La girandola dei prezzi fa emergere le disparità

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La girandola dei prezzi fa emergere le disparità

Il villaggio globale è pieno di diseguaglianze. È quello che si legge nella sedicesima edizione di Prezzi e salari, uno studio che esamina l'andamento di spese, redditi e potere di acquisto in 71 città del mondo che Ubs pubblica ogni tre anni dal 1971.
Sulla base dei prezzi di un paniere standard di 122 beni e servizi, Zurigo, Ginevra e New York sono le città più care al mondo. Ma in tre anni Hong Kong è passata dal tredicesimo al sesto posto. Zurigo e Ginevra sono anche le città dove, in termini lordi, i lavoratori percepiscono gli stipendi più elevati. Imposte e contributi sociali, infatti, hanno il loro peso. A Copenaghen, ad esempio, essi ammontano al 45% dei redditi facendo perdere alla capitale danese ben 20 posizioni in questa classifica. In coda troviamo Nairobi, Giacarta e Kiev dove i salari rappresentano appena il 5% di quelli medi della città di Zurigo.
Il metodo migliore per giudicare il valore effettivo dei salari è, però, il confronto del potere di acquisto. Anche secondo questo indicatore Zurigo e Ginevra sono in testa alla classifica. Zurigo è pure la città dove i generi alimentari costano di più al mondo, mentre il parrucchiere più caro si trova ad Oslo.
Interessanti i dati europei. I salari medi nelle principali città tedesche sono superiori quelli di Milano e Roma di oltre il 10% su base lorda. Tuttavia, su base netta, la differenza raddoppia per via di tasse e contributi più alti pagati dagli italiani, mentre il costo della vita è comparabile, se non addirittura inferiore in Germania. Quindi i tedeschi vivono meglio degli italiani.
Altri fattori da prendere in considerazione sono i tassi di cambio delle monete. La rivalutazione del franco svizzero rispetto all'euro ha fatto balzare Zurigo e Ginevra ai vertici delle classifiche, mentre le città dell'eurozona sono retrocesse.
Anche la Russia e l'Ucraina hanno perso molte posizioni nella graduatoria per via della svalutazione delle rispettive valute. Una dinamica simile si è registrata in America latina con riflessi significativi su città come San Paolo e Buenos Aires. In Asia lo yen giapponese ha perso valore, mentre il won sudcoreano dal 2012 si è apprezzato rispetto al dollaro, per cui Tokyo è scesa e Seul è avanzata in classifica. L'Asia resta il continente con le maggiori discrepanze tra le città a livello di prezzi e salari; al contrario il nord America risulta il più omogeneo.

Loretta Napoleoni

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