La Svizzera vince il confronto sulla disoccupazione

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

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La categoria di giovani
più fortunata d'Europa
MASSIMO SCHIRA
U n ragazzo senza lavoro è uno schiaffo alla società. Eppure altrove, nei Paesi europei che arrivano a tassi di disoccupazione giovanile del 50%, farebbero carte false per avvicinare il 7-7,5% della Svizzera. Anche perché se c'è una fascia d'età particolarmente sensibile alle variazioni sul mercato del lavoro questa va dai 15 e ai  24 anni. Quella, insomma, che rappresenta i giovani che entrano in contatto con il mondo del lavoro. A tutti i livelli. Dall'apprendista, il quindicenne appunto, al neo-laureato, che normalmente ha un'età attorno ai 25 anni. E anche in Svizzera, dove la situazione dell'occupazione è nettamente più positiva che altrove, i giovani sono più sotto pressione quando si tratta di trovare un impiego. Difatti, rispetto al tasso medio di disoccupazione, quella giovanile è appunto doppia, come attesta l'Osservatorio congiunturale dell'Università di Zurigo.
Dati sono ben lontani da quelli dei Paesi del sud Europa, che toccano picchi incredibili, anche vicini al 50% come succede nella martoriata Grecia, ma anche in Spagna, dove l'ultimo rilevamento indica un tasso di disoccupazione del 49% nella fascia tra i 15 e i 24 anni. In generale i giovani sono disoccupati in misura doppia rispetto alla media nazionale e questo rappresenta certamente un problema su cui i governi (ma non solo) sono chiamati a riflettere. In Svizzera, come in Germania, Olanda, Austria e Danimarca, il sistema scolastico "duale" (apprendistato e scuole superiori) sta reagendo meglio ai contraccolpi delle crisi economiche e dei cambiamenti congiunturali rispetto ad altre realtà. La quota di maturandi in Italia o in Francia, tra il 77% e l'80% sul totale dei giovani, dimostra come la possibilità di avere una formazione professionale di qualità rappresenta certamente la strada migliore da scegliere, rispetto allo studio superiore come obiettivo da raggiungere ad ogni costo.
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