TTIP/TAFTA: altra minaccia in EU ( e USA) per democrazia e libertà

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

TTIP/TAFTA: altra minaccia in EU ( e USA) per democrazia e libertà

The Transatlantic Free Trade Agreement (TAFTA)o TTIP (L’Accordo Transatlantico per il Libero Commercio) tra gli USA e la EU ha per scopo quello di “proteggere” gli investimenti” e rimuovere ‘le inutili barriere regolatorie”’...

Data la attualità di questi giorni (per esempio i 250.0000 a Berlino a manifestare contro il TTIP il 10 ottobre 2015), ripropongo un pezzo che pubblicai nel 2014, traducendolo da Globaresearch:

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Gli interessi delle multinazionali sono al comando, il pubblico è stato messo da parte e innumerevoli burocrati pro libero-scambio stanno facilitando la strategia (1).

Sta crescendo la preoccupazione che i negoziati in Europa possano portare “al crollo degli argini”… beneficiando gli OGM e il shale gas [gas d’argille, scisto, vedi il fracking] e minacciare i diritti digitali e del lavoro e rafforzare le multinazionali, che così potrebbero seriamente e legalmente mettere in difficoltà un’ampia serie di regole a loro non gradite.

Uno degli aspetti chiave delle negoziazioni è che sia la EU che gli USA dovrebbero riconoscere le loro reciproche regole e regolamenti, cosa che in pratica potrebbe ridurre il regolamento al minimo denominatore comune.

La lingua ufficiale parla di ‘reciproco riconoscimento” degli standard e la cosiddetta riduzione di barriere esenti-tariffe. Per la EU, questo potrebbe significare accettare gli standard USA in molti campi, incluso quelli del cibo e della agricoltura, standard che in questo sono inferiori a quelle della EU.

Persino i leader del Comitato per le Finanze del Senato USA, in una lettera a Ron Kirk, il Rappresentante USA per il Commercio, hanno chiarito che ogni accordo deve
ridurre le restrizioni EU sugli OGM, sui polli al cloruro e sulla carne trattata con gli ormoni.

Il gruppo lobbistico Food and Drink Europe (Cibi e Bevande Europa), che rappresenta le maggiori aziende alimentari (Unilever, Kraft, Nestlé, etc.), ha dato il benvenuto ai negoziati ed una delle sue richieste chiave, è stata essere agevolati sul basso livello di presenza di grani OGM non approvati.

I negoziati TAFTA sono avvolti nel segreto e sono chiusi ad un corretto scrutinio pubblico (2,3,4). Sono poco piu’ che affari di un lercio retrobottega, mentre vogliono dare l’immagine di qualcosa di democratico; di fatto sono parte del sequestro della democrazia che le multinazionali nel presente stanno perpetrando e della successiva ristrutturazione delle economie in favore degli interessi delle elite (5,6,7).

Tuttavia, nonostante la Commissione Europea affermi che non c’è segreto (8), le note dei meeting della Commissione Europea con i lobbisti, pubblicati dal Corporate Europe Observatory (CEO) sotto la legge europea della libertà di informazione, sono state pesantemente censurate.

I documenti mostrano che la Commissione Europea, durante i negoziati, ha invitato l’industria a sottoporre una lista di desideri su quali “barriere regolatorie” vorrebbe vedere rimosse

Non è dato al pubblico di sapere come la EU abbia incorporato questo nella sua posizione di negoziatore , dato che tutte le referenze sono state rimosse. (4). I documenti mostrano chiaramente che rimuovere le differenze nella regole EU e USA, è la questione chiave delle trattative . In altre parole, una gara verso il fondo nello stabile le più basse barriere possibili.

Un documento EU trapelato (9) nel gennaio 2013, mostra che la Commissione propone un Consiglio per la Cooperazione sulla regolatoria EU-USA ( EU-US Regulatory Cooperation Council), ovvero una struttura permanente che venga creata come parte dell’affare TAFTA.

Le normative EU esistenti e future dovranno quindi essere sottoposte ad una serie di investigazioni , dialoghi e negoziazioni, in questo Consiglio. Questo muoverebbe le decisioni sulle normative verso una sfera tecnocratica, lontana da uno scrutinio democratico.

