La variabile cinese nell'oroscopo finanziario - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La variabile cinese nell'oroscopo finanziario - di Loretta Napoleoni

Un altro anno, altre previsioni economiche. L'oroscopo finanziario non è poi così diverso da quello astrale, difficilmente ci azzecca. A cambiare i prognostici sono eventi imprevedibili e la complessità dei dati da processare. Troppa instabilità politica e troppe interdipendenze economiche. Nonostante queste limitazioni, vale sempre la pena dare un'occhiata alle previsioni perché un fondamento di verità ce l'hanno sempre. Quelle del Fondo monetario, appena pubblicate, prospettano un altro anno di crescita anemica, in linea con il trend di lungo periodo.
Il tasso di crescita mondiale sarà del 3,6 per cento, quindi registrerà un aumento rispetto al 3,1 per cento del 2015, la crescita sarà simile a quella media registrata dagli anni Novanta al 2014. Naturalmente le proiezioni del Fmi si basano sui valori del potere di acquisto delle monete e non sui cambi di mercato, se vengono usati questi indicatori allora il tasso di crescita del 2016 sarà pari al 3,1 per cento, quindi più basso.
Secondo molti analisti nel 2016 i valori dei tassi di cambio saranno centrali all'andamento dell'economia, perché in Europa ed in Giappone imperverseranno le guerre monetarie per sostenere le esportazioni e gonfiare l'occupazione. Euro e Yen cercheranno di deprezzarsi rispetto al dollaro con conseguenze negative in termini di crescita nei confronti delle monete forti. Particolarmente a rischio di rivalutazione sono il franco svizzero e tutte le monete dei paesi dell'Unione che non hanno aderito all'euro, come la corona danese e quella svedese.
L'elemento imprevedibile potrebbe venire dalla Cina, dove nel terzo trimestre del 2015 il tasso di crescita annuale è sceso sotto il 7 per cento. La leadership cinese sta cercando di fare di tutto per avviare il volano della domanda interna, ma i risultati, per ora, sono scarsi. Se nel 2016 ciò dovesse avvenire, allora tutti potrebbero tirare un sospiro di sollievo. Se, invece, la crescita cinese continuerà ad indebolirsi, ne risentiranno alcune nazioni emergenti che dipendono dalle importazioni cinesi tra cui il Brasile, il Cile, l'Indonesia, la Malesia ed il Sud Africa.

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