Le paure dei mercati dopo il caso Volkswagen - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Le paure dei mercati dopo il caso Volkswagen - di Loretta Napoleoni

Nel film di Woody Allen, il Dormiglione, i protagonisti, che vivono nel futuro, trovano in una grotta un Maggiolino vecchio di 200 anni. Ci saltano su, girano la chiave dell'accensione e la macchina, miracolosamente, parte. Chissà se era diesel, viene spontaneo chiedersi oggi? Anche lo scandalo della Volkswagen sembra uscito dal futuro, le vetture erano munite di un dispositivo speciale che riduceva l'emissione di diossido di nitrogeno quando venivano testate. Su strada questa era 40 volte superiore ai limiti imposti negli Stati Uniti.
Tante sono le domande riguardo a questo marchingegno elettronico, un software creato per ingannare, prime fra tutte quelle relative ai controlli industriali applicati in Germania. Per decenni abbiamo accusato i cinesi di "barare" ed adesso ci accorgiamo che a farlo era una delle imprese europee più rispettate al mondo.
A detta dei Verdi tedeschi già a luglio il governo era stato allertato riguardo alla possibilità che l'emissione delle macchine a diesel della Volkswagen fosse più alta di quanto dichiarato. Ma Berlino non è intervenuta, ha lasciato correre. Lo scandalo, dunque, va ben oltre il cuore industriale della locomotiva tedesca. Che ci siano delle connivenze politiche? Tutto è possibile al giorno d'oggi. Una cosa è certa, lo scandalo ha inflitto un colpo durissimo a tutta l'industria tedesca e si sta ripercuotendo su quella automobilista europea. Se i tedeschi mentono allora forse tutti lo fanno? È quanto i mercati e la gente si domanda.
Lontani sono i tempi del fordismo, quando la Ford era gestita da manager illuminati che hanno gettato le fondamenta del capitalismo industriale americano. In fondo se è vero che oggi per alzare i profitti bisogna tagliare i costi, allora è facile capire come si sia arrivati a truccare le macchine.
Nelle prossime settimane assisteremo all'evolversi di questo scandalo, le azioni della Volkswagen e quelle di tutto il settore automobilistico scenderanno, alcune teste manageriali rotoleranno e chissà, forse anche a Berlino questo terremoto mieterà delle vittime. Ma la lezione vera sarà un'altra: la perdita di fiducia del consumatore nei confronti di un marchio solido, antico e considerato fino a qualche giorno fa di grande qualità. Difficilmente la Volkswagen riconquisterà il primato ricoperto per decenni, immortalato anche in quella scena indimenticabile del Dormiglione, quando il vecchio Maggiolino dopo ben 200 anni si rimette in moto.

Fonte: www.caffe.ch

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