Il fisico quantistico Jack Sarfatti in un'intervista straordinaria

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Sarfatti scherza con un’opera d’arte nel giardino di Uri Geller. (foto: Paola Harris)
Sarfatti scherza con un’opera d’arte nel giardino di Uri Geller. (foto: Paola Harris)

Intervista di Maurizio Baiata

Roma, Domenica 14 Ottobre 2006, 11 del mattino. Via del Corso è affollata come sempre. L’incredibile andirivieni della gente che fa shopping si interrompe entrando nella sfarzosa e ovattata hall del Grand Hotel Plaza, dove mi attende Jack Sarfatti, il fisico eretico. Una delle menti più fervide di quella generazione di scienziati hippie e ribelli che ha segnato l’avvento della fisica quantistica nella scena scientifica mondiale. All’intervista ha preso parte la collega Paola Harris, da anni amica di Sarfatti, che ringrazio immensamente per aver stabilito con lui il contatto e reso possibile questo nostro incontro nella capitale.

Maurizio Baiata: Dottor Sarfatti, lei sembra tenersi in disparte, quasi un cane sciolto, fuori dalle dispute e dalle sciocche diatribe tipiche della comunità scientifica. Come mai?
Jack Sarfatti: Perché mi dà la libertà di pensare. Nel mondo scientifico la repressione è simile a una mafia, a fronte dei finanziamenti che, da parte della scienza ufficiale, diminuiscono. Due nuovi libri sulla teoria delle stringhe, Not Even Wrong di Peter Woit del dipartimento di Matematica della Columbia University e The Trouble with Physics di Lee Smolin del Perimeter Institute, fondato da un multimiliardario in Canada per cercare di superare le barriere dell’ortodossia scientifica ufficiale, denunciano il fatto che la fisica teorica è monopolizzata dalla teoria delle stringhe ed è diventata come una chiesa, una religione. Tutto ciò che abbiamo è una matematica, molto affascinante. I matematici provano ad occuparsi di fisica e producono dati interessanti, ma dalla teoria delle stringhe non hanno tirato fuori alcuna previsione che corrisponda alle osservazioni empiriche. Non sono riusciti a far luce su nessuno degli enigmi della scienza, come l’energia oscura dell’Universo, o perché l’Universo sta accelerando, o cosa sia il campo antigravitazionale che, secondo me, è collegato alla propulsione degli UFO. E, siccome la comunità scientifica ha totalmente rifiutato i dati sugli UFO e sul paranormale, è rimasta con un database di informazioni veramente ridotto. Inoltre, non avendo collegato i dati sugli UFO e sul paranormale, per vedere la cosa nella sua totalità in modo che ogni tassello prendesse posto nel puzzle e acquistasse un senso, la fisica si è avvizzita in un vicolo cieco.
MB: Gli scienziati sono ignari o coscienti della corruzione che dilaga nel loro mondo?
JS: Entrambe le cose. Fondamentalmente preferiscono non rendersene conto perché hanno paura di non ricevere finanziamenti, di essere definiti “eccentrici”, il che equivarrebbe a essere tacciati di comunismo ai tempi del maccartismo. È un termine di scherno adottato da scienziati la cui unica preoccupazione è proteggere il loro piccolo nel campo della fisica teorica e cioè, se si fa qualcosa di visionario, si viene bollati con questo termine. Eccentrico è persino Brian Josephson, fisico premio Nobel, membro della Royal Society e professore a Cambridge. Definiscono “eccentrico” chiunque esca da quella ristrettissima cerchia di rispettabilità. Il che sta distruggendo la fisica teorica, è una situazione molto seria. Fortunatamente i miei finanziamenti non dipendono da questo sistema, io sono fuori dal sistema e quindi posso permettermi di essere critico e dire quello che voglio.
MB: La posizione di Michio Kaku è vicina alla sua, giusto?
JS: Kaku rappresenta un’eccezione, è un teorico delle stringhe, ma anche molto di più. L’ho incontrato un anno fa a Santa Fe, in Nuovo Messico, a una conferenza internazionale sulla consapevolezza della scienza. Come me, Kaku sostiene l’idea di un universo parallelo e la possibilità di viaggi nel tempo, nel passato e dell’esistenza degli UFO. Si è interessato al famoso incidente della JAL, la compagnia aerea giapponese. Le sue ricerche e le informazioni lo hanno convinto della validità di questo incontro ravvicinato in volo. Michio Kaku e io siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Lui parla anche dei “signori dell’iperspazio”, che sono una sorta di Q, il personaggio di Star Trek la cui mente può psico-cineticamente piegare non solo il metallo, ma anche lo spazio tempo.

