Maggi un trànsfuga?

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Nella lettura de’ “ Il Cittadino”, ieri, mi sono imbattuto a pagina due in un articolo dal titolo “ Per ora l’unica certezza è il vice” corredato da una foto che ritrae Lorenzo Maggi all’arrivo in Piazza Broletto per festeggiare la vittoria al ballottaggio di Sara Casanova.

Ad attrarre la mia attenzione la didascalia che potete leggere nella foto che pubblico. ( Attenzione: non voglio soffermarmi sull'evidente errore di battitura: trasfuga anzichè transfuga).

Ora, non ho mai nascosto di non apprezzare gli opportunismi politici del “ Superbo”, ma definirlo un transfuga mi pare fuori luogo e ingiurioso.

Giusto per chiarezza riporto, tratto dai dizionari della lingua italiana, il significato del termine:

  • trànsfuga: disertore che passa al nemico; fig., chi, per motivi d'interesse o comunque non giustificabili sul piano della coerenza o della dignità personale, abbandona un posto di responsabilità, un ideale, o la propria fede (religiosa, politica, ecc.).
  • trànsfuga s. m. e f. [dal lat. transfŭga, comp. di trans- e tema di fugĕre «fuggire»] (pl. m. -ghi), letter. – Disertore, persona che abbandona il suo posto di combattimento per passare al nemico. Più comunemente chi abbandona e rinnega le proprie convinzioni e posizioni ideologiche, politiche o culturali e artistiche, passando a movimenti opposti o comunque diversi.

A me pare offensivo nei confronti di Maggi l’uso di quel sostantivo così come del tutto fuori luogo considerare il “ Superbo” come “ tra i vincitori morali delle elezioni” ( per curiosità … gli altri, chi sono?) visto e considerato che l’autentico traino della coalizione di centro-destra è stata Sara Casanova, protagonista di un autentico exploit personale nella prima tornata. Solo al ballottaggio, quando ormai era evidente che il Carroccio avrebbe sfondato, la nuova sindaca  ha potuto contare sull’appoggio di Maggi, che da navigato politico ha colto l’occasione per una immeritata passerella da vincitore.

In ogni caso, per fugare ogni dubbio, ecco come i più accreditati dizionari della lingua italiana definiscono la locuzione “ vincitore morale”:

  • chi, pur essendo stato materialmente sconfitto, può essere considerato il vero vincitore per motivi di ordine morale.
  • chi avrebbe meritato la vittoria al pari o più di chi l'ha davvero ottenuta. E' un concetto nato per rendere meno amaro il sapore della sconfitta, ma che spesso esalta quello della vittoria.

Non mi sembra proprio il caso!

( A. M.)

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