Il Dottor Zivago – Boris Pasternak – Le frasi più belle tratte dai libri che ho letto ( parte sesta)

“ I campi e le foreste offrivano allora due paesaggi completamente opposti. I campi, senza l’uomo, erano divenuti orfani, come colpiti in sua assenza da una maledizione. I boschi, invece, liberi dall’uomo, in salvo, si erano ravvivati come prigionieri tornati in libertà.”

“ L’uomo non libero idealizza sempre la propria schiavitù.”

“ E’ una malattia di questi ultimi tempi. Credo che le cause siano di ordine morale. Alla gran maggioranza di noi si richiede un’ipocrisia costante, eretta a sistema. Ma non si può, senza conseguenze, mostrarsi ogni giorno diversi da quello che ci si sente: sacrificarsi per ciò che non si ama, rallegrarsi di ciò che ci rende infelici.”

“ E’ facile attribuire al regno delle piante una stretta parentela col regno della morte. Lì, nel verde della terra, fra gli alberi dei cimiteri, tra i germogli che spuntano dalle aiuole, sono forse concentrati i misteri della trasmutazione e gli enigmi della vita, sui quali noi tanto ci tormentiamo. Al primo momento, Maria Maddalena non riconobbe Gesù uscito dal sepolcro, e lo prese per il giardiniere che camminava nel cimitero.”

“ E ricordate: mai in nessun caso bisogna disperarsi. Sperare e agire, questo si deve fare nelle sventure.”

“ E’ successo più volte nella storia. Quello che era stato concepito in modo nobile e alto, è diventato rozza materia. Così la Grecia è divenuta Roma, così l’illuminismo russo è diventato la rivoluzione russa.”

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