Quindi, quando si vedono i dischi volanti girare su se stessi ad altissima velocità, possono farlo senza avere una forza gravitazionale interna e gli occupanti non hanno bisogno di indossare tute spaziali. Come in Star Trek, quando il capitano Picard ordina di andare a velocità Warp e la nave sembra quasi allungarsi per l’aumento della velocità e l’equipaggio non ha neanche bisogno di allacciare la cintura di sicurezza, perché quello che fanno è controllare l’energia oscura localmente, cambiando la geodesia naturale, ossia il percorso naturale per viaggiare senza peso. Quando gli astronauti girano intorno alla Terra e non hanno peso, ciò viene chiamato movimento geodetico, ossia il percorso più retto possibile in uno spazio-tempo curvo.
MB: È possibile che l’industria aerospaziale americana abbia costruito e fornito velivoli capaci di tali prestazioni all’aeronautica militare?
JS: La possibilità esiste, non ne sono certo ma, francamente, ne dubito perché ranghi molto alti dei servizi segreti degli Stati Uniti mi stanno chiedendo cosa io pensi di questi argomenti. Io sono un fisico, ho ottenuto il mio PhD all’Università della California e come studente universitario il mio professore alla Cornell era Hans Bethe, uno dei costruttori della bomba atomica a Los Alamos. I più importanti fisici che si occupano della relatività generale di Einstein, come Kip Thorne e John Archibald Wheeler, hanno accesso ad alti livelli di sicurezza. Sono gli scienziati ai quali il governo si rivolge in questi casi e non sanno nulla in proposito. L’unica possibilità è che si tratti, come ha detto il colonnello Corso, di velivoli recuperati. Il nostro personale – ingegneri che ancora non ne comprendono la fisica e che sembrano scimmie che giocano con tecnologia di altissimo livello – si illude di poter girare le manopole e far volare l’aggeggio. Nel 1999-2000, il miliardario Joe Firmage finanziò con sette milioni di dollari alcuni studi di retroingegneria sugli UFO, che avrei dovuto condurre con Bernie Haisch e altri fisici. Parte del nostro lavoro consisteva nell’indicare a Firmage a chi destinare i fondi, ma non ha seguito i nostri consigli e in due anni perse dai 10 o 20 milioni di dollari, senza ottenere risultati. Abbiamo dato un milione di dollari alla SARA (Science Applications Research Associates) di Huntington Beach, azienda appaltatrice della Difesa, per lavorare su un’idea di un ingegnere elettronico abbastanza noto, Jim Corum: il propulsore a Stress Elettromagnetico. La cosa non funzionò perché c’era un difetto, non nella teoria, ma nei loro parametri per gli strumenti di test dell’apparato. Fra le proposte che abbiamo esaminato, molte riguardavano la produzione di energia libera, ma nessuna ha mai funzionato. Conosco però uno scienziato che lavora ancora per la SARA e che aveva collaborato con Eugene Mallove (autore di The Infinite Energy, pioniere della fusione fredda, assassinato nel 2004, N.d.R.) il quale sostiene che, per conto del dipartimento dell’energia in New Mexico, avrebbe lavorato su retroingegneria aliena. A suo dire, siccome al dipartimento tutto era diviso in compartimenti, non è mai riuscito a vedere un UFO, ma ritiene che li stessero testando in voli di collaudo, molti dei quali falliti, prova ne sia che alcuni piloti americani sono rimasti uccisi. In sintesi, mi ha rivelato che il governo possiede tale tecnologia aliena, della quale però non comprendono i principi.
MB: Come mai dopo 50-60 anni ancora non comprendono i principi basilari?
JS: Perché sino al 2002 non esistevano i mezzi per poterci arrivare. Negli anni ’50, quando ero ragazzo, facevo parte di un programma speciale del governo per tentare di comprendere cosa fossero gli UFO. Cosa accadde nel 2002? Capii finalmente cosa significassero le ultime osservazioni sull’energia oscura in termini di UFO. L’energia oscura è stata scoperta solamente nel 1999, sino a quattro, cinque anni fa pensavamo di sapere che l’Universo si sta espandendo…
MB: Qual è la differenza tra energia oscura e materia oscura?
