Bere due litri al giorno " non allunga la vita"

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Bere due litri al giorno " non allunga la vita"

EZIO ROCCHI BALBI
L'effetto benefico del bere almeno due litri d'acqua al giorno... s'annacqua. L'elisir che ci permetterebbe di vivere in salute e rallentare l'invecchiamento, infatti potrebbe rivelarsi una leggenda metropolitana. Insomma, per anni avremmo ingurgitato litri e litri, non separandoci mai dall'indispensabile bottiglietta prêt-à-porter, e adesso uno studio americano dice che no, non serve. O meglio, non c'è uno straccio di studio scientifico dai quale si possano evincere benefici certi dall'assunzione di grandi quantità di acqua.
La pubblicazione, commentata e confermata sul New York Times da Aaron E. Carrol, docente di Pediatria dell'Università dell'Indiana, non ha suscitato alcuna reazione da parte delle major delle acque minerali - che da anni assecondano, pro domo loro, il trend con slogan come "puliti dentro, belli fuori" -, ma ha seminato un certo scompiglio tra medici, pediatri e dietisti. La loro preoccupazione è che ora passi il messaggio inverso, cioè che bere acqua sia una cosa negativa. "In realtà è comunque sbagliato indicare un quantitativo fisso di acqua valido per tutti; per valutare se si introduce nell'organismo la giusta quantità, occorre calcolare anche tutta quella presente nel cibo - ricorda Fabrizio Vaghi, dietista al Cardiocentro di Lugano -. La maggior parte dell'acqua di cui abbiamo bisogno è contenuta nei cibi come frutta e verdura fresche, che non devono mai mancare dalla nostra dieta. Certo non è necessario bere quando non si ha sete, solo perché si pensa che faccia bene, ma bere acqua senza esagerare e senza viverlo come un'imposizione certo male non fa".
Opinione condivisa anche dall'American College of Nutrition, ricordando che le persone sane assumono una buona percentuale d'acqua attraverso sia i cibi solidi, sia le bevande come tè, latte, succhi di frutta, caffè, minestra o birra. Fatto sta che, indipendentemente si siano seguiti i consigli salutisti degli otto bicchieri d'acqua al giorno, o si sia seguita semplicemente una moda di stile di vita, negli ultimi dieci anni gli svizzeri hanno incrementato il loro consumo d'acqua bevuta. Sia minerale, sia dal classico rubinetto che ha visto una crescita del 25% secondo l'ultimo sondaggio della Società svizzera delle acque anticipato da Raffaele Domeniconi (vedi articolo sotto). "Non ci saranno studi in merito, ma il problema principale non è che beviamo troppa acqua, semmai che ne beviamo poca e penso soprattutto agli anziani - commenta il geriatra Guido Ongaro, caposervizio di geriatria all'ospedale San Giovanni di Bellinzona -. Più aumenta l'età, meno è avvertito lo stimolo della sete, e gli anziani, anche per mantenere la lucidità devono bere: l'idratazione è utile per la loro attività mentale. Come sappiamo che il rene soffre, e anche velocemente, la disidratrazione, e studi scientifici sulla capacità dell'acqua di combattere i calcoli ci sono eccome"
Non è quindi un dogma il consiglio di bere otto bicchieri al giorno fissato nelle campagne sanitarie americane, ma oltre agli anziani e malati cronici, è un limite che è consigliabile non far abbassare anche ai bambini.
«Soprattutto se perdono liquidi, magari a causa di una malattia o un colpo di calore, o non li assumono, i bambini vanno facilmente in una situazione di scompenso, soprattutto quando sono molto piccoli - ricorda, intervenendo al dibattito che s'è aperto in Italia, Massimo Resti, primario di Medicina all'ospedale Meyer di Firenze -. Fargli bere un bicchiere d'acqua in più non succede niente, al contrario uno o due in meno possono diventare un problema. È vero che è diventata un po' una moda quella di bere ogni tanto dalla bottiglietta, ma è altrettanto vero che, salvo rare eccezioni cliniche, nessuno viene ricoverato perché manda giù troppa acqua, mentre si può finire in ospedale per disidratazione".
Come resta un dato di fatto che, per mantenersi in salute, il nostro corpo ha bisogno di un costante equilibrio tra l'acqua persa e quella assunta.
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