Veneto: In un anno e mezzo 14.700 profughi ma di novemila non c'è più traccia

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il fondatore di Trevisani nel mondo: «Come si fa ad accogliere
tutti? Dove li mettiamo? In qusto modo avanza anche l'Islam»

di Mauro Favaro

«I profughi vanno accolti senza esitazioni. Ma sono solo il 10% di tutti quelli che arrivano. Gli altri sono immigrati di fatto clandestini su cui abbiamo delle riserve. Bisognerebbe cercare di aiutarli nei loro Paesi». Don Canuto Toso, fondatore dell'associazione Trevisani nel mondo, non ha dubbi: per gestire il nodo dell'immigrazione si deve innanzitutto dividere chi scappa dalle guerre da chi invece fugge per motivi economici.

«Come si fa ad accogliere tutti? Bisogna accogliere, ma con responsabilità e pianificando il futuro -fa il punto- sappiamo quanto può soffrire chi scappa da violenze e da gruppi come l'Isis, ma sappiamo anche che altri vedono la televisione che racconta l'Italia come una terra ricca e poi si illudono». È in primis una questione di numeri. «Se gli sbarchi continuano dove li mettiamo? -incalza- in questo modo viene avanti anche l'Islam».

In un anno e mezzo 14.700 profughi
ma di novemila non c'è più traccia

 

 

di Alda Vanzan

VENEZIA - Dal gennaio 2014 a ieri in Veneto sono transitati 14.708 migranti. Ma è inutile andarli a cercare in giro per i 579 comuni della regione: attualmente, profughi o clandestini che siano, ne sono ospitati 5.688. Che fine hanno fatto gli altri novemila? Non si sa. Potrebbero essere emigrati, in cerca di fortuna in altri paesi d’Europa. Oppure potrebbero essere ancora qui. Uomini arrivati su barconi dalle coste del’Africa. Vivi e vegeti, ma ora scomparsi. Fantasmi.

I dati li ha forniti ieri il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, in un incontro in consiglio regionale del Veneto con l’Ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa e con i capigruppo. Cuttaia ha fornito i numeri e spiegato perché le quote di migranti da ospitare sono aumentate. La regola decisa a Roma è che più arrivano barconi carichi di gente e più i comuni devono farsene carico. Ogni volta che arrivano 10mila nuovi migranti, le quote regionali vengono riviste.È così che i 579 Comuni del Veneto sono chiamati ad aprire le porte. Solo che la stragrande maggioranza dei sindaci non ne vuole sapere. E finisce che i prefetti, cui il Governo ha assegnato la gestione del problema, non trovando collaborazione o cooperazione, accettano le proposte dei privati. Un anno fa, quando vennero decise le quote di migranti che ciascuna regione italiana era chiamata ad accogliere, al Veneto vennero assegnati 3.966 profughi. Lo scorso 28 luglio la quota assegnata al Veneto era salita a 6.446. È passata una settimana e la cifra è stata nuovamente aggiornata: adesso il Veneto dovrebbe accogliere 7.168 migranti. Cioè 1.480 in più rispetto ai 5.688 attualmente ospitati in 124 Comuni.

Da considerare che i cosiddetti "dublinati", migranti che sono stati rispediti in Italia dopo non essere stati accolti in altri Stati, sono 150. C’è chi ha fatto anche due conti: con 5.688 migranti e un contributo statale di 35 euro ciascuno per vitto e alloggio (soldi che vengono dati alle cooperative o alle associazioni che gestiscono l’ospitalità, mentre 2,5 euro sono disponibilità di pocket money per il singolo migrante), ogni giorno lo Stato Italiano "paga" per i migranti alloggiati in Veneto quasi 200mila euro. Al mese fanno quasi 6 milioni. Cuttaia ha assicurato che la Prefettura dispone controlli costanti e che ogni giorno c’è un report sui migranti ospitati: lo Stato, cioè, non dà soldi per i 9mila "fantasmi".

Cuttaia:«Figuriamoci, finirei in galera».
E mentre ieri in prefettura a Venezia sono state aperte le buste del nuovo bando per trovare alloggi per i migranti (si cercavano 1000 posti, ne sono stati proposti da privati 824), Cuttaia ha lanciato l’idea di una "cabina di regia" per gestire l’accoglienza. Verrebbe fatta per il territorio veneziano e sarebbe la prima a livello nazionale, ma in Regione solo il Pd di Alessandra Moretti ha apprezzato e sostenuto la proposta. Tant’è che l’ordine del giorno presentato dalla Dem Francesca Zottis non solo è stato respinto dall’aula (27 no, 10 sì e 6 astenuti), ma è stato anche oggetto di un acceso confronto con il governatore Luca Zaia. Che ha dato lettura della proposta della cabina di regia arrivata a fine luglio dal prefetto: «Nella lettera si parla di "una struttura informale di monitoraggio in grado di diventare cabina di regia".

Cioè, per dirla alla veneta, se trovemo e dopo vedemo? Non esiste, il problema l’ha creato il Governo e lo deve risolvere il Governo. Il Pd vuole accogliere i profughi? Li faccia accogliere dai suoi sindaci». L’accusa alla Regione di Zottis e Moretti di lavarsi le mani è rimasta a verbale.

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