JS: In superficie sono diverse, ma nel profondo sono la stessa cosa, con parametri leggermente diversi. L’energia oscura è un campo repulsivo antigravitazionale, la materia oscura invece è un campo di attrazione gravitazionale. Ciò che io penso, diversamente dalla scienza ufficiale, è che la materia oscura è densità negativa dell’energia al punto zero con pressione positiva. Secondo la teoria della relatività di Einstein, la pressione è tre volte più forte della densità dell’energia nel curvare lo spazio tempo per l’effetto dell’energia al punto zero del vuoto. Se l’energia al punto zero fluttua, il piano delle fluttuazioni nel campo delle particelle elementari produce la gravità, o antigravità. E di base questo fu scoperto dal grande fisico russo Andrei Sacharov nel 1967. Secondo l’ortodossia, se la densità dell’energia al punto zero è negativa, la materia oscura invece crea delle fluttuazioni nel vuoto, che non sono particelle come quelle che costituiscono il nostro corpo o quello che ci circonda, ma sono particelle virtuali. Sono come pesci nell’oceano: la superficie dell’oceano è il vuoto, mentre i pesci sotto di esso sono le particelle virtuali, le fluttuazioni quantiche. La materia di cui siamo composti costituisce solamente l’1% di tutto l’universo, e questo è stato compreso solamente intorno al 2002. Ciò ha cambiato radicalmente il modo di pensare della gente. Tutti credevano che la materia che conosciamo costituisse l’intero universo, non comprendevamo che il vuoto stesso può gravitare o antigravitare. Per questo nessuno capiva il principio su cui si basavano i dischi volanti. Quindi, la materia oscura è energia al punto zero negativa con pressione positiva, il che causa attrazione. Ad esempio, intorno alla nostra galassia a spirale c’è una sorta di sfera gigante di materia oscura che tiene insieme il tutto. Se non fosse per questa sfera di materia oscura, il nostro sistema solare sarebbe proiettato nello spazio intergalattico. Questa sfera galattica è composta da vuoto quantico di energia al punto zero negativa con pressione positiva, ed è essa che tiene le stelle al loro posto in orbita intorno al nucleo galattico. E questo accade su scala galattica. Su scala ancora più grande, a livello cosmologico, la dominante è l’energia oscura, che è un campo repulsivo, che espande verso l’esterno uniformemente tutto lo spazio. L’energia oscura quindi respinge verso l’esterno, ed è costituita da energia al punto zero positiva con pressione negativa. Questa è fisica convenzionale elementare, che viene insegnata in tutte le scuole. Si tratta di un’applicazione della teoria generale della relatività di Einstein, secondo la quale la gravità viene determinata nello spazio-tempo da fattori come, energia, massa, pressione, stress, momento di flusso, a causa dei quali curva lo spazio-tempo, e del principio di indeterminazione di Heisenberg. È tutto quello di cui abbiamo bisogno per comprendere il volo degli UFO, o poco di più. Allora, cosa abbiamo? Facciamo un esempio. Se ci gettiamo da una rupe seguiremo una geodesica parabolica. Gli UFO semplicemente controllano la forma di questa linea in modo da poter volare. Un disco volante è un po’ come un surfer che cavalca le onde, ma a differenza del surf, il disco volante è in grado di cambiare la forma delle onde. Ad esempio, in un velivolo a propulsione come i nostri, ad esempio un jet, se si fanno delle manovre troppo azzardate, il pilota può anche svenire per lo stress. In un disco volante, invece, il pilota non ha peso, quindi non ha di questi problemi. Questa è la differenza saliente. Il primo ad accorgersene fu Paul Hill nel libro Unconventional Flying Objects, ma non riuscì a spiegarlo. Secondo i suoi calcoli doveva esserci un campo di accelerazione, quello che viene chiamato velocità warp. La velocità warp si ottiene controllando l’energia oscura intorno alla fusoliera del disco volante. Quello che ho fatto dal 2002 è sviluppare un concetto di funzionamento tecnologico, facendo ricorso alle nanotecnologie e alle informazioni fornite dal colonnello Corso. Corso ha detto che i velivoli caduti, come quello di Roswell, erano rivestiti da un foglio di alluminio elaborato con la nanotecnologia, dando come risultato un superconduttore