L'America fa i conti con la Cina e la Grecia - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

È la fine di agosto e come tutti gli anni chi guida le banche centrali si incontra a Jackson Hole, nel Wyoming in mezzo alle montagne ed alle foreste. Quest'anno però al profumo dei pini si è sostituto quello del fumo proveniente dagli incendi che stanno devastando gran parte dell'Ovest americano. Non piove da 9 mesi e le nevicate quest'inverno sono state magre. Ma non è certo questo il motivo che terrà lontani sia Janet Yellen sia Mario Draghi dal symposium annuale, piuttosto entrambi sembrano essere occupatissimi con gli eventi più recenti dell'economia mondiale: il crollo dei listini di borsa cinesi e le rielezioni in Grecia.
Ma non si parlerà di questo a Jackson Hole, o almeno non ufficialmente. Il tema scelto per quest'anno è l'inflazione. I banchieri centrali dibatteranno perché questo indicatore non si decide a salire e se il modestissimo aumento registrato negli Stati Uniti da giugno (0,33 per cento) è sufficiente a giustificare il primo aumento dei tassi d'interesse americani in dieci anni. Fino a due settimane fa tutti erano convinti che la Riserva federale americana avrebbe fatto questo passo entro la fine di settembre, anche se l'inflazione rimaneva così bassa e non dava segni di ripresa. Ma adesso gli scettici hanno iniziato a moltiplicarsi e tra di loro ci sono illustri professori universitari ed importanti economisti.
Certo se è vero che l'economia mondiale è così integrata da giustificare espressioni come economia globalizzata, allora la decisione di aumentare i tassi americani non può essere presa soltanto sulla base degli indicatori economici nazionali. Non ci sono dubbi infatti che la domanda per il consumo e l'occupazione americana crescono, anche se meno di quanto si sperava. Il vero problema è l'effetto ritardato che la crisi cinese e l'incognita greca avranno sull'economia mondiale e di conseguenza anche su quella americana.
A sua volta la decisine di alzare i tassi avrà un impatto difficile da stabilire sull'economia europea e sull'euro in particolare. Insomma anche chi non è andato a Jackson Hole quest'anno si muove all'interno di una nuvola di fumo dove sta diventando difficile persino navigare a vista. Forse è questo il motivo dell'assenza dei due grandi navigatori dell'economia globale: Yellen e Draghi.

Fonte: www.caffe.ch

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