L'identikit dell'influenza che ci colpirà a Natale

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

L'identikit dell'influenza che ci colpirà a Natale

Di Patrizia Guenzi

Siete di quelli che mai e poi mai vi fareste vaccinare contro l'influenza? Sappiate che, soprattutto per gli over 65, la tipica malattia invernale potrebbe anche rivelarsi letale. Vale la pena ripensarci. Anche alla luce di un recente studio, condotto in Italia su quasi un milione di persone,da cui emerge che la profilassi riduce di oltre un terzo il rischio di morte e di quasi il 10% il ricovero per le persone più avanti con gli anni. "Studi specifici di questo tipo fatti in Svizzera non ne conosco, per cui non posso pronunciarmi.È vero però che la vaccinazione si può rivelare un salvavita per i soggetti più fragili", conferma Christian Garzoni, specialista in malattie infettive, ricordando che il periodo per vaccinarsi è tra fine ottobre e inizio novembre".
Intanto, è ancora presto per stimare quante persone l'influenza metterà a letto quest'anno. Molto dipenderà dalla precisione dei dati raccolti sui ceppi virali utilizzati per la produzione del vaccino. Dovremo fare i conti con almeno tre-quattro virus. Tra questi, oltre al A/H1N1 California, B/Phuket e una serie di virus tra cui i rinovirus e i più temibili adenovirus, dovrebbe esserci ancora la "Svizzera", un ceppo virulento che l'anno scorso ha causato più ricoveri e morti del solito, mettendo a dura prova la capacità di ospedali e cliniche. A inizio 2015 l'epidemia di influenza aveva causato 2.200 decessi, per lo più ultra 65enni, il 17% in più del previsto sulla base delle cifre degli anni precedenti. Infatti, per le persone a rischio l'influenza non rappresenta una malattia innocua da prendere sottogamba. Nella popolazione anziana, in Svizzera, provoca ogni anno tra i 1000 e i 5000 ricoveri e fino a 1500 decessi. "Soprattutto per le complicazioni che sopraggiungono nei pazienti anziani, nelle persone fragili o con un deficit immunitario", avverte Garzoni.
Il picco del virus, secondo i virologi, quest'anno è previsto a ridosso delle festività natalizie. Oltre alla febbre, si faranno i conti anche con i classici mal di gola, di testa, raffreddore, dolori articolari, morale a terra e, nei casi più gravi, vomito e diarrea. Circoleranno pure i "cugini" dei virus influenzali, non meno fastidiosi. Tanto per rendere il tutto più pesante.
Statisticamente in Svizzera l'influenza causa ogni anno da 112mila a 275mila visite mediche, diverse migliaia di ricoveri ospedalieri e alcune centinaia di decessi. Dal profilo economico, i costi diretti dell'influenza stagionale per il sistema sanitario nazionale sono stati stimati in 97 milioni di franchi all'anno. Se si aggiungono i costi indiretti legati alle assenze dal lavoro, si ottiene un costo totale di 196 milioni. Ciononostante, la malattia continua ad essere sottovalutata e spesso scambiata per un semplice raffreddore. Ma il mondo sanitario si sta impegnando per contrastare questa tendenza. Con iniziative come la Giornata nazionale della vaccinazione contro l'influenza, organizzata per venerdì 6 novembre dai medici di famiglia e dai pediatri svizzeri; chi intende vaccinarsi potrà farlo senza appuntamento. Anche Berna - visto che la copertura dei "gruppi target" non evolve come previsto e numerosi casi di contagio negli istituti sanitari potrebbero essere evitati - ha avviato la "strategia nazionale 2015-2018" per sottolineare l'importanza di una corretta profilassi. Da un'indagine condotta nel 2013 è emerso che solo il 37% degli over 65 si era vaccinato e appena 31% dei malati cronici. Per le professioni sanitarie l'uso del vaccino varia molto in funzione dell'attività e del luogo di lavoro. Ad esempio, circa l'80% dei medici liberi professionisti e dei loro assistenti si fa vaccinare. Negli istituti sanitari la percentuale è nettamente inferiore, sia tra i medici (dal 30 al 60%) che tra il personale di cura (dal 10 al 30%), in particolare dopo l'influenza del 2009, che si era rivelata relativamente contenuta. Tutti i dati raccolti da Berna contribuiranno a preparare la strategia futura, quella per il 2019.

http://www.caffe.ch/stories/cronaca/52146_lidentikit_dellinfluenza_che_ci_colpir_a_natale/

Commenta il post