La roulette di Macao sconta la crisi cinese

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Loretta Napoleoni

I cinesi vanno pazzi per il gioco d'azzardo, e non solo i ricchi, ma anche i meno abbienti, sono assidui frequentatori dell'isola di Macao, una vecchia colonia portoghese trasformatasi nella Las Vegas cinese. Dall'inizio dell'anno, però, il numero dei visitatori provenienti dalla Cina, pari ai due terzi del totale dei turisti che visitano Macao ogni anno, è sceso parecchio, segno, secondo molti, del rallentamento della crescita economica cinese.
Ma a dire la verità i tavoli verdi di Macao sembrano più condizionati dagli indici di borsa che dal tasso di crescita del Pil cinese. Alla fine di agosto, infatti, quando il crollo della borsa di Shanghai ha bruciato circa 5 mila miliardi di dollari, a Macao si è subito registrata una flessione del 20 per cento dei giocatori Vip, e cioè di coloro che giocano puntando ogni volta decine e decine di migliaia di dollari. Bisogna dire che ad agosto il numero complessivo dei giocatori è sceso del 36 per cento, un vero record.
Anche la svalutazione dello yuan ha influito sulla febbre del gioco. Dall'inizio dell'anno le azioni dei grandi casinò dell'isola si sono deprezzate. Secondo il Bloomberg Intelligence Macau Gaming Index, queste sono scese del 67 per cento dall'apice raggiunto a fine gennaio del 2014.
Ma il calo maggiore si è verificato subito dopo la svalutazione, i titoli della Sands China, ad esempio hanno perso il 3,2 per cento in una sola giornata e quelli della Galaxi Entertainment Group il 4 per cento. La svalutazione ha diffuso il panico tra i giocatori cinesi che si sono ritrovati in mano una moneta deprezzata. Secondo gli analisti cinesi nel 2016 la svalutazione produrrà un'ulteriore calo delle quotazioni dei titoli dei casinò tra l'8 ed il 10 per cento.
Altro problema la nuova legislazione che limita quanto contante viene portato fuori dalla Cina. La polizia locale ha bloccato un racket che utilizzava il trasferimento virtuale di denaro dalla Cina usando China UnionPay, denaro che veniva poi usato nei casinò. Infine, l'atmosfera sobria imposta dai vertici del partito comunista per commemorare questa settimana, durante ben tre giorni di festa, i 70 anni dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale, pare terrà lontano i cinesi dai tavoli da gioco per paura di essere accusati di scarso patriottismo!

Fonte: www.caffe.ch