Arriva " Masa", la " bambina sopravvissuta all'attacco chimico"

Arriva " Masa", come scrive il filosofo Stefano G. Azzarà, « ... la " bambina sopravvissuta all'attacco chimico", con la storia, la pelle e gli occhi del colore giusto per commuovere l'opinione pubblica bianca» e, soprattutto, liberal e introflessa nella propria caverna ideologica, anzi, antropologica, politically correct.

Azzarà fa giustamente notare, sul suo blog, come sia « un momento di forte difficoltà per la propaganda americana. Più le armi "umanitarie" dell'indignazione a comando si rivelano spuntate e vengono ricacciate indietro, più insistono su questa falsariga. A dimostrazione che non hanno per il momento alternative a questo meccanismo».

L'apparato mainstream di costruzione del consenso lavora a pieno regime ma ripropone modelli troppo collaudati e con scarsi risultati comunicativi " a impatto" per risultare effettivamente credibili. Dalla provetta di Colin Powell all'Onu piena di liquame farlocco fino agli occhioni dolci e rigorosamente blu di " Masa", lo storytelling americano non ha fatto alcun passo avanti. 

E pensare che di professionisti e manager dell'infotainment ne hanno da quelle parti, negli States. Ma, evidentemente, sono a corto di idee. Cambiare il marketing della comunicazione, altrimenti, cari neocon, la prossima guerra " umanitaria" ve la sponsorizza giusto l'armata brancaleone dei guitti dell'avanspettacolo politico-letterario-circense all'italiana.

E il popolo, che vi piaccia o no, difenderà quelli che voi, antidemocratici per antonomasia, chiamate " i nemici della democrazia" (Putin, Assad, Khamenei, Maduro, ecc.).

di Paolo Borgognone

Fonte: Paolo Borgognone

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