L'economia ha paura di chi vive più a lungo

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

L'economia ha paura di chi vive più a lungo

Di Loretta Napoleoni

Vivere a lungo fa male all'economia. Un'affermazione surreale, ma che ben illustra i problemi demografici che le economie mature e quelle emergenti si trovano ad affrontare nel XXI secolo. Poiché viviamo più a lungo e non ci riproduciamo abbastanza, noi europei abbiamo bisogno di attirare sangue giovane. Secondo l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, per mantenere lo standard di vita attuale entro il 2060 l'Europa dovrà poter contare su 50 milioni di immigrati.
Anche la Cina, la nazione più popolosa al mondo, si trova faccia a faccia con l'equazione demografica. Per la prima volta, nel 2014 la popolazione si è ridotta. È quindi ora di abbandonare la politica del figlio unico. Introdotta nel lontano 1979 da Den Xiaoping per contenere la crescita demografica, reputata negativa per la transizione verso un sistema economico più aperto e competitivo, tale politica ha ridotto drasticamente il tasso di crescita demografico che nel 1970 era 5,8 per cento. Secondo le stime, senza la politica del figlio unico oggi ci sarebbe circa mezzo milione di cinesi in più.
Ma il vero problema in Cina, come in Europa, non è tanto il numero degli abitanti quanto il rapporto fra giovani e anziani. I numeri cinesi lo confermano. La popolazione attiva, e cioè quella tra i 15 ed i 64 anni, si sta riducendo rispetto a quella non attiva, vale a dire i pensionati. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite tra il 2010 e il 2030 la Cina perderà 67 milioni di lavoratori. Durante lo stesso intervallo di tempo 110 milioni di cinesi supereranno la soglia dei 64 anni ed entro il 2050 costoro rappresenteranno un quarto della popolazione, che secondo il censimento del 2010 era pari a 1 miliardo e 340 mila.
Certo concedere alle coppie di avere due figli invece che uno non avrà un impatto immediato su questi numeri. Ma nel lungo periodo, e cioè tra 25 anni, lo squilibrio dovrebbe ridursi. Pechino confida in un aumento delle nascite di 1 milione l'anno rispetto ai valori del 2014. Tutto dipende però dalla risposta della popolazione.
Per alcuni studiosi, il benessere e il progresso in Cina avranno un effetto negativo sulla crescita demografica, come è già avvenuto in Occidente. Il prolungamento degli studi e la carriera spingono le donne a sposarsi e a procreare sempre più tardi, molte coppie scelgono di non avere figli o di averne uno solo per motivi economici. Si tratta di fattori che, a differenza del passato, incidono maggiormente sulla scelta di avere figli che le politiche dettate dal partito comunista.

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