Elezioni a Lodi: Carlo Gendarini, il socio di minoranza.

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Tensione alta e nervi a fior di pelle. La sonnolenta campagna elettorale per l’elezione del sindaco a Lodi, sembra entrare nel vivo solo a pochi giorni dalla prima tornata.

Una campagna di basso profilo, ma non nei costi, l’ha voluta il PD, nel tentativo di non risvegliare le coscienze lodigiane. La parola d’ordine sembra essere “ parliamo poco e soprattutto a bassa voce” con l’evidente intento di far passare quanto successo alla passata giunta come un incidente di percorso, di quelli che possono capitare. La scelta dell’indicativo presente nello slogan “ ci rimettiamo in cammino” anziché dell’imperativo “ rimettiamoci in cammino”, oltre a suonare come una minaccia, manifesta la debolezza di un candidato, Carlo Gendarini, chiamato a riesumare le spoglie della coalizione PD / Lodi Solidale. Impresa, questa, estremamente difficoltosa.

Sì, perché Gendarini non guida una coalizione ma è guidato da una coalizione, Gendarini non è azionista di maggioranza ma socio di minoranza di quella coalizione.

Insomma, Gendarini è un candidato debole e di conseguenza un eventuale sindaco debole.

Lo si percepisce nei suoi continui ammiccamenti all’alleata Cesani sulla questione del sociale, al tentativo di volere essere simpatico un po’ a tutti ( cosa che non gli riesce certo facile), al voler dar di sé l’immagine della persona che ascolta quando nel suo DNA è impresso il “ dico per cui dispongo” o se preferite “ fate quel che dico” che è la peculiarità di chi ricopre incarichi di responsabilità nell’imprenditoria.

A volte, durante i dibattiti, sembra assentarsi, lo sguardo perso e l’espressione di chi si domanda “ Ma chi me lo ha fatto fare?

( A. M.)

Con tag Lodi

Commenta il post