Per la normativa proposta, sarebbe anche obbligatorio fare valutazioni di impatto: essa così sarà verificata in merito al suo potenziale impatto sul commercio. Questo sarebbe ideale per le lobby del grande business: creare un grande freno su ogni nuova norma , proprio nel primo stadio del decision-making (quando si deve decidere).

Come se tutto cio’ non fosse già abbastanza male,c’è anche la disputa altamente dibattuta sulla provvigione sull’accordo per l’investitore commerciale nel TAFTA

Questo permetterebbe alle aziende USA di investire in Europa bypassando i tribunali europei e creando difficoltà ai governi EU nei tribunal internazionali , ovunque trovino che le leggi, nell’area della salute pubblica, della protezione ambientale o sociale, interferiscano con i loro profitti.

Le aziende europee che investono all’estero, avrebbero lo stesso privilegio in USA.

Questo costituisce uno statuto per una distruzione sistematica ed uno smantellamento della legislazione esistente, volta a proteggerei diritti, duramente conquistati , di lavoratori e persone comuni.

In tutto il mondo, il grande business ha già usato tale disputa sulle provvigioni tra stato e investitore nel commercio e negli accordi di investimento, per rivendicare enormi somme a compensazione.

I tribunali, che sono pannelli ad hoc costituiti da 3 membri, ingaggiati da un piccolo club di avvocati pieni zeppi di conflitti di interesse, hanno garantito miliardi di euro alle aziende , con la gentile concessione dei contribuenti (10)

Le aziende EU e USA hanno usato queste cause per distruggere la competizione e minacciarne i profitti; per esempio mettendo in difficoltà la green energy e le politiche sanitarie, la normativa anti-fumo, i divieti sulle sostanze chimiche dannose, le restrizioni ambientali sull’attività mineraria, le polizze assicurazione sulla salute e le misure per migliorare la situazione economica delle minoranze.

Se i governi e i parlamenti falliranno nel proteggere gli interessi del pubblico, le potenti multinazionali avranno carta bianca per imbrigliare la democrazia e tenere a freno le politiche concepite per il bene pubblico.

Nonostante queste grandi preoccupazioni, i propagandisti del Seattle to Brussels Network (network da Seattle a Bruxelles) (11), hanno criticato la consultazione attuata di recente [ricordo è un articolo del 2014] dalla Commissione Europea, relativa ai diritti degli investitori negli affari commerciali USA –EU, definendola una consultazione fasulla, volta a vendere il suo programma pro-industria, piuttosto che un onesto tentativo per avere un dibattito aperto sulla questione, cosa altamente necessaria.

Roos van Os del Centre for Research on Multinational Corporations (SOMO) , membro della Seattle to Brussels Network, ha detto:

“Coloro che rigettano l’antidemocratico e pericoloso sistema che definisce la disputa stato-investitore, in questa consultazione non avranno opportunità per far sentire la loro voce di opposizione, perché le domande di parte, della Commissione, non prevedono ci sia per questo una opzione. La Commissione dovrebbe rendersi disponibile per un vero dibattito e non solo per una campagna pubblicitaria codarda, per il suo programma corporativistico”

Negli incontri con la Commissione, i membri del gruppo di consulenza della sua società civile, che si occupano degli affari commerciali EU-US, avevano sottolineato il bisogno di una consultazione che fosse comprensibile per i non esperti e in cui ci fossero delle domande equilibrate.

Ma il questionario di consultazione della Commissione contiene solo domande sul suo programma di minori riforme per salvare il controverso sistema di accordi per la disputa stato-investitore e questo in un testo legale di 40 pagine che sarebbe difficile da comprendere per i membri del pubblico.

Marc Maes della organizzazione belga per lo sviluppo ed anche membro del Seattle to Brussels Network, dice:

“La cosiddetta agenda-riforme della Commissione non fa nulla per evidenziare i difetti fondamentali del sistema che definisce la disputa stato-investitore. Percio’ le aziende straniere continueranno ad avere maggiori diritti delle ditte domestiche e dei cittadini. Ed i tribunali internazionali che sono fatti di 3 avvocati- for profit ( per il profitto), continueranno a decidere quali politiche sono giuste o sbagliate, ignorando le leggi domestiche, le corti e la democrazia.”

