Il fallimento della sinistra e le dure repliche della storia

Se la vittoria di Trump nel novembre 2016 ha segnato la crisi del capitalismo neoliberale deterritorializzato e deterritorializzante ( con tutte le contraddizioni che ne conseguono) e l'inizio di un nuovo corso politico sul piano internazionale - sempre più caratterizzato dal ruolo di nuovi attori geopolitici, sia a livello globale che a livello regionale - , anche la vittoria dei populisti in Italia segna la fine di un ciclo storico cominciato con il crollo del Muro e l'implosione dell'Unione Sovietica e che in Italia si suole definire il periodo della II Repubblica.
Come sarà il nuovo corso storico non lo sa nessuno, ma è certo che non si potrà comprendere con categorie politiche obsolete. La sinistra europea si è autodistrutta non solo per il fatto di essersi trasformata nella guardia bianca dei " mercati", ma anche a causa del suo " ritardo intellettuale" e della convinzione che la politica fosse ormai solo pubblica amministrazione ossia un " affare" di competenza di tecnocrati.
E' proprio l'intellighenzia di sinistra che ha clamorosamente fallito in questi anni, dimostrandosi incapace di saper leggere correttamente la realtà, confondendo le parole con le cose e rifiutando di mettersi in discussione quando già era chiaro che la storia non era affatto finita.
Augurarsi che i populisti falliscano o addirittura definirli i nuovi fascisti , come se si fosse negli anni Trenta del secolo scorso e il fallimento dei populisti potesse cancellare la storia di questi anni , è la migliore conferma che la sinistra europea è ormai defunta, perlomeno sotto il profilo politico-culturale.
Questo non significa che il futuro sia ormai dei populisti ( peraltro assai diversi tra di loro) ma che solo se si saprà ( dis)torcere il populismo in senso socialista e comunitario, si potrà costruire una valida alternativa all'oligarchia neoliberale. 
Pochi esponenti della sinistra, con antenne più sensibili di altri, lo hanno compreso ma sono stati subito accusati di essere " rossobruni" da parte di coloro che assomigliano a quegli ufficiali di cavalleria che erano convinti che nulla fosse cambiato, dato che la potenza dei motori si continuava a misurare in base al numero di cavalli.
Invero nulla sarà più come prima. E prima lo si capirà meglio sarà. Questo vale non solo per la sinistra ma per tutti coloro che scambiano le chimere per la realtà, ignorando le dure repliche della storia.

di Fabio Falchi

Fonte: Fabio Falchi

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