Duecento milioni gettati per mozziconi e cartacce

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Duecento milioni gettati per mozziconi e cartacce

Ma cosa vuoi che sia un mozzicone per terra? Nulla. Ma un nulla che costa oltra 200 milioni di franchi all'anno ai cittadini. E il fenomeno "littering", ossia il gettare intenzionalmente o lasciare cadere e abbandonare rifiuti per strada, nonostante le sanzioni adotatte nelle varie città, non accenna ad attenuarsi.
Un sondaggio appena pubblicato dal Gruppo d'interesse per un ambiente pulito (Igsu), pur rilevando che l'impegno mirato contro il littering sta registrando i primi successi, sottolinea però che più di sei cittadini su dieci pensano che le sporcizie abbandonate sulla strada siano esattamente allo stesso livello dell'anno prima. Anzi, il 21,6 per cento degli intervistati in ben 38 città svizzere ritiene ci sia stato un peggioramento. E certo il Ticino non è esente da questo fenomeno di malcostume, visto che dal Piano integrato transfrontaliero per lo smaltimento dei rifiuti risulta, ad esempio, che il Comune di Mendrisio spende da solo circa 700 mila franchi l'anno per il "littering" (i rifiuti abbandonati). Cartacce e cicche incidono non poco anche nei costi totali dei servizi di pulizia generale di Lugano che, considerando strade, aree verdi e mezzi di trasporto pubblico, stanzia annualmente non meno di sei milioni. Non a caso la città sul Ceresio ha svolto un ruolo di pioniere nella lotta al littering, adottando tra le prime sanzioni che possono arrivare fino a 10mila franchi di multa, oltre ad imporre, in caso di imbrattamenti e vandalismi, i costi di ripristino della situazione originaria.
"Il principio, scontato, è che chi getta e imbratta paga - conferma Michele Bertini, municipale plr a capo dell'Area sicurezza di Lugano -. La maleducazione purtroppo c'è e non ci consola sapere che il fenomeno littering è diffuso a livello internazionale. L'idea, adottata da tempo anche da diverse città della cintura luganese, è che toccare nel portafogli queste persone incivili sia un ottimo deterrente, e questo non vuol dire appostare degli agenti pronti ad intervenire alla prima cicca gettata, ma almeno poter richiamare all'ordine, ad esempio, in caso di assembramenti di persone che 'bivaccano' per le vie della città. Infatti in un anno abbiamo affibbiato 85 multe, praticamente una ogni quattro giorni".
Da Basilea a Lucerna, a Zugo sono diverse le città che hanno adottato simili misure repressive. Anche se lo studio Igsu sostiene che i migliori risultati si sono ottenuti con la combianzione di varie misure: sanzioni, maggior presenza di polizia e addetti alla pulizia, puntuale manutenzione delle infrastrutture e campagne di sensibilizzazione tra i cittadini. "Anche Lugano, ovviamente, punta sulla prevenzione - aggiunge Bertini -. Abbiamo aderito al 'Clean Up Day' nazionale e alla campagna 'Uniti contro l'abbandono dei mozziconi nell'ambiente', ma soprattutto puntiamo sulle misure di educazione nelle scuole sperando di formare educati cittadini del futuro". Un impegno non da poco, visto che lo stesso Igsu ogni anno investe qualcosa come 16 mila ore nel lavoro di sensibilizzazione.
Zurigo, invece, ha puntato tutto su una maggiore frequenza della pulizia. "È dimostrato che le strade sporche attirano ancora più immondizia - afferma Niels Michel, responsabile della campagna di pulizia zurighese -. La ricetta più efficace contro questa brutta abitudine è l'organizzazione ottimale della pulizia".

EZIO ROCCHI BALBI

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