SCMP, Cina: il boom dei derivati

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

SCMP, Cina: il boom dei derivati

Il mercato cinese punta sempre di più sui derivati della cartolarizzazione (securitisation), prodotti complessi divenuti tristemente celebri per il loro ruolo determinante nell’innesco della crisi finanziaria del 2008. Lo riferisce il South China Morning Post. Accanto a un mercato azionario ancora soggetto a un trend negativo dopo il crollo degli indici sperimentato in estate, c’è un comparto obbligazionario pronto a scommettere sui prodotti strutturati. La recente riforma regolamentare che ha semplificato le procedure di securitisation, nota il SCMP, avrebbe dato una spinta decisiva al mercato dei relativi titoli derivati il cui volume è quintuplicato nello spazio di un paio d’anni attestandosi oggi a quota 500 miliardi di yuan (80 miliardi di dollari).

Inventata in Occidente negli anni ’70, la cartolarizzazione consiste nel collocamento di prodotti derivati che hanno come sottostante un credito (tipicamente un’obbligazione). Tale strategia, non priva di rischi soprattutto a fronte degli elevati livelli di leva cha la accompagnano, consente di fatto di trasformare il credito stesso in liquidità dal momento che i prodotti derivati – definiti genericamente Asset-backed securities – possono essere venduti sul mercato. In Cina, dove la securitisation è stata reintrodotta nel 2012 dopo la sua iniziale messa al bando di tre anni prima, i margini di espansione restano notevoli. Il mercato obbligazionario cinese, nota il SCMP, vale oggi circa 40 trilioni di yuan, equivalenti a 6.300 miliardi di dollari. Come dire oltre il 60% del Pil del Paese.

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by Matteo Cavallito