Il peso della guerra sulle città tedesche - di Giò Rezzonico

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il peso della guerra sulle città tedesche - di Giò Rezzonico

Una cartolina in vendita nelle edicole di Colonia ritrae la città nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il suo splendido duomo quasi intatto che troneggia su un deserto di macerie. Un'immagine simbolo, valida per molte città tedesche, che mostra le terribili conseguenze della guerra e dei bombardamenti alleati. È il caro prezzo che il Paese ha pagato per aver seguito Hitler nella sua follia militare. Ma erano davvero tutte necessarie queste distruzioni? Purtroppo è una domanda che ci si può porre solo dal profilo storico, consci che nell'ottica bellica i parametri di giudizio sono molto diversi da quelli della storia.
"Alla gente di Dresda: siamo stati costretti a bombardare la vostra città a causa del pesante traffico militare che i vostri impianti ferroviari hanno portato avanti. La distruzione di obiettivi diversi non è stata intenzionale". Questo il testo di un volantino lanciato sulla città dopo il bombardamento del febbraio 1945, quando furono sganciate 3900 tonnellate di esplosivo che provocarono la morte di decine di migliaia di persone. Un numero di vittime esagerato dapprima dalla propaganda nazista, che parlò di 200 mila morti, poi dai comunisti che ne stimarono 135 mila. Il raid scatenò comunque il primo dissenso pubblico sulla politica dei bombardamenti. Churchill, che lo aveva approvato, se ne distanziò subito dopo lasciandone la responsabilità al maresciallo Arthur "Bomber" Harris, responsabile delle operazioni aeree. Gli storici ne dibattono ancora oggi. Per molti si trattò di un crimine, perché ritengono che con l'Armata Rossa alle porte di Berlino la guerra era ormai decisa, altri sostengono invece che il bombardamento era giustificato perché la città avrebbe potuto offrire rifugio alle truppe tedesche in fuga da est. Molto diverso, invece, il discorso sull'Operazione Gomorra ad Amburgo, decisa dallo stesso maresciallo nel luglio del 1943. La città con il suo porto, allora il più importante d'Europa, costituiva infatti un punto nevralgico del Terzo Reich. La cosiddetta Feuersturm (tempesta di fuoco) durò una settimana, uccise decine di migliaia di civili e distrusse oltre la metà delle abitazioni, l'80% della zona portuale e il 40% di quella industriale. Nella cripta della chiesa di Sankt Nikolai, gravemente danneggiata dai bombardamenti e mai ricostruita, una mostra molto toccante dedicata agli orrori della guerra mette a confronto tre eventi traumatici del secondo conflitto mondiale: da una parte l'Operazione Gomorra degli Alleati, dall'altra il bombardamento tedesco di Conventry nel 1940 e la distruzione di Varsavia perpetrate dalla Wehrmacht. L'esposizione inserisce i tre avvenimenti nel loro contesto storico rendendo evidenti le responsabilità politiche del Terzo Reich. Anche visitando il museo storico della città (Museum für Hamburgische Geschichte), che propone una mostra sulla storia degli ebrei ad Amburgo, non si ha mai l'impressione che la Germania odierna voglia glissare sul passato nazista non assumendosi le sue responsabilità storiche, anzi...!

Fonte: www.caffe.ch

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