A Lugano la regia dei capitali in nero

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Un'inchiesta svela il legame tra sport e riciclaggio
Un'inchiesta svela il legame tra sport e riciclaggio

Di Mauro Spignesi

Dal Ticino a Milano, con biglietto di sola andata. A poco più di un mese dal suo fermo, Andrea Baroni, dirigente della società internazionale Tax&Finance di Lugano, con uffici in diverse città europee e a Panama, è agli arresti domiciliari. Una misura concessa, su richiesta dei suoi difensori, dallo stesso giudice che aveva firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere, Giuseppe Gennari. Baroni che da diversi anni lavora alla Tax&Finance, dove risulta senior partner, è indagato per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Nelle scorse settimane la polizia, su ordine della magistratura milanese, ha fatto perquisire una decina di società che a quanto pare erano clienti del professionista luganese. L'inchiesta, partita da una operazione edilizia del 2006 a Peschiera Borromeo, nell'hinterland milanese, ha avuto una improvvisa accelerazione tre anni fa e la svolta è arrivata il 3 ottobre con appunto l'arresto di Baroni. Le indagini, coordinate da tre magistrati milanesi (i procuratori Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi), ruotano attorno a una serie di presunte operazioni di riciclaggio di fondi neri. Ma potrebbero portare a strappare via il velo dagli affari, per i giudici evidentemente poco chiari, sulle concessioni dei diritti televisivi del calcio in Italia. Per adesso, tuttavia, si tratta unicamente, è bene sottolinearlo, di ipotesi investigative. Ipotesi che partono, secondo un dettagliato servizio del settimanale L'Espresso, da un nome, che sarebbe citato nell'ordine d'arresto di Baroni: quello di Marco Bogarelli, numero uno di Infront Italia, la società scelta dalla Lega calcio per organizzare l'asta da 945 milioni per i diritti televisivi delle partite di calcio. Una delle ipotesi, ricavata sembra dalle intercettazioni compiute dalla polizia italiana, è che Infront abbia finanziato squadre in difficoltà e dunque a rischio esclusioni dai campionati. Grazie a questi soldi i club avrebbero avuto la possibilità di restare a galla. E queste operazioni finanziarie avrebbero avuto una regia proprio in Ticino. Ma i presidenti dei club citati dai giornali italiani hanno tutti smentito le accuse. Dalle indagini, poi, sarebbero affiorati i nomi di diverse persone che si occupano di sport e affari. Tra questi il procuratore sportivo Antonio Caliendo, già agente di Roberto Baggio e David Trezeguet. Oltre che allo sport, le indagini si sono estese anche al mondo dello spettacolo. E sono emersi altri clienti della società luganese. Tra loro anche i popolari cantanti Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli. Sembra invece non sia affiorato alcun legame tra l'inchiesta e le attività di mister Bee Thaechaubol, l'imprenditore che sta trattando l'acquisto da Silvio Berlusconi del 48 per cento del Milan. Bee ha detto di non conoscere Baroni. Thaechaubol, ribadendo "l'assoluta correttezza dei miei comportamenti", ha invece confermato di conoscere l'advisor luganese di Tax&Finance Gerardo Segat che lo sta seguendo nella trattativa con Berlusconi. Proprio per questa operazione lo scorso giugno Berlusconi era arrivato in via Bossi a Lugano.
Anche la Tax&Finance, in un comunicato, ha spiegato con decisione di essere totalmente estranea a questa vicenda. E sino a oggi le autorità italiane non hanno sollecitato a Berna alcuna rogatoria. Eppure, almeno secondo quanto ha pubblicato il quotidiano italiano La Repubblica, tra gli indagati dell'inchiesta della magistratura milanese ci sarebbero altri sei dipendenti o comunque collaboratori dell'azienda con sede in via Bossi a Lugano e con uffici a Panama, Londra e in Irlanda. "È emerso in modo piuttosto evidente - scrivono i procuratori nella richiesta d'arresto di Baroni - che Tax&Finance gestisca una fitta rete di clientela italiana alla quale offre soluzioni estere - anche attraverso veicoli off-shore - per collocazione di risorse finanziarie evidentemente non dichiarate e trasparenti". Da indiscrezioni, pubblicate sui giornali italiani, i magistrati avrebbero individuato otto operazioni poco chiare.

http://caffe.ch/stories/cronaca/52459_a_lugano_la_regia_dei_capitali_in_nero/

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