Manuel Puig: Pube angelicale

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Manuel Puig: Pube angelicale

Anche in questo suo romnzo - come nel Bacio della donna ragno - Puig intreccia storie che scorrono su piani diversi: una vicenda reale, ambientata nel Sudamerica della guerriglia, carica di tensioni drammatiche, e una vicenda fantastica, cinematografica, sullo sfondo di una Hollywood anni Trenta.
Anita, una donna fuggita dall'Argentina e ricoverata in un ospedale a Città del Messico, è la protagonista - ossessionata dagli echi di sopraffazione e di terrore che le giungono dal suo paese - del racconto situato nella realtà. La «donna piú bella del mondo» è il personaggio dell'altra storia, proiettata in una dimensione favolistica, tra vecchia Europa e ruggente America del cinema, fra avventure di spie e splendori kitsch.
Le due vicende, come in una galleria degli specchi, sono legate da un gioco di rimandi in cui Puig mescola audacemente avventure sentimentali, politica, sesso, parodia e oscure trame, per dar vita a una rappresentazione impietosa della realtà e delle sue eterne antinomie.
Prima edizione 1980 nei «Nuovi Coralli».

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