Vasco celebra a Modena la sua parodia

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Appesi al chiodo gli abiti del " maledetto", Vasco Rossi si appresta a compiere l'ultimo atto di una carriera che lo ha visto indiscusso protagonista della scena musicale italiana negli ultimi quaranta anni.

Quello di sabato è il concerto dell’addio in cui Vasco, spero, celebrerà per l’ultima volta la parodia del suo mito. E’ da diversi anni infatti che il rocker modenese ripropone sui palchi, al pari delle decine di imitatori e relative tribute band che spopolano nelle feste paesane, la copia della rock star che fu.

Abbandonato dalla verve creativa dopo avere pubblicato quattro apprezzabili album, Vasco è musicalmente morto da tempo e vive da anni di rendita artistica grazie alla  “ pigrizia abitudinaria del pubblico italiano” ( cit. Roberto Freak Antoni), a una buona dose di ignoranza musicale e alla inesauribile voglia dei suoi fans, giovani e meno, di sentirsi rassicurati nella loro quotidianità dal “ mito che non tramonta”.

Commercialmente non è mai uscito dai confini nazionali, occorre però riconoscere la grande capacità, sua e del suo staff, di aver saputo fare della propria immagine di rocker una azienda con fatturato da multinazionale e profitti da far strabuzzare gli occhi. L’idea di un Vasco trasgressivo è ridicola, al contrario, non vi è “ artista” che meglio di lui conosca i meccanismi dello show business e del marketing. Un inesauribile bancomat che vivrà la sua apoteosi con il concerto di sabato.

Vasco, a 65 anni non può più interpretare il ruolo di quello “ contro”, chi lo è stato veramente è sotto un metro di terra o ricoverato in qualche casa di cura e nemmeno può urlare dimenandoti goffamente “ fammi godere”, senza apparire patetico.

Ma lui lo sa meglio di me.

( A. M.)
 

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