American Dream, addio: i giovani laureati preferiscono l'Europa

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

  

L'American Dream si avvia verso la sua naturale fine: con la globalizzazione, l'uniformazione delle culture e delle società e con gli investimenti sui giovani talenti in Europa, il vecchio sogno americano non ha più ragione di esistere.

Non è una pura congettura ma è frutto di un'indagine della società di selezione del personale, Hays Response, che ha rilevato come il 97% dei suoi intervistati italiani, più di 200 profili con alti riferimenti, tra i 25 e i 29 anni, per lo più già sotto contratto di lavoro (89%) e laureati (69%), fosse d'accordo a scegliere un Paese europeo come meta professionale, contro il 68% favorevole agli Stati Uniti e il 37% all'Oceania.

Fabio Scarcella, il responsabile divisione di Hays Response, ha spiegato al Sole 24 Ore che l'Europa è "più accessibile e non meno ricca di occasioni": costa meno e offre, comunque, prospettive di carriera.

Secondo Scarcella, gli Stati Uniti si riducono in "New York City, California e Texas, le tre aree che accolgono più candidati italiani oltre le università" e i limiti che possono creare sono l'ottenimento del visto, il suo rinnovo e primo tra tutti l'apprezzamento del dollaro, non più così conveniente rispetto all'Euro come qualche tempo fa.

Le rette dei college sono arrivate a costare fino a 65mila euro in alcuni istituti privati e i costi della vita sono raddoppiati: "Capitali europee come Berlino possono essere care, ma il confronto non regge con i prezzi di Manhattan". La vita nella Grande Mela, a esempio, costa il doppio rispetto a quella a Berlino: a parità di condizioni, servono l'equivalente di quasi 6500 euro per concedersi un tenore di vita che in Germania non ne costerebbe più di 3mila.

Da Massimo Rosi | Yahoo Finanza

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