli un premio di un milione di dollari per aver risolto uno dei sette " Millenium Problems".

" So come controllare l'universo, allora perché dovrei avere bisogno di un milione?". Non ha importanza, se queste parole siano state effettivamente pronunciate o no - il suo biografo, Masha Gessen, ha dichiarato che sono affermazioni distorte- ciò che conta è qualcosa di molto più importante e trascendentale: l'amore per la verità, sulla quale il matematico russo ha costruito la propria esistenza.

Marcotti Angelo

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