C'era una volta Lodi: Dal prode Fanfulla al mito della City. Lodi conquista la vetrina della finanza

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

C'era una volta Lodi: Dal prode Fanfulla al mito della City. Lodi conquista la vetrina della finanza

Accadeva nel Lodigiano.

Ripropongo questo articolo di Giacomo Ferrari pubblicato dal Corriere della Sera il 30 aprile 2005. Rispolverare pagine della nostra storia recente per meglio decifrare il presente. Nell'articolo il pensiero di Lorenzo Guerini e Antonio Palermo sulla scalata finanziaria de " Il Grande Gianpy"

L' ascesa della Banca Popolare, in competizione con i grandi istituti stranieri, trascina l' economia. La sfida di Fiorani, l' attenzione di Fazio. E la città finisce in prima pagina sul « Financial Times »

LODI - Città di guerrieri, poeti e... finanzieri. Tre epoche storiche e tre diverse « vocazioni » per una località considerata un' appendice di Milano ( ricordate il protagonista di una vecchia canzone popolare, che « veniva a piedi da Lodi a Milano per incontrare la bella Gigogin » ? ) e oggi in prima pagina su Financial Times eWall Street Journal . Una metamorfosi curiosa ma non del tutto casuale. Cinque secoli fa il mitico Fanfulla, capitano di ventura. Ai primi del Novecento Ada Negri, maestrina poetessa stimata da Carducci. Oggi Gianpiero Fiorani, ex giornalista diventato il banchiere più dinamico d' Italia, nella sua qualità di amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi. ( Istituto che proprio ieri ha deciso di superare le dimensioni locali anche nel nome: si chiamerà Banca popolare italiana). Una galleria di personaggi diversi fra loro. Tutti, però, che si identificano con la città. Ma Lodi, poco meno di 40 mila abitanti, il 10 per cento dei quali pendolari su Milano, è anche la città che ha perseguito con tenacia l' obiettivo di diventare capoluogo di provincia. Un traguardo raggiunto nel 1992. Dice Lorenzo Guerini, sindaco di centrosinistra eletto alle ultime amministrative con il 54,1 per cento dei voti: « Sfatiamo i luoghi comuni. Lodi è anche una realtà economica importante. C' è una presenza industriale che abbraccia molti settori, dall' agroalimentare all' elettromeccanico, al chimico. Nascono nuove imprese a un ritmo sostenuto. E la Banca Popolare è un punto di riferimento, anche dal punto di vista occupazionale » . Tra gli 8.800 dipendenti della banca e i suoi 1.200 promotori finanziari, i lodigiani sono ovviamente numerosi. Qualcuno ha calcolato che una famiglia su quattro gravita nell' orbita della banca, tenendo conto dei dipendenti diretti e dell' indotto. Già, la Banca Popolare. La più antica d' Italia, come tengono a precisare i lodigiani doc. L' istituto che ha portato alla ribalta il nome di Lodi. E che ha fatto della città della Bassa lombarda un vero e proprio crocevia della finanza. Temporaneo, forse, anche se molti sperano che diventi stabile. Per ora c' è la sfida con Amsterdam. Ma domani? Se la conquista di Antonveneta si realizzerà, la Popolare di Lodi potrebbe di ventare un protagonista di primo piano del sistema creditizio italiano. Basti pensare che gli odierni 2,4 miliardi di euro di capitalizzazione potrebbero quadruplicarsi ( Antonveneta per la Borsa italiana vale già oggi il triplo della Lodi: ben 7,5 miliardi). « Where is Lodi? » era la domanda che circolava nei santuari della finanza internazionale all' ini zio della disfida con il colosso olandese Abn Amro per la conquista di Antonveneta. Dopo qualche settimana gli stessi businessmen hanno incominciato a trattare con rispetto quel piccolo istituto lombardo e quella piccola città che, oltre tutto, vanta anche qualche attrattiva turistica, come il Duomo, l' architettura geometrica di piazza della Vittoria, tra le più belle della Lombardia, e la chiesa dell' Incoronata dallo stile barocco post Rinascimentale. Ma anche con attrattive di altro tipo, come la gastronomia. Fiorani, dicono, gode della fiducia del governatore Antonio Fazio, che nel 2002 fu suo ospite all' assemblea annuale del Forex, l' associazione dei cambisti. L' evento si tenne nella nuova sede della banca, in via Polenghi Lombardo, nei pressi della stazione, una costruzione avveniristica che comprende ampi spazi, una piazza interna e, soprat tutto, un Auditorium da 800 posti progettato da Renzo Piano che, a detta degli artisti che vi si sono esibiti ( fra i quali Salvatore Accardo, che qui ha diretto un concerto nel dicembre 2002), possiede un' acustica eccezionale, ancora migliore rispetto a quella dell' Auditorium di Roma, opera dello stesso Piano. Oggi Fiorani è chiamato a svolgere un ruolo difficile: quello del difensore dell' « italianità » del sistema bancario, sotto assedio da parte dei colossi europei del credito. A Lodi, anche se pochi lo ammettono, fanno il tifo per lui. « Io sono azionista e sarò presente all' assemblea » , annuncia il sindaco. Che aggiunge: « C' è partecipazione anche fra i non addetti ai lavori per questa vicenda. La crescita della banca non ci spaventa; anzi, è motivo di fierezza » . Antonio Palermo, invece, presidente della locale Confartigianato, di azioni della Lodi non ne possiede ( « I risparmi - dice - li investo nella mia azienda » ) . È comunque schierato fra i sostenitori della banca. « La scalata all' Antonveneta - spiega Palermo - è vissuta tra i lodigiani con un misto di orgoglio, attenzione e anche preoccupazione. Ma i dubbi li ha soltanto chi è poco esperto di finanza. I giornali parlano di guerra e si sa che le guerre anche se si vincono possono lasciare vittime sul campo » . Ciò che importa, sottolineano sia Guerini sia Palermo, è che la Popolare di Lodi non perda la caratteristica di banca locale, vicina al territorio e attenta alle esigenze delle piccole imprese. Perché, secondo le statistiche della Camera di Commercio, il 93 per cento delle aziende della provincia ha meno di 3 addetti. L' avventura Antonveneta, che si aggiunge alle molte altre acquisizioni effettuate in passato, proietta però la più vecchia popolare d' Italia in una dimensione diversa. Lodi contro Amsterdam, dunque, sognando Londra. Nel senso della City. IL BILANCIO Dai conti un utile record Il bilancio consolidato dell' esercizio 2004 si è chiuso con un utile netto di 168,4 milioni di euro e un incremento, rispetto al 2003, del 525,14%. L' utile da attività ordinarie ammonta a 341 milioni di euro (+ 625,40%), contro i 47 milioni del precedente esercizio. Lo stato patrimoniale registra una crescita della massa amministrata da clientela, che si attesta a 66.075 milioni di euro, contro i 60.767 milioni dell' esercizio 2003 (+ 8,74%). La raccolta indiretta è salita a 36.547 milioni di euro, quella diretta si è attestata a 28.736 milioni LA STRUTTURA In 985 filiali 8.700 dipendenti La struttura operativa del Gruppo Bipielle conta oggi su 985 filiali, 8.706 dipendenti e 1.200 promotori finanziari. Quella che riguarda la Capogruppo, la Banca Popolare di Lodi, si compone invece di 577 filiali e conta su 4.432 dipendenti. L' Istituto vanta un primato nazionale. È la prima banca popolare sorta di Italia. Fondatore, il 28 marzo 1864, e primo presidente, l' avvocato Tiziano Zalli. Dodici erano i componenti del consiglio di amministrazione, 128 i soci. LE TAPPE La campagna di acquisizioni si apre con le Casse del Tirreno La politica delle aggregazioni seguita in generale dagli altri istituti bancari registra un salto di qualità alla fine del 1999. In quell' anno la Banca Popolare di Lodi riesce ad acquisire le Casse del Tirreno. Un' escalation che permette alla Popolare di Lodi di inserirsi tra i primi dieci istituti di credito italiani. Nel 2002 arriva anche Fazio all' ottava edizione del Forex Per due giorni, nel febbraio del 2002, Lodi diventa la capitale del mondo bancario e finanziario. La Popolare organizza l' ottava edizione del Forex, l' annuale incontro degli operatori finanziari italiani. A Lodi arrivano il governatore della Banca d' Italia, Antonio Fazio, e cinque ministri Lanciata la contro Opa per il controllo di Antonveneta La mossa più recente è il lancio della « contro Opa » . Si tratta di un' offerta pubblica di scambio sulla totalità del capitale della Banca Antonveneta, per acquisirne il controllo. Lo scopo è dare così vita al quinto gruppo bancario italiano, con 2.000 filiali presenti in Italia, diffuse in oltre 1.200 comuni La novità: il cambio del nome Diventa Banca Popolare Italiana Ieri, infine, è arrivata la decisione del Consiglio di amministrazione di cambiare la storica denominazione sociale della banca lodigiana. La denominazione prescelta è Banca Popolare Italiana: rappresenta una forma abbreviata del marchio Banca Popolare Italiana Banca Popolare di Lodi HANNO DETTO LORENZO GUERINI sindaco di Lodi Sfatiamo i luoghi comuni. Lodi è una realtà economica importante. C' è una presenza industriale che abbraccia molti settori Nascono sempre nuove imprese. La crescita della banca non ci spaventa anzi, è motivo di fierezza ANTONIO PALERMO presidente Confartigianato La scalata è vissuta tra i lodigiani con un misto di orgoglio, attenzione e anche preoccupazione. I giornali parlano di guerra e si sa che le guerre, anche se si vincono, possono lasciare vittime sul campo

Ferrari Giacomo

Pagina 53
(30 aprile 2005) - Corriere della Sera

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