Troppo facile sparare su Andrea Ferrari

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In casa Pd il dopo elezioni si preannuncia da regolamento di conti. Al di là delle frasi di circostanza, la bocciatura dell’elettorato ha incrinato notevolmente i rapporti tra l’attuale segretario cittadino Andrea Ferrari e una vasta schiera di insofferenti  che vede proprio nella figura dell’ex assessore il responsabile numero uno della disfatta di giugno.

Voglio essere chiaro: la gestione Ferrari può essere criticabile finché si vuole, così come pare evidente dagli umori che si percepiscono in casa Pd, ma sicuramente non è la sola responsabile della sconfitta elettorale.

Il crollo di giugno ha innanzitutto un carattere nazionale e questo non dobbiamo dimenticarlo. Tutto quanto poteva essere fatto per perdere consensi è stato scientemente perseguito e il risultato, almeno in questo caso, è stato pari alle aspettative.

Non c’è dunque da lamentarsi. Con Renzi & Co. non si va da nessuna parte. Questo ormai, penso, l’abbiano capito tutti.

Se poi mi si chiede l’alternativa, beh, rispondo che la crisi della sinistra e della stessa destra si trascina da anni, con un’unica differenza: da una parte, a destra, ci si tura il naso e si mettono in piedi alleanze elettorali che gioco forza sono destinate a scontrarsi quando poi si passa alla fase di governo, mentre a sinistra ogni tentativo di rimettere in piedi vecchie alleanze fallisce ancor prima di mettersi a sedere attorno a un tavolo e parlarne.

Forse c’è qualcosa di più, da entrambi le parti non si è ancora pienamente percepito che lo scontro ideologico è morto e sepolto e che sono ben altri i temi che toccano e interessano le persone. A capirlo sono il M5S, che persegue i propri obiettivi in solitaria, e la Lega di Salvini, che però non ha la forza elettorale per mandare a quel paese gli attuali alleati.

Ma torniamo a Lodi e alla sconfitta elettorale rimediata a giugno.

Pensavate veramente che dopo due commissariamenti, la scelta di Guerini di dimettersi da sindaco percepita dai cittadini come un tradimento e vista come un'opzione dettata solo dal suo tornaconto personale, i tre anni di Uggetti al Broletto con il ridicolo finale che tutti conosciamo, le suicide politiche sociali lasciate in mano a Lodi Solidale e alla assessora Cesani, una Città sporca e insicura, senza identità e priva di un qualsivoglia progetto degno di tale nome, in cui per anni non si è parlato che di accoglienza e inclusione … ebbene … pensavate veramente di portare a casa queste elezioni?

Certo, Andrea Ferrari ha le sue responsabilità, ma i Guerini, Santantonio, Soldati, Uggetti … sono forse da assolvere?

( A. M.)

 

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