" Aiuto gli handicappati a conoscere il sesso"

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Isabelle Kölbl vuole garantire ai disabili una vita piena
Isabelle Kölbl vuole garantire ai disabili una vita piena

OMAR RAVANI
Non chiamatela prostituta. Una parola che Isabelle Kölbl ha bandito dal suo vocabolario. Tanto che la 56enne, bernese, con una formazione commerciale alle spalle, vuole subito togliersi di dosso questa scomoda etichetta a luci rosse. "Grazie a me molte persone con difficoltà motorie e mentali hanno potuto conoscere le gioie della sessualità. Sesso che - ribadisce con decisione - è un diritto per ogni persona, anche per le meno fortunate. Del resto lo dice espressamente la Convenzione dei diritti dell'uomo".
Ad avvicinare Isabelle alle persone invalide è stato un avvenimento che le ha segnato la vita. "Diversi anni fa ho avuto un grave incidente in moto che mi ha causato conseguenze fisiche che ancora oggi non sono del tutto superate - spiega -. Durante la riabilitazione mi sono curata anche con l'ippoterapia e in quel periodo mi sono avvicinata al mondo di chi soffre. I cavalli sono animali perfetti per aiutare, soprattutto psicologicamente, le persone con difficoltà motorie o psichiche". Un passo alla volta Isabelle instaura un rapporto con alcuni portatori di handicap e scopre che la maggior parte di loro non ha mai potuto avere rapporti sessuali. "Viviamo in una società in cui la sessualità delle persone menomate è un tabù - dice - , invece sono individui con esigenze del tutto simili a quelle di un 'normodotato'. Non è perché vivono in un istituto che certe esperienze intime devono essere loro impedite".
Eppure è proprio da queste strutture che arrivano le resistenze più forti. Sono molti gli operatori che non accettano intrusioni negli istituti che gestiscono. "Noto che c'è molta diffidenza. Vedono la mia attività in modo molto negativo".
E non basta certo che i locali dove Isabelle riceve siano dotata di ogni comfort per i suoi speciali ospiti. "Ho eliminato tutte le barriere architettoniche e ho aggiunto a mie spese apparecchiature che consentano di entrare nelle vasche da bagno e nei letti - spiega -. Tutto questo l'ho fatto senza ricevere nemmeno un soldo da altri".
Tanti, ancora troppi, vedono però la sua attività con sospetto. Finché si crederà che in questi locali della campagna bernese si eserciti la prostituzione, sarà difficile che la sua struttura abbia la considerazione che cerca di ottenere. Isabelle investe molta passione in ciò che fa e sta trasmettendo le sue conoscenze ad altre donne che desiderano seguirne l'esempio.
"Finora ho 'istruito' una quarantina di donne, ma molte non riescono a mettere in pratica ciò che hanno imparato perché parenti e amici alla fine le fanno desistere. Malgrado facciamo qualcosa di positivo, siamo ancora nel 2015 viste come il male della società".Invece, chi si offre per questo servizio, assicura Isabelle, deve avere molte qualità, non da ultimo una sensibilità molto spiccata. È importante essere un po' infermiera, per reagire alle situazioni d'emergenza, ma anche avere un'infarinatura di diritto, per difendersi da chi critica e, infine, occorre pure conoscere un po' i meccanismi della mente umana. "Non è sicuramente facile trovare persone all'altezza, ma noto che le volontarie non mancano, anche se poi alcune desistono quando capiscono quanto sia duro avere a che fare con chi ha difficoltà a volte molto gravi".Com'è il caso di chi ha problemi mentali. Se le persone con guai fisici sanno esattamente cosa stanno facendo, più difficile è capire quali siano le esigenze di una persona con una malattia psichica. Ed è in queste circostanze che si deve far ricorso a tutta la sensibilità possibile. "Non è vero che chi ha dei deficit mentali non sa esprimere le proprie emozioni, anzi spesso è il contrario. Tutto sta nell'interpretare i loro bisogni. Sapere parlare con loro è importantissimo".
Come tra i normodotati, anche tra gli handicappati esiste l'omosessualità. "Ma non ci sono molte richieste di questo tipo. C'è invece una grossa carenza di colleghi maschi. Anche le donne infatti hanno delle esigenze. Purtroppo però manca la qualità. Capita frequentemente che degli uomini si offrano, ma non ne ho ancora trovato uno che possieda tutte le caratteristiche necessarie". Spesso infatti mancano di sensibilità, di tatto e dolcezza. Insomma, in una parola è assente il "savoir-faire" tipico femminile. Qualità che possiede invece il compagno di Isabelle, da dodici anni al suo fianco, seguendo tutte le sue vicissitudini. "Lui è importantissimo per me, mi ha appoggiato in tutte le mie scelte, non mi ha mai ostacolata. Certo, come in tutti gli amori non ci sono solo i momenti felici, ma io gli devo molto. Il successo della mia iniziativa è anche un po' suo".
Un'iniziativa che ha permesso a Isabelle di mettere da parte qualche risparmio. "Diciamo che guadagno il giusto per vivere. Alla fine del mese non mi ritrovo certo con un ricco conto in banca, ma la soddisfazione di vedere tutti quei sorrisi sui visi di chi è meno fortunato è la miglior ricompensa per i sacrifici". Uno dei clienti più assidui di Isabelle è Daniel Wernli, spastico dalla nascita e affermato libero professionista. I due sono apparsi in tv, sulla Srf, lo scorso aprile in un'intervista che ha mostrato il forte legame che li unisce. "Quando parto in vacanza col mio partner, lui ci accompagna. Ah Daniel, che bella persona...".
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@OmarRavani

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