Domenica al Capanno, Matteo Renzi presenta il suo ultimo reality

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Il Capanno si trasforma in confessionale. Vent'anni di accanimento televisivo, vent'anni di regressione culturale... ed eccoti servito Matteo Renzi, cresciuto e coccolato nella scuderia Gori, “ Il Signore” dei pacchisti televisivi, tornato al grande amore di gioventù, la politica,  e impegnato, ora, in una nuova " sfida": l’elezione a governatore della Lombardia.

Ma provassero a vivere con 600 euro al mese per misurare se stessi e le loro capacità?!

Nulla di nuovo sotto il sole, se non la supponente presunzione di immaginare gli Italiani sempre pronti a credere tutto, considerarli milioni di teste ingenue pronte ad ingoiar di tutto pur di immaginare un futuro diverso da quello a cui ci ha condannato quest’armata Brancaleone che è ormai la sinistra italiana.

Il buon Matteo da quel manipolo di capitani di ventura, è stato designato sepoltore ufficiale del nostro Paese, giacché il “ Modello Renzi”, più che l'annuncio di un nuovo modo di fare politica, è il sintomo della malattia terminale del vecchio.

E allora tenetevi forte, le torture non sono finite e dopo “ L'isola dei famosi” , “ X Factor”, Gori ci purga con il reality Renzi “ Avanti, perché l’Italia non si ferma”, epilogo di una tragedia che va trasformandosi in farsa.

Di fronte ad una clamorosa sciocchezza i matematici affermano: “ Non è neanche un errore!”. Nel loro linguaggio significa che quanto prodotto non ha nemmeno la dignità di un teorema male impostato o di un semplice errore di calcolo: è soltanto una sciocchezza!

Stessa sorte tocca a chi vuole analizzare e misurarsi con il proposta politica di Renzi: impossibile. A mancare in questo caso è proprio il pensiero politico, a meno che non s'intenda dare alla panzana valenza di pensiero.

Quelle di Renzi sono solo “ opinioni” al più, e lui ne ha una per ogni occasione. L'opinione ha sostituito il ragionamento, troppo lento e articolato per i tempi televisivi, divenendo l'asse portante della proposta politica dell’ex Primo Ministro. Si possono avere opinioni contrastanti tra di loro ( siamo o non siamo liberali?), e non è neppure necessario che esse abbiano significato o possano misurarsi con parametri logici: ciò che è veramente indispensabile è che abbiano un certo sapore, un certo suono, un certo impatto all'ascolto. E' sufficiente ripeterle in continuazione, come fossero mantra, per essere poi facilmente riconosciute  e ogni volta ricondotte a te. E bravo Matteo!

In uno dei suoi libri ( “ Fuori!”) scrive di come i campi scout gli abbiano insegnato che nella vita ognuno deve prendersi le sue responsabilità ( sic!), e come su quelli da calcio ( dove ha fatto l'arbitro) s'impari che non sempre si ha il tempo di pensare: occorre decidere e fischiare ( Sic!).

Se avevate ancora qualche dubbio...

Angelo Marcotti

 

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