Il Dottor Zivago – Boris Pasternak – Le frasi più belle tratte dai libri che ho letto ( parte prima)

“ Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.”

“ Ce ne sono al mondo di cose che meritino fedeltà? Ben poche. Io penso che si debba essere fedeli all’immortalità, quest’altro nome della vita, un po’ più intenso.”

“ Il fanciullo costituiva una decisa e amara eccezione alla regola. la sua molla principale restava un senso di preoccupazione non mitigato né mobilitato dalla spensieratezza. Sapeva d’aver ereditato un tale carattere e con vigile apprensione ne spiava i sintomi su di sé. La natura di quel carattere lo amareggiava. La sua presenza lo umiliava.”

“ Che significa essere ebreo? perché questo è possibile Cosa compensa o giustifica questa sfida disarmata che non porta altro che dolore?”

“ Che follia il valzer! Si gira, si gira, senza pensare a nulla”

“ Quel mondo di ignominia e di falsità, dove una signorotta ben pasciuta osava guardare in quel modo quei poveri tonti che lavoravano, e dove un alcolizzato vittima di quei sistemi provava gusto a perseguitare i suoi compagni di sventura, quel mondo gli era adesso più odioso che mai”

“ Penso che se la belva che dorme nell’uomo si potesse fermare con una minaccia, la minaccia della prigione o del castigo d’oltretomba, poco importa quale, l’emblema più alto dell’umanità sarebbe un domatore da circo con la frusta, e non un profeta che ha sacrificato se stesso. Ma la questione sta in questo, che, per secoli, non il bastone ma una musica ha posto l’uomo al di sopra della bestia e l’ha portato in alto: una musica, l’irresistibile forza della verità disarmata, il potere d’attrazione del suo esempio.”

“ Non teneva un diario ma due o tre volte all’anno annotava su un grosso quaderno i pensieri che lo colpivano.”

“ Ed ecco che in quell’orgia pacchiana d’oro e di marmi, venne lui, leggero e vestito di luce, ostentatamente umano, volutamente provinciale, galileo, e da quel momento i popoli e gli dei cessarono d’esistere e cominciò l’uomo, l’uomo falegname, l’uomo agricoltore, l’uomo pastore tra un gregge di pecore al tramonto, l’uomo il cui non nome non suonava minimamente fiero, l’uomo celebrato con riconoscenza da tutte le ninne nanne materne e da tutte le gallerie di pittura del mondo.”

“ Con che cosa colpisce, la vita? Col tuono o col fulmine? No, con sguardi in tralice e sussurri di calunnie. Tutto in essa è perfido ed equivoco. Le basta tendere un filo, esile, come una ragnatela, ed è finita; prova a tirarti fuori dalla rete! Ti ci invischi sempre di più.
E sul forte hanno la meglio il debole e l’abietto”

“ Lara non era religiosa. Non credeva nei riti del culto. Ma qualche volta, per sopportare la vita, le occorreva l’accompagnamento di una specie di musica interiore, che non sempre poteva comporre da sola. Questa musica erano per lei le parole divine sulla vita e su di esse andava a piangere in chiesa.”

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