Consolato Iran a Milano pubblica: " Analisi dei nuovi contratti petroliferi dell'Iran"

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Consolato Iran a Milano pubblica: " Analisi dei nuovi contratti petroliferi dell'Iran"

Per gentile concessione del consolato della Repubblica Islamica dell'Iran a Milano.

Il futuro dell'industria petrolifera iraniana dipende dai nuovi contratti. La riuscita del governo ad attrarre nuovi investimenti determinera' una nuova era per il settore e si prevede che il nuovo modello per i contratti porti 25 miliardi di dollari d'investimento. L'obiettivo del nuovo modello e' garantire il recupero assistito del greggio nonche' l'estrazione dello stesso. In altre parole si e' cercato di creare una situazione win-win per favorire il partner straniero e nello stesso modo per rispondere alle esigenze del Paese. Anche se Iran Petroleum Contract (IPC), questo il nome del nuovo modello, si e' avvicinato il piu' possibile allo schema internazionale, rendendolo una soluzione con massima trasparenza e minore complessita' rispetto al passato, non pretende di corrispondere nei minimi dettagli con i modelli universali. I modelli di contratto offerti oggi non sono perfetti o ideali ma un modello efficace e vantaggioso per entrambe le parti. I nuovi contratti abbandonano la vecchia clausola del 'buy-back'. Se in precedenza le compagnie straniere mettevano a disposizione le risorse per lo sviluppo e lo sfruttamento dei giacimenti e la Compagnia Petrolifera Nazionale Iraniana (Cpni), proprietaria per legge di tutto il greggio prodotto in Iran, girava in seguito loro una quota fissa degli utili, la nuova formula prevede la costituzione di joint venture che consentiranno agli investitori di dividere direttamente con la Cpni i proventi delle attivita' estrattive. Per l'Iran e' importante attrarre investitori stranieri anche per aggiornare le proprie tecnologie, a causa dell'obsolescenza delle proprie infrastrutture energetiche, in particolare le raffinerie. Attenzione perche' con il nuovo Iran non sara' piu' in cerca solo delle major petrolifere, ma punta anche a collaborare con le medie imprese.
Obiettivi principali dell'IPC:
• Il trasferimento di tecnologie avanzate e affermate;
• Attrazione di investimento e crediti necessari per lo sviluppo dei giacimenti oil&gas;
• Internazionalizzare le capacita' del mercato interno al fine di sfruttare meglio le potenzialita' degli appaltatori iraniani;
• Recupero Assistito del greggio (EOR: Enhanced Oil Recovery);
• Produzione protettiva dalle risorse petrolifere;
• Recupero e ripresa dei rapporti con il mondo industrializzato.

