Quando il mal di testa colpisce i più giovani

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Quando il mal di testa colpisce i più giovani

CRISTINA GAVIRAGHI
Quel cerchio alla testa che proprio non vuol passare, un tormento che rende faticose anche le attività più semplici: un disturbo solo per adulti? Niente affatto, di mal di testa soffrono anche bambini e adolescenti, più di quanto si sospetti. A richiamare l'attenzione sulla questione sono due tra i più importanti ospedali pediatrici statunitensi: il Cincinnati Children's Hospital e il Nationwide Children's Hospital. Secondo le stime, un bambino in età scolare su dieci e ben un adolescente ogni quattro lamentano con una certa frequenza dolore al capo.
Numeri, secondo gli esperti, in aumento negli ultimi anni e che seguono un particolare andamento stagionale. Dall'analisi degli accessi a 1.300 dipartimenti di pronto soccorso è emerso, infatti, che in autunno la percentuale di ragazzi che si rivolgono a queste strutture a causa di cefalee aumenta del 30%. Il motivo? Riprende la scuola. E con essa, gran parte degli stress cui bambini e teenager sono sottoposti. Le attività quotidiane cambiano, si dorme di meno, tornano compiti e verifiche, magari con nuovi insegnanti e nuovi compagni; un affaticamento fisico e mentale che può sfociare in un mal di testa ricorrente, che compare più di una volta al mese. Di solito si tratta di una cefalea muscolo-tensiva: un dolore fisso e diffuso, come un senso di compressione, senza altri disturbi particolari. In casi meno frequenti, invece, è emicrania. Più diffusa tra gli adolescenti, specie se femmine all'inizio della pubertà, è caratterizzata da dolore omolaterale più intenso e pulsante accompagnato da nausea e disturbi visivi. È più invalidante di una normale cefalea e può avere una componente genetica. Ma non è solo lo stress a causare il mal di testa nei più giovani. "Spesso i ragazzi si nutrono male e si idratano ancora peggio - spiega Nick DeBlasio, pediatra a Cincinnati - dormono poco e abusano di soft drink ricchi di caffeina e così la cefalea si fa strada". A questo poi va aggiunto l'affaticamento degli occhi spesso dovuto all'uso di apparecchi con display.
Secondo DeBlasio, la soluzione per il disturbo, senza ricorrere a farmaci, potrebbe essere molto semplice: tre pasti equilibrati al giorno, bere molta acqua, specialmente quando si svolgono attività impegnative, dormire almeno 9-11 ore per notte senza sonnellini pomeridiani. "Il cervello è come uno smartphone - sostiene Howard Jacobs, specialista del Nationwide Children's Hospital - se non lo si mette in carica non ha più energia e non funziona. Stessa cosa se non si fornisce adeguata energia al cervello". Se questo non dovesse bastare i farmaci ci sono: ibuprofene e paracetamolo per le cefalee tensive e medicinali più specifici per le emicranie. Attenzione, però, a somministrare dosaggi adeguati ai bambini e a non abusare di queste sostanze poiché si rischia la comparsa di effetti collaterali e un peggioramento del mal di testa. Prevenire, però, è sempre meglio che curare. Riabituare i bambini alla routine scolastica un paio di settimane prima di tornare sui banchi potrebbe ridurre lo stress da rientro.

www.swissinfo.ch

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