Gli effetti della solitudine sul sistema immunitario

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La solitudine, che spesso accompagna le persone nella terza età, è un fattore di rischio indipendente per l'insorgenza di malattie croniche (© Tom Stewart/CORBIS)
La solitudine, che spesso accompagna le persone nella terza età, è un fattore di rischio indipendente per l'insorgenza di malattie croniche (© Tom Stewart/CORBIS)

L'isolamento protratto nel tempo è correlato a un'alterazione del sistema immunitario e a una condizione d'infiammazione dell'intero organismo che possono innescare numerose malattie croniche. La conferma di questo collegamento, noto da tempo, viene da una nuova ricerca che ha documentato l'effetto della solitudine sul trascrittoma, l'insieme delle molecole di RNA di un organismo, negli esseri umani e nei machachi rhesus(red)

Molte malattie croniche, come il diabete, le patologie autoimmuni e quelle cardiovascolari, spesso sono associate a un'infiammazione di tutto l'organismo. Tra i fattori che possono determinare questo stato infiammatorio sistemico c'è anche la solitudine: ad affermarlo è un nuovo studio pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences" da Steven W. Cole dell'Università della California a Los Angeles e colleghi, che hanno studiato la connessione tra solitudine e stato infiammatorio negli esseri umani e nei macachi rhesus.
Già da alcuni anni le ricerche epidemiologiche hanno evidenziato che la solitudine è un fattore di rischio di malattie croniche e di morte. Per esempio, una metanalisi pubblicata nel 2010 su “PLOS ONE” da Julianne Holt-Lunstad e colleghi della Brigham Young University ha concluso che la mancanza di relazioni sociali ha un impatto sulla salute paragonabile al fumo di sigaretta o al consumo di alcool, e superiore a quello dell'obesità e dell'inattività fisica.

Gli effetti neurofisiologici della solitudine - definita in termini più generali come “isolamento sociale percepito”, cioè come discrepanza tra le relazioni sociali attese e quelle reali - sono stati studiati in primo luogo negli animali. Alcune risposte del sistema neuroendocrino si sono infatti conservate durante l'evoluzione perché fondamentali per la sopravvivenza: in natura, l'isolamento è una condizione di fragilità, a cui l'animale reagisce con una maggiore vigilanza nei confronti delle minacce sociali, accompagnata dall'attivazione di alcuni peculiari meccanismi fisiologici, tra cui la risposta trascrizionale conservata alle avversità

La CTRA è un sistema di regolazione genica che si esprime a due livelli. Il primo è la diminuzione dell'espressione di geni importanti per la produzione di anticorpi e la difesa dai virus. Il secondo è la trasmissione di segnali dal sistema nervoso simpatico al midollo osseo, che stimolano una maggiore produzione della linea mieloide delle cellule del sistema immunitario, ovvero cellule dendritiche, globuli bianchi e monociti. Questa sovrapproduzione, a sua volta, contribuisce a mantenere uno stato d'infiammazione sistemica che prelude a molte patologie croniche.

Per chiarire a fondo il legame tra solitudine e CTRA e per documentarlo per la prima volta negli esseri umani, Cole e colleghi hanno studiato i trascrittomi, cioè l'insieme di tutti i trascritti o RNA messaggeri, di 141 soggetti, raccolti negli Stati Uniti nell'ambito del Chicago Health, Aging, and Social Relations Study (CHASRS), confrontandoli con i risultati di un questionario standardizzato della solitudine, la UCLA Loneliness Scale.
Dal confronto è emerso che i soggetti che ottenevano per molto tempo punteggi alti nella scala di solitudine manifestavano un'alterazione nella produzione di monociti e di globuli bianchi determinata dalla CTRA. Un dato particolarmente significativo è che la presenza di CTRA era predittiva del livello di solitudine dei soggetti, il che fa ipotizzare un'interazione reciproca tra i processi biologici d'infiammazione e la percezione sociale.
Gli autori non si sono fermati allo studio sugli esseri umani, ma hanno condotto un'analisi dei trascrittomi del tutto simile su 18 macachi rhesus, confrontando poi i risultati relativi alla presenza di CTRA con i punteggi ottenuti dalle scimmie nella valutazione oggettiva dell'isolamento sociale percepito. Anche in questo caso, è emersa una correlazione tra solitudine e alterazione del sistema immunitario, confermando la sua esistenza anche in primati non umani.

Fonte: www.lescienze.it

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