" Sfida" in Vaticano per le casse elvetiche

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La Santa Sede custodisce oltre 27 milioni in Svizzera
La Santa Sede custodisce oltre 27 milioni in Svizzera

Da due anni c'è un luogo dove si sta combattendo una guerra strisciante e silenziosa, ma senza esclusioni di colpi. Sono le ovattate stanze del Vaticano, qui Papa Francesco è impegnato in una "mission impossible": rendere trasparente l'opaca gestiuone delle finanze della Santa sede. Si parla di un patrimonio di oltre 4 miliardi di euro. Sono i soldi custoditi nella cassaforte dell'Apsa, l'amministrazione della sede apostolica, proprietaria anche di oltre 5000 appartamenti. Nel 2013 ha segnato in bilancio tre distinte voci: le proprietà in Svizzera per un valore di 27,7 milioni, quelle in Inghilterra per 25,6 milioni, più case, negozi, palazzi e appartamenti in Italia e Francia per 342 milioni. Lo raccontano due libri appena usciti: "Avarizia" (Feltrinelli) di Emiliano Fittipaldi e "Via Crucis" (Edizioni Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi. I saggi dei due giornalisti riportano documenti riservati, alcuni coperti da segreto pontificio, i contenuti di riunioni segrete, scandali nascosti. Ma soprattutto spiegano lo scontro feroce per il controllo del patrimonio del Vaticano. Da una parte Papa Francesco che vuole "moralizzare" le spese, dall'altra gruppi di potere di monsignori e cardinali che non ci stanno a farsi scalzare e perdere i loro privilegi. In questi anni parecchi alti prelati hanno amministrato ingenti capitali senza dar conto a nessuno delle loro operazioni.
I volumi di Nuzzi e Fittipaldi arrivano in libreria mentre in Vaticano sono scattati gli arresti di una consulente e di un monsignore, Francesca Immacolata Chaouqui e Lucio Angel Vallejo Balda. Entrambi ora ai domiciliari. Nel frattempo si è aperto un nuovo fronte sulla trasparenza con un'inchiesta avviata dal Promotore (il procuratore) di giustizia pontificio. Si tratta di un'indagine su operazioni di compravendita di titoli e transazioni con un saldo di due milioni di euro che poi sarebbero stati spostati in Svizzera. Perciò è stata sollecitata una rogatoria con la Confederazione.
Peraltro del flusso di soldi tra il Vaticano e Lugano, Ginevra e Zurigo, si parla parecchio nei due saggi-inchiesta. Nuzzi, ad esempio, racconta di una riunione segreta in Vaticano documentata da una registrazione in suo possesso. È il 3 luglio 2013. Papa Francesco è preoccupato. Ha appena letto un documento dei revisori contabili della Prefettura. Si segnala "la totale assenza di trasparenza nei bilanci sia della Santa Sede sia del Governatorato". Il Papa parla con calma alla commissione di porporati. A un certo punto butta lì: "Qualcuno di voi mi ha ricordato un problema per cui abbiamo perso più di 10 milioni con la Svizzera, per un investimento mal fatto, e questi se ne sono andati". All'orecchio del Papa, ricorda Nuzzi, è anche arrivato "il risultato disastroso degli investimenti che negli anni erano stati affidati a Ubs, BlackRock e Goldman Sachs: la gestione di 95 milioni di euro ridotti alla metà del loro valore". L'intreccio fra piazza finanziaria svizzera e Vaticano parte dal dopoguerra e resiste anche in questi anni. Dalla Bsi di Lugano, si racconta in "Via Crucis", nel 2013 parte un bonifico di 3,8 milioni di euro allo Ior. "L'operazione - scrive Nuzzi pubblicando anche il documento - è a favore della diocesi di Bergamo, gli interessi sorprendentemente andranno poi ad alimentare il fondo lavori laurentina, proprietà del Vaticano alle porte di Roma".
Immobili, soldi, privilegi. Un triangolo che anche nel libro di Fittipaldi viene a galla, dove si racconta la "confessione" di due monsignori in un ristorante ai Parioli a Roma. I due parlano di palazzi e patrimoni immobiliari milionari. Ricordano che "i salesiani investono in Lussemburgo, i francescani in Svizzera e che diocesi all'estero hanno comprato società proprietarie di televisioni porno". Per gli immobili della Santa sede a Ginevra si segnala che una "sezione straordinaria" dell'amministrazione vaticana "controlla anche dieci società svizzere", che gestiscono "proprietà e terreni non solo nella Confederazione elvetica, ma in mezza Europa" con un fatturato di 18 milioni. Una di queste è la holding Diversa. "Fondata a Lugano nell'agosto 1942, mentre si combatteva in mezzo mondo, da Stalingrado a El Alamein, oggi è presieduta da Gilles Crettol. Un potente avvocato svizzero che gestisce parte importante degli interessi vaticani oltralpe".

Di Mauro Spignesi

http://caffe.ch/stories/mondo/52375_sfida_in_vaticano_per_le_casse_elvetiche/

Commenta il post