Le retribuzioni in Svizzera sono le più alte in Europa

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

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Buste paga invidiabili
ma sotto pressione
MASSIMO SCHIRA
Anche se per molti la sensazione è che la busta paga sia tendenzialmente sempre più leggera, le statistiche ufficiali dimostrano che, in Svizzera, i salari aumentano mediamente dello 0,6% annualmente ormai dalla fine degli anni Novanta, secondo l'Ufficio federale di statistica (Ufs). Eppure, come dimostra l'annuale inchiesta sui salari del settimanale L'Hebdo, molti lavoratori si accontenterebbero anche di una stagnazione dello stipendio, mentre altri hanno effettivamente visto calare i guadagni mensili. La pressione sui salari è comunque in fase di crescita, soprattutto dopo l'abbandono del cambio fisso tra franco ed euro e il conseguente rafforzamento della moneta elvetica.
Una situazione che ha posto l'economia svizzera di fronte ad un periodo di rallentamento, soprattutto per molte imprese concentrate sull'esportazione. Con il padronato che insiste con proposte di immobilismo salariale o, in alcuni casi come si è visto di recente anche in Ticino, anche di diminuzione degli stipendi (temporanea, quanto meno). A questa tendenza si aggiunge un calo generalizzato dei prezzi al consumo. Un -1%, sempre secondo l'Ufs, che per il 2015 farà salire il potere d'acquisto degli svizzeri, ma potrebbe indurre anche alcune aziende a non seguire il trend pluriennale nell'aumento salariale.
Nel suo insieme, l'economia svizzera sta comunque vivendo un periodo florido, malgrado qualche contraccolpo congiunturale, come la pianificata rarefazione della manodopera dopo il voto del 9 febbraio 2014. Una condizione che sta spingendo anche i sindacati ad insistere nelle trattative per migliori condizioni salariali, soprattutto nei settori che hanno beneficiato degli effetti del franco forte. Interpellato da L'Hebdo, Philipp Mülhauser, impiegato alla direzione dell'economia pubblica del canton Zurigo e responsabile della pubblicazione annuale "Lohnbuch" (libro dei salari) ha riassunto in modo semplice la situazione. "A partire dalla crisi del 2008, globalmente i salari sono progrediti molto poco. Ma il meno che si possa dire è che vi sono situazioni molto diverse tra di loro. E il livello dei salari riflette in maniera molto fedele lo stato del mercato del lavoro".
Anche se analizzate a livello internazionale, le buste paga svizzere restano invidiabili e, mediamente, sono le più elevate in Europa. Convertiti in Euro, gli stipendi elvetici medi sono superiori anche a quelli della Norvegia, che si piazza seconda e restano in testa alla classifica - con un margine però più ridotto - anche se valutati secondo il potere d'acquisto standard. Ossia attraverso un indicatore che permette di capire cosa è possibile acquistare con una somma determinata. In questo caso, la Svizzera in Europa batte di misura il Lussemburgo. Anche secondo un esperto come Mühlhauser, però, stilare una vera e propria carta degli stipendi rimane impresa difficile. Soprattutto perché in Svizzera solo due salari su cinque beneficiano di un contratto collettivo di lavoro che determina le remunerazioni minime. Inoltre, molte professioni che richiedono un alto livello di qualifica o di formazione ricevono stipendi sovente più elevati rispetto ai parametri standard.
È poi complesso anche analizzare gli eventuali bonus che caratterizzano diverse professioni: dalla possibilità del pensionamento anticipato alla vettura aziendale, dal rimborso delle spese telefoniche alle settimane di vacanza supplementari, passando per gli assegni che permettono di risparmiare durante le ferie. Vi sono poi i bonus ai quadri bancari e assicurativi, che raramente finiscono nelle statistiche, per la tradizionale discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti lavoratori quando si parla di trasparenza nella retribuzione.
Come testimonia l'indagine de L'Hebdo, l'opacità salariale è giudicata dagli esperti "un ostacolo al buon funzionamento della concorrenza e una forma di concorrenza sleale". Secondo Roman Graf, autore di numerosi studi a proposito, "la confidenzialità sugli stipendi permette alle aziende inefficienti di prolungare la propria esistenza pagando salari inferiori rispetto al livello del mercato - denuncia -. La trasparenza obbligherebbe queste aziende a giustificare la loro politica salariale e i dipendenti sarebbero anche più motivati, perché sarebbero coscienti del potenziale aumento delle loro entrate".
La tendenza appare comunque chiara: anche se elevati, i salari in Svizzera saranno sempre più sotto pressione, soprattutto nelle professioni più fragili. Che, al contrario di quanto si possa pensare, non sono quelle legate al commercio, ai servizi alla persona (parrucchiere, ecc.) o alla ristorazione. Perché questi mestieri hanno beneficiato della votazione sui bassi salari dello scorso anno e guadagnano oggi circa 4mila franchi lordi al mese. Sono piuttosto le professioni legate alla routine, alla ripetitività, con compiti facilmente automatizzabili ed esportabili a soffrire maggiormente la pressione. Ma anche chi ha uno stipendio superiore alla media non può verosimilmente attendersi grandi aumenti nel futuro prossimo. La soluzione? Mettersi in proprio, come suggeriscono gli esperti a L'Hebdo. Accettando però tutti i rischi del caso.
Fonte: www.caffe.ch