Caratteristiche principali ed i vantaggi del nuovo modello:
Il nuovo modello comprende tutti i settori dell'industria degli idrocarburi dall'eplorazione e sviluppo alla produzione. Per cui IPC e' una tipologia di contratto flessibile che potrebbe puntare all'esplorazione, ai giacimenti sviluppati e quelli non sviluppati.
L'esecuzione dei progetti pensati in base ai nuovi contratti viene assegnata tramite le gare di appalto ed i dettagli di tali progetti verranno esclusivamente messi a disposizione delle compagnie petrolifere che saranno invitate alla gara. Evidentemente vincono solo le proposte migliori, ma la novita' e' che i vincitori potranno partecipare ai progetti successivi per lo sviluppo dello stesso giacimento.
Se il giacimento in gara e' un campo in via di sviluppo entrano in gioco altri componenti come il miglior approccio tecnico in base alla vita del giacimento e lo sviluppo di questo tenendo conto della produzione protettiva della riserva.
In base alle priorita' ed alla tipologia del giacimento la NIOC (National Iranian Oil Company) decidera' quali sono le compagnie idonee per invitarle alla gara.
La proprieta' di risorsa non e' trasferibile e non puo' essere ceduta. D'altronde vista la capacita' tecnica delle compagnie iraniane – sia le societa' controllate dalla NIOC sia il settore privato - e considerando l'importanza che giocano le risorse e la loro produzione per l'economia del Paese, anche se i nuovi contratti hanno una durata da 20 a 25 anni e' possibile concedere il diritto di sfruttamento fino all'esaurimento della risorsa.
Il nuovo contratto offre agli investitori una quota del petrolio che producono per la vendita sul mercato mondiale; piu' ne estraggono e piu' ne guadagnano. Il precedente modello buy-back prevedeva che l'Iran pagasse una quota fissa agli investitori, senza compensazioni per le aziende che spendevano piu' del previsto per lo sviluppo di un giacimento. L'IPC permette all'investitore di incassare i proventi dell'aumento del prezzo del greggio rispetto al prezzo iniziale del contratto e nello stesso modo la compagnia straniera avra' la sua quota nel rischio del calo del prezzo. Questa condivisione comune nelle fluttuazioni del prezzo dell'oro nero e' uno dei punti attraenti del nuovo contratto. Tra gli altri vantaggi dell'IPC si possono citare anche:
• I rischi dell'esplorazione e la tipologia del giacimento condiziano la compensazione;
• La compensazione ed i proventi dell'investimento nei giacimenti piccoli sono maggiori;
• I contratti sono flessibili per permettere un "ongoing development" al fine di salvaguardare la risorsa;
• Il regime fiscale permette alle multinazionali di guadagnare il margine di utile ragionevole dei contratti upstream standard del mercato;
• Qualora la compagnia al termine di un'operazione di esplorazione non riuscisse a compiere nuove espolazioni non verrebbe corrisposto nessun pagamento. Nel caso contrario il pagamento verrebbe effettuato tramite il meccanismo dei costi diretti;
• Nel caso di eventuali ritardi nei pagamenti si calcolano anche le perdite, a condizione che il ritardo non sia di responsabilita' della compagnia estera;
• Il meccanismo del pagamento potrebbe essere effettuato tramite il meccanismo del versamento diretto oppure tramite la consegna del petrolio. La seconda opzione comporta un contratto speciale che prenda in considerazione il regime giuridico iraniano;
• Il modello IPC obbliga il contractor a fare nuovi investimenti nel momento in cui si sente la necessita' di predisporre dei nuovi fondi per sfruttare al meglio la capacita' del giacimento;
• I settori principali dell'industria petrolifera (l'esplorazione, lo sviluppo, la produzione) verranno assegnati in un pacchetto unico per dare un maggiore incentivo alle compagnie straniere;
• La durata dei contratti e' di 20 anni ed in proporzione a IOR (Improved Oil Recovey) e EOR (Enhanced Oil Recovery) potrebbe essere esteso a 25 anni. In questo modo anche i contratti IPC, come i RSC (Risk Sharing Contracs) garantiscono una lunga durata ai progetti upstream che comprendono l'insieme delle procedure da svolgere allo scopo di ricavare il petrolio greggio dal sottosuolo. Le principali procedure di upstream sono: la ricerca del giacimento (esplorazione), la predisposizione di pozzi per il sollevamento del petrolio (perforazione) e il processo di sollevamento del petrolio dal sottosuolo (estrazione);
• L'IPC e' composto da 8 capitoli e 41 articoli. Il primo capitolo e' la presentazione e la definizione del contratto, il secondo spiega la durata del contratto, il terzo illustra gli obblighi ed i diritti della Compagnia Petrolifera Nazionale Iraniana ed il quarto delinea i diritti e gli impegni del contractor. Il quinto capitolo consiste nel programma del lavoro, nel sesto capitolo si parla della modalita' del rimborso delle spese ed il settimo si occupa della contabilita' del contratto ed in fine l'ultimo capitolo spiega le modalita' per la cessione del contratto.
• Il contractor ha l'obbligo di provvedere a finanziare e assicurare l'intero progetto;
• La partnership con la parte iraniana e' uno degli articoli piu' importanti dell'IPC e le multinazionali sono obbligati a sfruttare fino al 51% della capacita' delle compagnie iraniane nelle operazioni di scavo e nel settore dei servizi, rimanendo libere nella scelta del partner iraniano;
• Le compagnie straniere devono rispettare ed applicare la legge sovrana che e' la legge dello stato che dispone del petrolio;
• Le controversie possono essere affrontate con soluzioni pacifiche oppure tramite i Sistemi Alternativi delle Controversie (ADR) e nell'eventualita' esiste la possibilita' di ricorrere all'Arbitrariato Internazionale.

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