Anche nella Virtuosa Finlandia l'Euro Mostra la sua Vera Faccia

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Anche nella Virtuosa Finlandia l'Euro Mostra la sua Vera Faccia

Di Marco Zanni

La Finlandia è il perfetto esempio del fallimento della moneta unica europea e di cosa comporti questa aberrazione finanziaria.

Il Paese scandinavo è di solito visto come un modello di eccellenza, di efficienza nordica, un Paese da imitare e uno di quei Paesi che riescono a “tollerare” l'euro, facendo parte della cosiddetta core Europe, contrapposta alla peripheral Europe, i famosi PIIGS, il Sud spendaccione e fannullone.

Purtroppo oggi la Finlandia dimostra quali siano i danni di una moneta unica costruita sul modello ordoliberista del Marco tedesco e della Bundesbank terrorizzata dallo spauracchio inflazione, cioè una moneta unica che può avvantaggiare un solo Paese, la Germania, a discapito degli altri 18.

L'agenzia di stampa Reuters ieri ha pubblicato un articolo sugli sforzi del governo finlandese per far uscire il Paese dalla stagnazione economica (sì, avete capito perfettamente, la Finlandia non se la passa molto bene). La coalizione di centro-destra appena andata al governo si sta scervellando per trovare una maniera di far recuperare competitività al Paese e alle sue imprese, dopo il crollo vissuto negli anni precedenti di uno dei suoi gioielli e simbolo della forza del Paese, l'ex gigante delle telecomunicazioni Nokia. E cosa partorisce il governo finlandese per recuperare competitività? Una bella riduzione delle vacanze e delle ferie per i lavoratori in modo da ridurre il costo unitario del lavoro ed essere più competitivi. Nello specifico si parla di una riduzione del costo unitario del lavoro del 5% attraverso riduzione delle ferie e riduzione del compenso per lo straordinario nei week end. Un'altra bella svalutazione interna! Che come sappiamo, in un sistema di cambi fissi come l'euro, è l'unico modo per recuperare competitività. Non c'è altra via, lo abbiamo visto in Grecia, in Italia, in Irlanda, in Portogallo e ora iniziamo a vederlo anche in fantomatici Paesi nordici virtuosi come Finlandia e Olanda.

Ma sappiamo bene anche che la svalutazione interna è un circolo vizioso che non solo non risolve i problemi, ma li aggrava. All'interno dell'Eurozona è in atto una lotta per aumentare la competitività a colpi di svalutazione interna tramite tagli salariali, tagli alle pensioni, tagli al welfare. Una corsa tra folli a chi si schianta prima contro il muro. E più un Paese taglia, più gli altri devono fare altrettanto per stare al passo. Risultato? Una guerra tra disperati in cui vengono smantellati i diritti fondamentali come il lavoro adeguatamente retribuito, come una pensione dignitosa dopo una vita di lavoro, cure sanitarie accessibili a tutti e protezione sociale da parte dello stato. Questo è l'euro, queste sono le sue conseguenze e presto ce ne accorgeremo tutti: se oggi l'Italia e l'Europa vogliono ripartire, l'unica via è rimettere in discussione la moneta unica. Ammettiamo che è stato un esperimento folle e disastroso, smettiamola di pensare che con più integrazione, coordinamento economico e cessione di sovranità potremo risolvere il problema e iniziamo a organizzare il suo smantellamento. Solo così l'Italia potrà uscire dal baratro e i cittadini potranno tornare a sperare in un futuro migliore dove al centro dell'azione dello Stato ci siano i cittadini e il loro benessere, non il PIL, le banche, la finanza e i mercati.

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