BreBeMi, l'autostrada deserta che divora soldi pubblici

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

BreBeMi, l'autostrada deserta che divora soldi pubblici

Doveva essere l'autostrada più moderna, veloce e sicura d'Italia e oltretutto a costo zero per le casse pubbliche. Invece la BreBeMi, l'autostrada "dei privati", continua a costare un bel po' al contribuente.

Quanto? Gli ultimi soldi pubblici ricevuti dalla A35 e accordati dal Cipe lo scorso 6 agosto sono un finanziamento da 260 milioni di euro erogati dallo Stato in rate da 20 milioni all'anno dal 2017 al 2031 e 60 milioni in tre rate annuali, dal 2015 al 2017, erogati invece dalla Regione Lombardia. In totale fanno 320 milioni di euro per riequilibrare i conti, una evenienza peraltro prevista dalla convenzione in caso le cose non fossero andate come previsto come in effetti è successo.

E se lo Stato non avesse pagato? Gli accordi stabiliscono che la società autostradale avrebbe potuto restituire la concessione a Concessioni Autostradali Lombarde (la società costituita da Regione Lombardia, attraverso Infrastrutture Lombarde, e dal Ministero delle Infrastrutture con ANAS) che avrebbe dovuto risarcire BreBeMi con 2,44 miliardi di euro.

Il flop della A35

I gestori avevano previsto di recuperare l'investimento con i pedaggi, ma finora la BreBeMi è stato un flop enorme: per stare nei conti la A35-BreBemi doveva totalizzare 40.000 transiti nei primi sei mesi dall'apertura e 60.000 da gennaio di quest'anno, invece la società lo scorso luglio in una nota piuttosto ottimistica informava che «i volumi di traffico sono aumentati di circa il 107%, passando dagli iniziali 13.000 transiti giornalieri alle attuali punte di 38.000».

Da qui l'esigenza di ripianare i conti con l'iniezione di soldi pubblici da 320 milioni varata dal Cipe, che ha peraltro deciso che la durata della concessione passerà dai 19,5 previsti inizialmente a 25,5 anni. Alla scadenza della concessione, poi, la BreBeMI passerà allo Stato in cambio di 1 miliardo e 205 milioni di euro.

Non proprio privata

Costruita attraverso il project financing con soci pubblici diretti e indiretti come Regione, Province e Comuni interessati insieme a privati come banche e imprese costruttrici, la A35 quando partì il progetto, più di diciotto anni fa, doveva costare 920 milioni di euro, ma il conto finale si è triplicato fino a raggiungere 2,439 miliardi di euro, compresi gli interessi. Che per 62 chilometri di lunghezza fanno un totale di 38 milioni di euro a chilometro.

Ma cosa tiene lontani gli automobilisti dalla BreBemi? Innanzitutto il pedaggio salato: i 56 km da Brescia a Milano costano ben 10,70 euro, ovvero 19 centesimi a km. Per fare lo stesso tratto sulla A4 se ne spendono 6,80. Per questo motivo BreBeMi S.p.A. ha lanciato in estate una campagna di sconti fino al 45%, che però non hanno migliorato molto la situazione. Basta percorrerla per accorgersi che la A35 è una autostrada deserta.

E poi mancano le aree di servizio. Negli spazi in cui dovrebbero sorgere per il momento la concessionaria ha tamponato la situazione installando bagni chimici e distributori automatici di merendine, bevande e caffé. Quest'ultimo, però, da qualche mese è gratis. Basterà a convincere gli automobilisti a scegliere l'"autostrada dei privati"?

In collaborazione con Automoto.it