ad alta temperatura. E il superconduttore ad alta temperatura, questa è una mia teoria, consiste di questi piani bidimensionali di materiale speciale, una sorta di pila di piani bidimensionali, all’interno dei quali la fisica quantistica è molto diversa da quella tridimensionale. La fisica quantistica cambia in maniera sostanziale e abbiamo quelli che vengono chiamati anioni, che hanno proprietà meccaniche quantistiche molto peculiari. Il premio Nobel Robert Laughlin, autore del libro A Different Universe, approfondisce nel dettaglio l’argomento. Di base, è proprio a causa della differenza tra la fisica quantica bidimensionale e la fisica quantica tridimensionale che si riesce a creare questi superconduttori ad alta temperatura, intendo dire a temperature talmente elevate che non sono ancora state raggiunte da noi neanche in laboratorio. E suppongo – beh, non è proprio una supposizione, visti i miei contatti da ragazzo con gli extraterrestri, o con quelli che sembravano extraterrestri – che alcune di queste informazioni mi arrivino telepaticamente. Per questo sono così avanti come fisico. E ci sono altri contattati tra di noi fisici, siamo un bel gruppetto.
MB: Sta dicendo che fra di voi, durante i meeting, vi riconoscete… saprebbe dire chi di voi è stato contattato?
JS: Oh, sì, sicuramente, mi succede sin da quando ero ragazzo.
MB: Con incidenti UFO come quello di Roswell, che avvenivano in tutta l’America negli anni ’50, si ponevano due problemi, uno di carattere biologico, che riguardava lo studio dei resti organici degli occupanti delle astronavi per capirne la fisiologia; e uno di carattere tecnologico, come abbiamo visto prima. Secondo lei in quegli anni è stato favorito di più lo studio della biologia o della tecnologia?
JS: Non lo so con certezza. In base alle informazioni che stanno trapelando dalla CIA, direi che fossero più interessati allo studio biologico. Un esempio? Il caso SERPO e Robert Doty e Robert Collins, con il loro libro Exempt from Disclosure: tutte cose che principalmente riguardano le EBE. Credo che fossero molto più interessati alla biologia, basti pensare all’autopsia aliena, che sarebbe basata su cose reali. Si poteva benissimo percepire che ne sapevano di più di medicina che di fisica, quindi l’unica cosa che potevano fare era studiare la biologia di quegli esseri. Non ho dubbi, perché conosco i più importanti fisici che lavorano nella relatività generale e i più importanti fisici che lavorano per i servizi segreti. Ebbene, non sanno nulla di tutto questo, perché rifiutano gli UFO e il paranormale, quindi hanno una visione monodimensionale con i paraocchi e rifiutano la realtà di cui stiamo parlando e quindi non possono interpretare correttamente la fisica. Michio Kaku è un’eccezione, ma sappiamo che viene considerato un agitatore comunista dagli accoliti di Bush.
MB: Ritorniamo alle entità con le quali lei e altri suoi colleghi sareste stati in contatto.
JS: Sentivo una voce metallica che credo appartenesse a una EBE, un grigio. Forse erano androidi, perché diceva di essere un computer cosciente. Uno degli altri miei interessi in fisica, oltre alla propulsione, è la coscienza, ma dal punto di vista fisico e non spirituale. Non parlo di cose spirituali o religiose, ma di pura ingegneria psicotronica, ovvero come creare una macchina che sia cosciente come lo siamo noi, perché noi siamo macchine, in un certo qual modo. Al livello di un miliardesimo di metro noi siamo nanomacchine. È una cosa che si può trovare anche nei libri di Sir Roger Penrose, come The Emperor’s New Mind, Shadows of the Mind, oppure The Road to Reality e nel lavoro di Stuart Hameroff sui microtubuli, una sorta di nanointerruttori che farebbero di noi una specie di computer chimico-quantistico di incredibile capacità. Il fatto è che, se si guarda al sistema nervoso, ai neuroni con un microscopio elettronico a livello subneurale e se ne mostra una foto a un ingegnere che crea i chip per la Intel, lui penserà che si tratta di un chip. La struttura delle cellule neurali su nanoscala somiglia a un grande chip di computer. Allo stesso modo, guardando immagini dell’Universo con gli schemi dell’energia oscura in evidenza, sembrerà di guardare un grande, immenso cervello cosmico.
