Lodigiano: cosa sapere e cosa fare per la sicurezza della mensa scolastica nella propria città

Come garantire la sicurezza e la qualità di ciò che mangiano i nostri bambini a scuola? Se lo chiedono quotidianamente moltissimi genitori, anche alla luce di fatti di cronaca che in un recente passato hanno coinvolto il nostro territorio. L’interesse per il servizio di refezione scolastica, il modo in cui viene svolto e la qualità dei prodotti somministrati, è enormemente cresciuto in questi anni tra le famiglie lodigiane, che sono oggi molto più sensibili e informate su questo tema. Il problema è che molte non sanno come andare oltre l’occasionale lamentela. Ecco allora cosa sapere e cosa fare per una maggiore sicurezza e salvaguardia della salute dei nostri bambini, perché, e non lo si può di certo negare, sulla qualità della mensa si gioca una partita nella quale occorre essere protagonisti e non semplici e distratti spettatori.

1 Cosa può fare un genitore per controllare la qualità dei pasti a scuola?
La parola chiave è “ partecipazione: si può entrare a far parte ( oppure creare da zero) una commissione mensa, organismo a cui partecipano genitori e docenti per monitorare e valutare la qualità dei cibi serviti.

2 Le commissioni mensa sono presenti in tutte le scuole italiane?
Secondo i dati del Ministero della Salute, circa il 50% delle scuole ha istituito la commissione mensa.

3 Ma di cosa si occupa, di fatto, la commissione mensa?
Le funzioni sono più o meno articolate, perché ciascun comune ha un proprio regolamento a cui questa deve attenersi. Di norma, ha un ruolo di valutazione e monitoraggio della qualità del menu e dei singoli prodotti utilizzati, oltre che dei valori nutrizionali, delle quantità, delle porzioni servite a ogni pasto. Può valutare anche le condizioni igieniche e strutturali dei locali della mensa, delle cucine ( se attive), dei frigo e delle dispense. La commissione mensa ha inoltre una funzione di collegamento tra l’utenza ( i bambini), la scuola, le famiglie e il comune e, nei casi in cui le competenze e la capacità di dialogo delle famiglie ha raggiunto alti livelli, questo organismo può anche incidere sul capitolato d’appalto che il Comune predispone per le società di ristorazione.

 4 E se nella propria scuola non è stata formata?
È possibile consultare il regolamento comunale, per conoscere ciò che il Comune ha previsto in merito. Poi si inoltra una richiesta alla dirigenza scolastica ( meglio avendo già una “ squadra” iniziale di genitori e docenti disponibili a farne parte). Il dirigente ne darà notizia al comune. Una volta operativi, i membri della commissione possono fare visite “ a sorpresa” durante la refezione e assaggiare i cibi, ma anche osservare fin dall’esterno come vengono scaricati e poi trasportati e impiattati.

5 Se si trova cibo avariato o contaminato cosa bisogna fare?
È necessario effettuare una segnalazione alla Asl competente perché faccia partire una verifica formale delle condizioni in cui avviene la ristorazione e la qualità dei prodotti serviti ai bambini.

6 Ai bambini piace mangiare in mensa?
Sì, per due bambini su tre ( 64%). Mangiare con i compagni è per la stragrande maggioranza ( 91%) l’esperienza più positiva vissuta a mensa, e il motivo per cui vi mangiano volentieri. Ma da considerare attentamente anche il rovescio della medaglia: più di un bimbo su tre ( 36%) non ama mangiare a mensa, perché il modo di cucinare non cambia ( 71%), il cibo è sempre lo stesso ( 57%), le porzioni sono scarse ( 48%), l’ambiente è triste ( 37%) e vi mangiano solo alcuni compagni ( 27%). ( Risultati della ricerca condotta da “ Cittadinanza attiva” nelle mense milanesi).

Angelo Marcotti

 

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