Ma quale lavoro, boom della cassa integrazione

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Ma quale lavoro, boom della cassa integrazione

La cig è cresciuta ben oltre le stime a settembre. Cgil ancora contro Renzi: 'Il governo abbassi i toni entusiastici'. E da gennaio scomparirà anche la mobilità

Dov’è il lavoro? Non c’è. Anzi, la cassa integrazione in deroga è cresciuta ben oltre le stime. Cig in altalena nel mese di settembre: rispetto al mese precedente infatti le ore di cassa integrazione autorizzate mettono a segno un +54,31%. A fotografare l’andamento della cassa integrazione è il rapporto della Cgil, secondo cui il governo non può contare su “una crescita spontanea dell'economia” che non è “in grado di recuperare i gravi e profondi scompensi e inefficienze presenti nel sistema Italia”.

Scompensi, peraltro, che la legge di stabilità “rischiano di aggravare”. Resta per la Cgil, infatti, “una dimensione strutturale della crisi produttiva, che si manifesta anche con l’abbandono al loro declino di molti settori produttivi, e una forte assenza di politiche industriali di sviluppo”.

Il sindaco della sinistra italiana rinnova i dubbi sulle politiche del governo, in teoria amico, lanciando l’allarme sul boom di settembre. Sì, perché la Cassa integrazione torna ad aumentare su base mensile e lo fa, annota ancora la Cgil, con un aumento maggiore (+10%) rispetto a quello registrato tra il settembre e l’agosto del 2014.

Nel rapporto emerge, inoltre, che le ore di Cig richieste e autorizzate a settembre sono state 60.690.783, con un incremento del 54,31% rispetto al mese precedente e una diminuzione del 38,10% rispetto a settembre 2014. Nel periodo gennaio-settembre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 la riduzione è stata invece del 31,98%.

Sempre nei primi nove mesi del 2015, evidenzia il rapporto, i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo e 985 milioni di euro del reddito al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subito una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 5.900 euro.

Per il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, “il rialzo della cassa dimostra che i dati andrebbero letti con maggiore prudenza ed attenzione e che i toni entusiastici del governo e di alcuni politici dopo il dato del mese precedente erano del tutto fuori luogo”.

A cosa è dovuto il boom della cig nel mese di settembre? “E’ il segnale di una ripresa più lenta di quella prevista dalle stime. Per questa ragione continuiamo a chiedere al governo di modificare il decreto sugli ammortizzatori sociali che, peraltro, sta già evidenziando una serie di pasticci: dal regime delle sospensioni, non solo per gli artigiani, alla riduzione delle durate che rendono scettiche le imprese, alle assurde penalizzazioni per i lavoratori sui contratti di solidarietà”.

La Cgil non molla. E ribadisce che la ripresa non traina la piena occupazione e il volume consistente di lavoratori a zero ore e gli aumenti dei costi per imprese e lavoratori sugli ammortizzatori rischiano di produrre ricadute sociali che spostano dal lavoro al sostegno per disoccupazione migliaia di lavoratori.

Ma non è tutto. Dal 1 gennaio 2016, sottolinea dell’organizzazione, scomparirà anche la mobilità e chiede al governo se “le riorganizzazioni di impresa e i processi di ristrutturazione per innovare e competere si dovranno fare utilizzando i licenziamenti facili del Jobs act, soprattutto visto che si continua a sostenere di aver esteso tutele e reso il lavoro più stabile”.

Fonte:ilgiornaleditalia.org

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