MB: Possiamo inquadrare il periodo storico di questi contatti?
JS: Era un periodo in cui quasi le stesse cose accadevano a me e ad altri scienziati, sto parlando del ’53-’54.
MB: Come se qualcuno stesse “dirigendo lo spettacolo”…
JS: Qualcuno o qualcosa… Ci sono diversi livelli di “direzione”. Chi erano gli attori principali negli anni Quaranta, oltre al colonnello Corso, il generale Trudeau, o il Generale Douglas MacArthur? Quest’ultimo ne parlò molto esplicitamente in un suo discorso ai cadetti di West Point…
MB: Se torniamo indietro di una decina d’anni, a quello che accadde nel 1942, quando un gigantesco oggetto apparve nel cielo delle coste californiane e poi su Los Angeles, quali prove ci sono che le contraeree aprirono il fuoco e non riuscirono ad abbatterlo?
JS: Ci sono i testimoni. Scott Littleton (1933-2010, N.d.R.) era un bambino di 12 o 13 anni quando lo vide. Oggi è un professore in pensione del Claremont College. Dovreste mettervi in contatto con lui se è ancora vivo e con altri… c’è una bibliotecaria da qualche parte negli Stati Uniti del sud che sta tentando di creare un database sull’argomento.
MB: Può dirci della sua famiglia?
JS: La cosa interessante, dato che siamo a Roma, è che Margherita Sarfatti, una mia non lontana parente ebrea, era molto vicina a Mussolini. Ho visto mia cugina, la nipote di Margherita, appena due giorni fa. Mussolini chiese a Marconi di indagare sull’argomento e Margherita e Marconi erano amici molto stretti.

MB: Lei sa qualcosa dell’interesse di Mussolini per i dischi volanti?
JS: Mussolini era molto interessato alla tecnologia, aveva una passione per le macchine da corsa dell’Alfa Romeo, per il volo degli aeroplani, tutto questo prima che stringesse il patto con Hitler, il suo errore più grande. Ricordo di aver letto che Winston Churchill rimase possibilista fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, riguardo a una riconciliazione di Mussolini con l’Inghilterra, attraverso negoziati segreti rimasti sempre aperti.
MB: Intanto gli USA erano su un diverso fronte di guerra e avrebbero sviluppato le armi atomiche…
JS: Ancora oggi la destra americana considera Oppenheimer ed Einstein più che altro dei simpatizzanti comunisti e la mentalità maccartista è persino peggiorata. D’altra parte, una frazione del governo è a favore della rivelazione di informazioni riservate sull’argomento UFO. Sfortunatamente coloro che sono per l’apertura mischiano la politica con la tecnologia. Persone come Steven Greer credo che vengano usate in questo modo da coloro che sono anti-disclosure. Ero con Michio Kaku a Santa Fe e abbiamo assistito al discorso di Greer, che ha citato a sproposito molte cose mie e di Kaku riguardo alla fisica, peraltro esponendole in modo scorretto e usando paroloni tecnici per costruire un discorso anti-Bush, ma non avrebbe dovuto farlo, perché ha gettato discredito sulle nostre ricerche.
Greer si è battuto molto per il disclosure e l’esopolitica.
In questo ravviso un fondo di verità. Ma Greer e altri portano l’esopolitica all’estremo, ponendo condizioni inaccettabili per persone sobrie. Ha coraggio, ma non contribuisce alla causa, se inserisce questi argomenti troppo in ambito politico, mentre fa confusione con i principi della scienza.
E voi, cosa fate per contribuire al disclosure?
Io, proprio mentre le parlo, sto facendo rivelazioni, lo faccio con la mia scienza. Dipende poi dal soggetto con cui si parla. Ci sono i cosiddetti “scettici di professione” e certi scienziati che gravitano intorno al sito di Wikipedia, più o meno coperti da pseudonimi e facenti capo all’organizzazione Psyops, che hanno paura di me e cercano di svilire il mio lavoro usando Wikipedia. Wikipedia è una sorta di cartello del Cyberspazio dove, se si cerca qualsiasi persona, si trova un articolo. All’interno di Wikipedia è in corso una grande battaglia su di me. Qualcuno cerca di difendermi, ma c’è un’intera cabala di debunkers che si prende gioco di chiunque. Chiunque parli di UFO per loro è uno svitato eccentrico. Queste persone stanno conducendo una campagna denigratoria ai miei danni e distorcono completamente la visione del mio lavoro.