Alcune analisi fatte su testi relativi al tema investimento, testi trapelati dalle negoziazioni commerciali EU- Canada, indicano che l’approccio della EU alla protezione dell’investimento, fa molto poco per proteggere il diritto di regolare (infatti a volte fa esattamente l’opposto) e stabilirà un sistema di arbitraggio che sarà di gran lunga inferiore ai sistemi legali domestici nella EU e America del Nord. (12).

Pia Eberhardt, altro membro del Seattle to Brussels Network, ha detto:

“Il sistema di arbitraggio investitore-stato non puo’ essere addomesticato. Gli avidi studi legali legati al profitto, ed i loro clienti delle multinazionali, troveranno sempre un modo per attaccare i paesi per quelle azioni, che minacciano i loro profitti. Dovrebbero essere aboliti i superdiritti delle corporations (multinazionali) e le persone in Europa non dovrebbero perdere questa opportunità cruciale per dire alla Commissione di farlo.”

Per favorire lo scrutinio pubblico ed il dibattito democratico sui controversi diritti degli investitori nei trattati commerciali in EU, i membri del Seattle to Brussels Network hanno creato un sito per pubblicare i testi dei negoziati, che sono “trapelati” ed anche un’analisi critica di questi testi: http://eu-secretdeals.info/

Il network sta anche invitando le organizzazioni della società civile ed i membri del pubblico, a partecipare alle azioni in corso contro i pericolosi diritti delle corporations negli affari commerciali in EU.

By Colin Todhunter

Fonte:
http://www.globalresearch.ca/the-us-eu-trans-atlantic-free-trade-agreement-tafta-devastating-social-and-environmental-consequences/5375692
Traduzione Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

SI VEDA ANCHE:
LA TRANS-PACIFIC PARTNERSHIP (TPP) E IL LINGUAGGIO AMBIGUO: UN’ALTRA FINTA LIBERTA’ IMPOSTA…
Da David I
cke

Per essere informati ed agire:

Seattle to Brussels Network: http://www.s2bnetwork.org/themes/eus-free-trade-agreements/eu-us-transatlantic-trade-and-investment-partnership-ttip.html

Corporate Europe Observatory: http://corporateeurope.org/tags/ttip

Stop the Crop: http://www.stopthecrop.org/

Notes

1) http://www.globalresearch.ca/us-eu-free-trade-agreement-a-corporate-stitch-up-by-any-other-name/5339789

2) http://www.globalresearch.ca/the-us-eu-transatlantic-free-trade-agreement-tafta-big-business-corporate-power-grab/5352885

3) http://www.globalresearch.ca/the-eu-india-free-trade-agreement-corporate-driven-neocolonial-plunder/5338049

4) http://www.globalresearch.ca/us-eu-transatlantic-free-trade-agreement-more-secrecy-and-more-duplicity-revealed/5369272

5) http://www.globalresearch.ca/free-trade-agreements-the-bypassing-of-democracy-to-institute-economic-plunder/5354197

6) http://www.globalresearch.ca/the-us-eu-transatlantic-free-trade-agreement-tafta-big-business-corporate-power-grab/5352885

7) http://www.globalresearch.ca/the-eu-india-free-trade-agreement-india-up-for-sale-to-western-corporate-capital/5332214

8) http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/dec/18/wrong-george-monbiot-nothing-secret-eu-trade-deal

9) http://corporateeurope.org/trade/2013/12/regulation-none-our-business

10) http://www.morningstaronline.co.uk/a-4150-Clear-and-present-danger-to-democracy

11) The Seattle to Brussels Network (S2B) includes development, environmental, human rights, women’s and farmers’ organisations, trade unions and social movements working together for a truly sustainable, just and democratic trade policy in Europe. www.s2bnetwork.org

12) See, for example: IISD (2014): A Response to the European Commission’s December 2013 Document “Investment Provisions in the EU-Canada Free Trade Agreement (CETA)”,http://www.iisd.org/pdf/2014/reponse_eu_ceta.pdf; Seattle to Brussel Network (2014): Investment in CETA – A response to a lobby document by DG Trade, http://eu-secretdeals.info/upload/2014/03/S2B-Marc-Maes-CETA-Investment_Response-to-DG-Trade-claims-March-7-2014_v2.pdf.

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