Lodi dopo il ballottaggio: il centro sinistra si lecca le ferite che si è procurato

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Quando si è abituati a vincere facile, perdere brucia ancora di più.

E’ il caso del centro-sinistra a Lodi che da vent’anni gestiva con il consenso dei cittadini e la remissività dell’opposizione le vicende politiche, e non solo, della Città.

La dirigenza Pd, pur nei suoi naturali avvicendamenti, considerava la propria posizione intoccabile e il proprio indirizzo politico una sorta di “ verbo” guida, da tramandare di quinquennio in quinquennio.

Poi i tempi si sono accorciati, per volontà loro, e sono iniziati i problemi.

Fare il mea culpa oggi è fuori luogo, anzi si rischia di diventare patetici. Un po’ come quei calciatori professionisti che si stendono sull’erba dopo la finale persa e piangono … e tu da casa non riesci a capire se effettivamente quelle lacrime sono il frutto dello sconforto per il mancato raggiungimento di un traguardo prestigioso o dell’arrabbiatura per non avere monetizzato il superpremio che la vittoria ti avrebbe garantito.

“ Abbiamo dato tutto”, “ Dobbiamo ritornare tra la gente”, “ Dobbiamo fare tesoro della sconfitta”, fanno ormai parte del frasario di ogni politico in carriera. Frasi ormai svuotate del loro significato, frasi di circostanza, ancor più fastidiose da ascoltare quando a pronunciarle sono giovani dirigenti.

No, badate bene, non avete perso “ per l’aria che tira in Italia”, avete perso perché non avete avuto coraggio, perché avete sempre accettato gli ordini impartiti dall’alto senza fiatare, per la paura di essere costretti a scendere dal carro.

Non una critica o come si preferisce dire adesso “ una riflessione”, quando Guerini decise di venire meno al proprio mandato elettorale per approdare tranquillo, tranquillo nella Capitale. Non una critica quando lo stesso Guerini designò il proprio successore ( Uggetti) confezionando delle primarie ridicole. Non una critica sulla questione Uggetti e la sua giunta costretta a dimettersi, sui vostri esponenti che attendevano l’ex sindaco al rientro da San Vittore per fargli festa, sul Bar del Paesaggio, sulla supponenza con la quale in molti frangenti vi siete confrontati con l’opposizione.

E quando dovevate avere il coraggio di imporvi e chiedere a chi vi aveva cacciato in quel fango di mettersi da parte, avete ancora una volta accettato la lista civica di Colizzi, della Cesani e la presenza degli ex-assessori della giunta Uggetti.

E vi chiedete il perchè di una sconfitta nonostante " l'impegno profuso? "

Magari avreste perso ugualmente, ma in questo modo l’avete fatto proprio malamente.

( A. M.)
 

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