Si parla di roghi, Sicilia, forestali e reddito di cittadinanza

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

I roghi sono uno dei must dell’estate, un appuntamento fisso al pari delle migliaia di notti bianche, rosse, gialle, nere che riempiono i cartelloni estivi delle Pro Loco e amministrazioni pubbliche, sempre più in debito di ossigeno ( casse) e di creatività. Sul gradino più alto del podio nell’estate 2017 la Sicilia, che non solo ha conquistato le prime pagine dei media nazionali per l’infinito numero di incendi che l’ha flagellata ma ha riproposto, come sempre accade in queste occasioni, il tormentone dei “ Forestali” assunti per tutelare il patrimonio boschivo dell’Isola.

Probabilmente nessuno sa quanti siano di preciso i “ Forestali” siciliani, un vero esercito si dice, un numero che va da 21.000 a 30.000. Un dato davvero impressionante se solo si pensa ad uno stato, il Canada, ricoperto di boschi e foreste, che di guardie forestali ne conta 4.200.

Se le mie nozioni di matematica non mi ingannano in Canada 4.200 persone tutelano 400.000 km quadrati di foreste, mentre in Sicilia 25.000 persone ( ho fatto una media plausibile) ne tutelano 3.400. Cerco di essere ancora più chiaro: in Canada abbiamo 1 Guardia  Forestale ( si chiamano Ranger) ogni 95 km quadrati, mentre in Sicilia abbiamo 1 Guardia Forestale ogni 0,136 km quadrato.

Non andiamo oltre. Penso sia tutto chiaro.

Forse ho usato argomentazioni populiste, qualunquiste e demagogiche? Non penso proprio, anche se obiettivamente il problema va analizzato in maniera più dettagliata per capire cosa ci sia dietro a ciò che appare uno scandalo inaudito.

Ed allora seguitemi.

I sindacati di questi lavoratori direbbero che quei dati non sono veri perché, si affretterebbero a puntualizzare, : le “ guardie forestali”, ovvero personale con qualifica di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria, in tutta la Sicilia sono solo 800.

Ed è vero. Quindi il personale che appartiene al Corpo Forestale dello Stato che, ricordiamolo, con la contestatissima riforma Madia è stato recentemente inglobato nel Corpo dei Carabinieri, in Sicilia conta 800 persone.

Poco male. Resta il fatto che le Guardie Forestali siciliane ( 800 persone) risultano essere, e qui metto il dato in relazione con un’altra realtà italiana, il doppio delle Guardie Forestali piemontesi ( 400) nonostante l’estensione forestale in Sicilia ( 3.400 km quadrati) sia circa un terzo di quella piemontese ( 9.400 km quadrati).

Fatta questa doverosa precisazione, credo sia interessante capire come si possa passare da 800 a circa 25.000 “ Forestali”.

Bene, questo esercito di persone sono assunte, molti con contratto part-time, dall’Azienda Foreste e dall’Ispettorato Territorio e Ambiente, ossia sono dipendenti della Regione Sicilia.

Sono lavoratori suddivisi in quattro fasce di garanzie occupazionali in base al numero dei giorni lavorati durante l’anno, abbiamo così gli OTI ( operai a tempo indeterminato), e poi i “ 151 “, quindi personale che opera per 151 giorni l’anno ( sei mesi circa), i “ 101 “ ( quattro mesi circa) ed i “ 78 “ ( tre mesi circa).

Magari a questo punto vi state chiedendo … e per i mesi in cui queste persone non lavorano?

Beh, ci pensa l’INPS!

Questo ingombrante cadeau è frutto di un accordo stipulato negli anni ’80 fra Dc, PCI, PSI e Sindacati.

Naturalmente tutto questo personale viene impiegato soprattutto in estate, quando il rischio di incendi è maggiore. Tuttavia l’intera Sicilia, anno dopo anno, continua a bruciare. Le cause?

Non è un mistero che il numero crescente di incendi boschivi registrato in questi ultimi anni sia stato anche messo in relazione ad alcuni fatti che hanno interessato proprio i “ Forestali regionali”.

E’ noto infatti che il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha “ espulso” 233 “ Forestali” a causa dei loro precedenti penali, ma sono molti a ritenere che l’aumento dei fatti delittuosi debba essere associato ad un’altra causa.

I dati, paradossalmente, ce li fornisce il MAB Sicilia ( Movimento Antincendio Boschivo) il quale denuncia la continua riduzione del numero degli operatori in Sicilia.

Se per voi è uno scandalo che in Sicilia, in relazione ai km quadrati di foreste, il rapporto di guardie forestali con il Canada sia di 700 a 1 (ossia per ogni Ranger in Canada ci sono 700 “ forestali” in Sicilia), dovete pensare che il numero di “ Forestali” siciliani è in netta diminuzione!

Infatti se oggi ne abbiamo 25.000 ( ho fatto sempre una media), il MAB ci informa che nel 2005 erano 30.000 e nel 1995 ben 40.000!!!

Ed arriviamo, forse, al nocciolo della questione.

Il MAB, così come i sindacati di categoria, non è certo per una riduzione dei “ Forestali”, anzi, è per una loro “ regolarizzazione”, ossia per una loro completa assunzione a tempo pieno.

Viene anche invocata la famosa “ dignità del lavoro”, che però mi pare venga confusa con la “ dignità dello stipendio”, perché delle due l’una: o le 400 Guardie Forestali del Piemonte sono stakanovisti del lavoro riuscendo a svolgere la loro attività su un’estensione boschiva pari al triplo di quella siciliana, oppure, ipotesi più probabile, i 25.000 “ forestali” siciliani sono degli “ assistiti”.

Badate bene, non trovo nulla di scandaloso e tantomeno immorale.

Se oggi stesso non rinnovassimo quei contratti di lavoro, 25.000 famiglie si ritroverebbero in seria difficoltà con conseguenze facilmente immaginabili. Però dobbiamo chiamare le cose col loro nome e non aver paura nel pronunciare il termine: “ assistiti”. Non solo stiamo parlando di qualcosa di legale, ma di doveroso! Si tratta di welfare.

Un’osservazione.

A breve ci saranno le elezioni in Sicilia ed il Movimento 5 Stelle è impegnato in una grande campagna elettorale per arrivare al Governo dell’Isola. Il cavallo di battaglia del Movimento però, il “reddito di cittadinanza”, qui non può funzionare.

In Sicilia l’hanno inventato quarant’anni fa.

( A.M.)