MB: Ha mai incontrato il fisico nucleare Stanton Friedman, considerato il più autorevole ufologo del mondo?
JS: Sì, l’ho incontrato ai tempi di Joe Firmage, il magnate che voleva finanziare le ricerche sugli UFO. Stanton mi disse che non voleva discutere l’aspetto della fisica, il che mi è sembrato molto strano. Credo che sia onesto, ma è un ingegnere, non un fisico come me. In realtà si occupa di documenti, è una sorta di burocrate kafkiano e nei miei confronti era per certi versi ostile. Anche lo storico della Temple University, David Jacobs, mi era ostile, concordando con Friedman. Mi sfugge il nesso di tutto questo.
MB: Un punto importante degli studi di Jacobs è connesso con la sua ricerca sulla coscienza, in quanto egli crede fermamente nella società telepatica, ossia gli alieni non solamente sono tra noi, ma sono collegati a noi telepaticamente. Potrebbe approfondire?
JS: La questione principale riguardante la telepatia si chiama Entanglement. Il termine (correlazione, intreccio) risale agli anni Trenta e fu usato per descrivere l’effetto Einstein/Podalsky/Rosen, in pratica una sorta di voodoo quantistico per il quale due particelle che si sono trovate coinvolte nello stesso luogo con le stesse forze ordinarie, quando sono lontane hanno una sorta di connessione l’una con l’altra. Per questo effetto di entanglement, le particelle sono “incastrate”, “impigliate” l’una con l’altra. Un altro modo per definirlo è “non-località quantistica”. C’è un punto però che la gente comune di solito non comprende. Nella meccanica quantistica ortodossa, che riguarda solamente le particelle elementari, non la materia organizzata, come la materia organica, le particelle possono essere interconnesse (“entangled”) e tale connessione può essere usata per scopi come il teletrasporto, le comunicazioni a distanza, eccetera. Quindi, anche se la teoria ortodossa prevede la non-località quantistica, l’accoppia con la “località singola”, determinando una sorta di barriera che ci impedisce di usare la non località nell’ambito della telepatia, del paranormale in generale. Questo è uno dei pretesti che i fisici tradizionali utilizzano per rifiutare completamente il paranormale.

Non vi è dubbio che la “remote viewing” (visione a distanza) e altri fenomeni paranormali siano statisticamente reali, perché ci sono più prove per queste cose che per molte delle congetture della fisica ortodossa. Abbiamo montagne di dati statistici eccellenti e riproducibili. Tutto contribuisce alla scientificità della cosa, un’enorme quantità di dati che non possiamo ignorare, perché ignorarli non sarebbe scientifico. Ciò significa che la fisica quantistica microscopica non è una teoria completa, perché non può spiegare questi fenomeni.

E questo va bene, perché c’è un’altra teoria, chiamata fisica quantistica macroscopica, che si pone in rapporto alla fisica quantistica microscopica allo stesso modo in cui la relatività generale di Einstein si pone nei confronti della relatività speciale. E quando si ha una teoria più grande, ciò che non è spiegabile dalla teoria più circoscritta lo diviene con la teoria più generica. La teoria dei superconduttori e superfluidi spiega perché in precedenza ho detto che la propulsione degli UFO è legata alla superconduttività ad alta temperatura. La fusoliera di alluminio è un superconduttore ad alta temperatura, che ha ciò che viene denominata “facciata quantica coerente”. Che corrisponde a una facciata quantica coerente nella struttura del vuoto stesso. In questa teoria l’Universo è una sorta di ologramma, dove l’ologramma è una facciata coerente. E la facciata quantica coerente del vuoto viene determinata dalla struttura della traiettoria naturale geodesica. E si può modulare la facciata coerente del superconduttore della fusoliera e del vuoto circostante con i piccoli campi magnetici e questo è il modo per creare la velocità warp. Credo che sia così che funziona la cosa. Ma la mente stessa è un gigantesco ologramma coerente.
