Santantonio, forse era meglio stare zitti.

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Se c’è una cosa di cui i Lodigiani potevano tranquillamente fare a meno, è il commento del segretario provinciale del Pd Fabrizio Santantonio dei risultati del referendum sull’autonomia della scorsa domenica.

“ Ha vinto l’astensione” chiosa Santantonio, dimenticando che a Milano, giusto lo scorso anno, il suo partito celebrò la vittoria di Sala in un ballottaggio che registrò il record negativo di affluenza alle urne ( 51%), che favorì, di fatto, la vittoria con poco più del 25% del consenso dei Milanesi, dell’ex commissario unico di Expo.

Oppure, giusto per non allargarsi troppo e rimanere nella vicende locali, Santantonio dimentica che nel novembre 2015 per l’elezione dell’attuale segretario cittadino del suo partito, si presentarono nella sala Rivolta di Lodi 80 dei 210 tesserati aventi diritto al voto ( 38%) e Andrea Ferrari fu eletto, come ebbero a scrivere le cronache di allora, per acclamazione ( sic!).

Insomma, il Pd non riesce a portare a votare i propri delegati per l’elezione del segretario ma trova opportuno giocare con i numeri del referendum. Ci si arrampica sugli specchi per nascondere i propri fallimenti ma l’impressione che se ne ricava è di un partito ormai in stato confusionale e completamente scollato dalla realtà. Ne è un esempio l’atteggiamento di Gori a Bergamo ( a sostegno del " SI " nella tornata referendaria), contrapposto a quello della dirigenza locale, la quale, prona al diktat di quella “ volpe” della politica che risponde al nome del ministro Martina, si è impegnata in una immotivata quanto ridicola campagna per l’astensione.

E l’anno prossimo ad arricchire la bacheca di insuccessi e delusioni, è in arrivo la batosta Casalpusterlengo, per evitare la quale non basteranno le promesse di tangenziali e vagonate di euro in arrivo da Roma.

( Angelo Marcotti)

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