MB: Potrebbe sviluppare concettualmente “La Mente di Dio”?
JS: Credo che ci sia una connessione, non voglio parlarne prematuramente perché ancora non ci ho lavorato sopra seriamente. Credo che l’Universo sia un ologramma, che contiene informazioni e il contenuto di informazioni della nostra coscienza personale è inserito nell’ologramma dell’Universo, che è come la mente di Dio. Ora sappiamo che l’Universo è come un ologramma e Michael Talbot ha scritto un libro di grande successo in proposito. Ha un taglio giornalistico, l’idea di base è corretta, ma i dettagli sono tutti sbagliati. Quindi, credo che ci sia qualcosa di questo nel messaggio del cristianesimo, specialmente per quanto riguarda l’immortalità dell’anima e cose simili. C’è un buon libro scritto da un fisico, The Physics of Immortality di Frank Tipler, che è una sorta di fisico visionario. Ne suggerisco caldamente la lettura.
MB: Secondo lei che fine ha fatto Ettore Majorana?
JS: Majorana era un fisico molto importante, ma non sapevo che esistesse un mistero sulla sua scomparsa. Se si vanno a leggere i libri di testo di fisica degli anni ’40, ’50 e ’60 in cui si parla del campo quantico, le teorie di Majorana sono fondamentali. Non sapevo fosse scomparso.
MB: Quali pericoli corre uno scienziato “eretico” che si batta per il disclosure?
JS: La mia intera carriera è basata sul “disclosure”. Tutto quello che faccio è liberamente consultabile su internet. E dico sempre la verità su quello che mi è accaduto riguardo al mio contatto alieno, o quello che è accaduto con Uri Geller e tutto si sta risolvendo. Certo che credo nel “disclosure”, ma sono contro l’abuso del processo di “disclosure” per motivi politici, che è quello che secondo me stanno facendo Steven Greer e altri come lui. Si tratta di pupazzi, per me sono idioti utili ai servizi segreti o agenti d’influenza e vengono manipolati. Ma d’altronde anche il presidente Bush è stato manipolato in modo che attaccasse l’Iraq. Bush è manipolato dai servizi segreti iraniani… che da 25 anni si avvalgono di agenti infiltrati nel movimento conservatore americano e i servizi segreti passano informazioni sino ai vertici, sino a convincere Donald Rumsfeld e il vice segretario alla Difesa Paul Wolfovitz e tutti i neoconservatori che si doveva agire in Iraq. Noi siamo stati manovrati e surclassati da questi iraniani, che sono molto, molto furbi. Hanno vinto la guerra. Si tratta di una partita a scacchi e i nostri sono troppo stupidi o non conoscono la storia, sono stati troppo arroganti. Devo ammettere che ne ho fatto parte a quei tempi.
MB: È chiaro che lei ha contatti con gli ambienti dell’intelligence. Le risulta che ci siano stati scontri a fuoco in volo fra la vostra Aeronautica e gli UFO?
JS: Lasci che le dica come la vede chi sta al potere. Si tratta di argomenti di interesse militare, di sicurezza nazionale, di tecnologia perché un UFO con un buon pilota può facilmente surclassare e abbattere qualsiasi aereo convenzionale in possesso attualmente di qualsiasi potenza terrestre.
MB: Pensa che gli avvenimenti del 11 Settembre 2001 avessero qualcosa a che fare con gli UFO?
JS: Questo non lo so e non voglio impelagarmi in argomenti troppo inclini alla cospirazione. Tuttavia, non credo che l’11 Settembre sia una questione che in qualche modo avesse a che fare con gli UFO, piuttosto quello che credo è che la famiglia di Osama Bin Laden era nel ramo edile e Osama aveva delle informazioni… Questa è la ragione per cui per tre volte hanno tentato di abbattere il World Trade Center. Non è chiaro ancora come venne effettuata la costruzione delle due torri, credo che ci fu della corruzione quando costruirono quegli edifici, riguarda l’acciaio… Ma la ragione per la quale hanno cercato di farlo saltare in aria tre volte, è perché era un simbolo.

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Ottobre 2006
Articolo riveduto e aggiornato il 20 Luglio 2015

Fonte: mauriziobaiata.net

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